Continua
al multiplex ‘Giometti’ di Tolentino, in collaborazione con Unitre, che si
avvale del commento filmico del prof. Alberto Cingolani ed il contributo di
Cellulopoli, la rassegna cinematografica ‘La decima musa’ con il patrocinio del
Ministero della Cultura, che giovedì 16 febbraio alle ore 21.15 presenta il film
della regista Sophie Chiarello, ‘Il Cerchio’ (in uscita nazionale), che
racconta la storia di vita in un quartiere romano: i genitori accompagnano i bambini al primo
giorno di scuola elementare.
Per i più piccoli della prima inizia un ciclo di apprendimento, ma oltre alle canoniche lezioni frontali previste dal programma, per loro è previsto un momento extra didattico, parimenti, se non più formativo: seduti a terra, in cerchio, in mezzo ai banchi, in presenza dell'insegnante, accettano di essere ripresi dalla regista Sophie Chiarello mentre ragionano su tante questioni, ponendosi domande molto diverse tra loro: cos'è la felicità, cos'è il lavoro e a cosa serve, si possono trasformare i sogni in realtà, cosa pensano degli adulti, come hanno passato le vacanze, cosa rappresentano i loro disegni, che differenze trovano tra uomini e donne, cosa si festeggia a Natale, perché esiste la guerra.
Le storie che i piccoli protagonisti raccontano sono sviscerate con dolcezza e il documentario si muove fra alti e bassi, con momenti di pura commedia e altri di estrema drammaticità. A volte queste si intersecano tra loro dando origine a situazioni indimenticabili, come la discussione sull’esistenza di Babbo Natale. In maniera inaspettata poi, all’interno de ‘Il cerchio’ si inserisce una narrazione che ha caratterizzato tanti prodotti audiovisivi negli ultimi anni: la pandemia.
Il lockdown non diventa il pretesto per girare il film, ma si inserisce invece come un enorme problema all’interno di una lavoro di riprese andato avanti per anni. Sophie Chiarello riesce a calibrare questo aspetto e ad integrarlo in un film che era nato con un progetto diverso. Quello che ne esce è pura perfezione drammatica, in quanto, nonostante tutti abbiano pensato a mille modi di raccontare il 2020, in pochi hanno ragionato sulle disastrose conseguenze del distanziamento sui più piccoli. Il cerchio riesce a farlo, seppur involontariamente e lo fa benissimo.
Chiude la rassegna, giovedì 23 febbraio alle ore 21.15, alla presenza del regista jesino Matteo Gagliardi, il film su Dante Alighieri, ‘Mirabile visione – Inferno’, che è un percorso multimediale sulla prima cantica della ‘Divina Commedia’. Il regista trae ispirazione dalle tavole dedicate all’opera di Dante dipinte da Francesco Scaramuzza tra il 1853 e il 1876, in contemporanea con quelle, più famose, del francese Gustave Doré.
La lettura integrale dei passaggi più salienti e la loro spiegazione, orientata all’approfondimento spirituale più che filologico-storico, ci restituiscono la Commedia in tutta la sua potenza e attualità. Virgilio, Beatrice, Paolo e Francesca, Minosse e Caronte, Pier delle Vigne, Ulisse e Diomede, Bruto non sono più nomi da archiviare nella memoria di pomeriggi ‘noiosi’, ma figure dolenti che, pure incarnate in un momento storico e in un universo culturale ben precisi, diventano paradigma della nostra umanità, dei nostri slanci e delle nostre cadute.

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