Non saremo di certo noi a dire chi deve
restare e chi deve andare; l’amministrazione Sclavi governa e dunque sceglie e
decide.
Ci auguriamo che i ragazzi di Zagreus
che con tanto entusiasmo nel 2021 hanno bussato alle porte del comune per dire
“noi sappiamo fare questo e ci piacerebbe farlo”, non diventino oggetto della
querelle politica tolentinate. Sono giovani, hanno voglia di fare, hanno
dimostrato estrema competenza nel loro modo di proporsi culturalmente alla
città e non possiamo fare a meno di esprimere nei loro confronti il nostro più
grande augurio di buon lavoro.
Ci saremmo però aspettate un modus operandi
diverso da un’amministrazione comunale che ha speso gran parte della campagna
elettorale a parlare di unità e condivisione, di ‘concorsi d’idee’ come metodo
di lavoro, di ‘partecipazione della cittadinanza’ anche a proposito di turismo.
Ci saremmo aspettate un confronto tra tutte le organizzazioni della città che a
vario titolo si occupano di cultura e turismo e che invece non sono state minimamente
coinvolte. O forse la ‘cittadinanza attiva’ e la ‘democrazia partecipata’ sono
solo belle parole da scrivere in un programma elettorale, ma che poi non è
facile o non conviene mettere in pratica?
Quello che ci dispiace è che
un’amministrazione comunale che ha duramente criticato il passato perché
ritenuto divisivo visto che, a suo parere, le decisioni venivano prese in
autonomia senza nessun ascolto e confronto, abbia da un giorno all’altro messo
alla porta una persona che, piaccia o no, ha servito la città per 30 anni. E lo
ha fatto senza preavviso rifiutando, in base a quanto dichiarato, tutte le
richieste di incontro, con una modalità che la stessa amministrazione aveva
sempre criticato, dimostrando che a parole si dicono delle cose, nei fatti ci
si comporta in altro modo. A quella stessa persona, non più di un mese fa, è
stato detto, sopra un palco e davanti a 300 persone, che ‘insieme si può fare
tanto’; a questo punto è evidente che era pura recitazione.
Siamo consapevoli comunque che, come
dichiarato da Mattioli stesso, la sua testa era sul tavolo e lo era dal 2017;
la prova poi fu l’assalto alla proloco fatto da molte di quelle persone che
oggi ricoprono cariche in giunta e in consiglio, tra gli altri.
Quello che auspichiamo è che i giovani
ragazzi di Zagreus siano messi nelle condizioni di lavorare e di lavorare bene,
con serenità e senza alimentare astio, in collaborazione e con la giusta
sinergia con tutte le altre associazioni tolentinati come Ricreo ad esempio, di
recentissima creazione, ma anche come Mood, Tolentino Arte e cultura, Tolentino
Jazz, Il Dono dei Ceri e la stessa Proloco tradizionale che apprendiamo
continuerà a svolgere il suo lavoro di organizzazione di eventi cittadini con
una nuova sede (oltre alle tantissime altre realtà associazionistiche che da
anni si occupano di cultura, di tradizione, di eventi vari che non citiamo solo
per motivi di spazio).
Leggiamo di una determina di oggi sul
censimento delle associazioni. Bene, un buon passo. Se fatto prima forse
avrebbe avuto tutto un altro senso. La pezza è peggiore del buco. Sarebbe
interessante inoltre sapere cosa l’amministrazione comunale intende fare con la
Proloco 2.0. La città ha bisogno di ogni organizzazione per parlare con tutta
la popolazione e non solo con chi predilige Albano o i Maneskin. E questa
sinergia la deve creare l’Amministrazione, perché ‘la diversità è ricchezza’ e
lo hanno detto per mesi.
I consiglieri di TOLENTINO NEL CUORE
Silvia Luconi, Monia Prioretti, Silvia
Tatò

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