Sabato
18 febbraio alle ore 16.45 presso l’Abbadia di Fiastra l’Azione Cattolica della
diocesi di Macerata ha invitato il prof. Giuseppe Notarstefano, presidente
nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, per un incontro pubblico sul tema
‘Uomini di pace, senza pace’, partendo da ciò che scriveva don Primo Mazzolari:
“Ci impegniamo noi e non gli altri, unicamente noi e non gli altri. Ci
impegniamo senza pretendere che altri s’impegnino come noi o a modo loro. Ci
impegniamo senza giudicare chi non s’impegna, senza condannare chi non
s’impegna, senza disimpegnarci perché altri non s’impegnano”.
Una
‘pro-vocazione’ che sia di stimolo alla vita democratica, come ha scritto lo
stesso presidente Notarstefano alcuni giorni fa: “La democrazia, ancor prima di
essere un sistema di garanzie e procedure formali che presidiano la
partecipazione inclusiva di tutti, cominciando dai più fragili, è soprattutto
la costruzione mai perfettamente compiuta di uno spazio pubblico comune ovvero
di un perimetro descritto da pratiche anche informali che aprono
progressivamente ogni persona verso gli altri. In movimenti concentrici ma
centrifughi spinti dalla attitudine tipicamente umana della fraternità”.
Essendo solo uomini di pace è possibile rigenerare la vita democratica attraverso l’impegno civico, affinchè l’accesso alla ‘buona’ democrazia, attraverso la partecipazione, sia garantito a tutti in modo da costruire un futuro diverso, partendo dal nostro presente diverso, lanciando la sfida di alimentare la speranza. Per questo è importante riflettere sullo stimolo del presidente nazionale che invita a creare ‘oasi inclusive di fraternità’:
“Parliamo di luoghi vitali dove
apprendere in modo permanente e non episodico le pratiche generative della
democrazia: ascolto, dialogo, discussione, argomentazione, elaborazione,
valutazione. Luoghi dove elaborare insieme uno stile fraterno con tutti che si
traduca in una politica capace di far respirare il futuro alle persone e alle
comunità. Luoghi in cui imparare a gestire e attraversare i conflitti, non solo
quelli interpersonali ma anche tutti quelli prodotti dalle ambivalenze e dalle
contraddizioni rivelate da una visione complessa e globale della realtà”.
E
non possiamo non lasciarci provocare dal recente messaggio di papa Francesco
per la giornata mondiale della pace, che ha affermato che nessuno si salva da
solo: “Ed allora, siamo chiamati a far fronte alle sfide del nostro mondo con
responsabilità e compassione. Dobbiamo rivisitare il tema della garanzia della
salute pubblica per tutti; promuovere azioni di pace per mettere fine ai
conflitti e alle guerre che continuano a generare vittime e povertà; prenderci
cura in maniera concertata della nostra casa comune e attuare chiare ed
efficaci misure per far fronte al cambiamento climatico; combattere il virus
delle disuguaglianze e garantire il cibo e un lavoro dignitoso per tutti,
sostenendo quanti non hanno neppure un salario minimo e sono in grande
difficoltà”.
Presidenza
Azione Cattolica
Diocesi di Macerata

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