Si è conclusa
sabato 11 marzo la settimana dedicata alla donna in occasione della Giornata
Internazionale per i diritti delle Donne, al Politeama di Tolentino, dove è
andato in scena lo spettacolo teatrale ‘Mariposas 3.0’, a cura della compagnia
El Duende con la regia di Lucia De Luca.
Lo spettacolo
è stato inserito nel progetto promosso dall’associazione odv ‘Help s.o.s salute
e famiglia’ di San Severino Marche in collaborazione con l’associazione ‘RED
Rete Educazione Digitale’ di Macerata, con il patrocinio della Commissione Pari
Opportunità delle Marche, che hanno voluto creare un momento di riflessione per
i ragazzi dell’IPSIA Frau e dell’Istituto Filelfo, con uno spettacolo forte,
dove non si risparmiano immagini e parole, dove protagoniste sono sempre le
storie di donne vittime di violenza fisica, psicologica, spesso per mano di chi
vive sotto lo stesso tetto.
Al dibattito
dopo la visione dello spettacolo, per il Comune di Tolentino, che ha
patrocinato l’iniziativa, hanno partecipato l’assessore Flavia Giombetti e la
consigliera Benedetta Lancioni assistente sociale, che hanno ricordato
l’impegno e la sensibilità che l’amministrazione ha verso la tematica, con
l’apertura, in occasione dell’8 marzo scorso, di uno sportello del CAV proprio
a Tolentino.
Inoltre,
entrambe si sono rivolte ai ragazzi, ma soprattutto alle ragazze lanciano il
messaggio di ‘pretendere il rispetto, perché se un uomo non ti rispetta e non
ti accetta così come sei di sicuro non ti ama e meriti di meglio’. Il saluto
poi dei due istituti, le professoresse Laura Alici per il Filelfo e Claudia
Santoni per il Frau, che hanno entrambi evidenziato l’impegno costante delle
due scuole sulla tematica della violenza di genere, con il ringraziamento e
l’invito alle associazioni e istituzioni ad essere vicino alle scuole nel lungo
percorso di superamento degli stereotipi per raggiungere una parità di genere,
un cambiamento lungo che richiede l’impegno di tutti.
Le
associazioni promotrici, per la HELP la Presidente Marcucci Cristina e per la
RED la Vice- Presidente Daniela Zepponi che ha anche moderato il dibattito
finale, hanno ricordato che entrambe hanno sottoscritto il 26 luglio scorso il
Protocollo per la violenza contro le donne in Prefettura di Macerata e hanno
sottolineato l’importanza della prevenzione nelle scuole per un cambiamento
culturale;
hanno lanciato
l’appello ai ragazzi, soprattutto le ragazze, ad un utilizzo anche tra di loro
di un linguaggio meno ‘sessista’ anche se spesso sotto forma di battuta tra
loro, per pretendere dagli il rispetto, bisogna rispettarsi e volersi bene noi
stessi per primo, con un po’ più di solidarietà tra donne. Al termine dei
saluti istituzionali sono intervenute la Maggiore Giulia Maggi dell’Arma dei
Carabinieri di Tolentino e le dottoresse Elisa Giusti e Chiara Marmorè dei
Centri Antiviolenza della provincia di Macerata.
La Maggiore Maggi, in un lungo e interessante intervento, ha spiegato ai ragazzi il 'Sistema scudo', ovvero “il nuovo sistema integrato che permette di comprendere, indipendentemente da una denuncia, dalla signora che è riuscita a fare quel passo di entrare nella caserma, se vi sono stati altri interventi all’interno di quell’abitazione: spesso capita, infatti, che i vicini segnalano litigiosità esagerate, bambini che piangono, cocci rotti, quindi la pattuglia va sul posto ma magari non rileva nulla perché al suonare del campanello viene detto che è tutto apposto.
Il 'Sistema Scudo' consente sia a noi Carabinieri che alla Polizia di Stato di verificare quante volte per motivi analoghi si è intervenuti in quell’abitazione”. La Maggiore ha posto poi l’attenzione sulle P della Convenzione di Istambul 'Prevenzione Protezione Perseguire Politiche integrate': sulla Prevenzione se ne parla sempre soprattutto nelle scuole, si parla meno del Perseguire reati tipo stalking o maltrattamenti in famiglia, ci sono gli strumenti contenuti nel famoso 'Codice Rosso'.
Ad esempio, a seguito di una denuncia la signora che ha avuto coraggio, viene accompagnata in una casa rifugio e per 90 giorni ha diritto all’astensione retribuita dal lavoro, e da lì inizia l’iter di persecuzione del reato, con l’applicazione delle misure cautelari che può essere il braccialetto elettronico nei casi più blandi, gli arresti domiciliari fino al carcere nei casi più gravi (per la P di Protezione).
Il messaggio finale lanciato ai ragazzi è di responsabilità, di
non omertà, l’invito a non chiudere gli occhi se capita che nella casa vicino
alla nostra succede di sentire ripetutamente situazioni che possano far pensare
alla violenza. “La violenza di genere non è un fatto privato, ma è un problema
sociale, un problema culturale, noi siamo una società, una comunità, e in
quanto tali ci si deve sostenere e non girare dall’altra parte”, il commento a
seguire della moderatrice Daniela Zepponi.
Elisa Giusti, coordinatrice dei Centri Antiviolenza della provincia di Macerata, ha ripreso il discorso della Maggi e della Zepponi: “Giornate come oggi riguardano tutti, non solo le donne che subiscono violenza ma proprio come società: la violenza di genere, ovvero violenza maschile contro le donne, così come definita dalla Convenzione di Istanbul, è un problema sociale, della società che viene da secoli di cultura patriarcale maschilista sessista, ecc. Ha diverse declinazioni, la più facile da riconoscere è quella fisica domestica, ma la violenza di genere parte sempre da quella psicologica (insulti, minacce, svalutazioni, pregiudizi, isolamento, controllo, ecc.) che poi può diventare fisica, sessuale, economica”.
Ha proseguito spiegando cos’è il CAV, con i servizi attivi e il modo di accesso ad esse, il 1522 o il numero fisso del CAV, dove ci sono professioniste qualificate pronte ad accogliere senza giudicare, l’importante è riuscire ad avere il coraggio di aprirsi e chiedere aiuto, che sia un genitore se possibili, un amico o un insegnante.
Infine, la dottoressa Chiara Marmorè, sociologa collaboratrice del CAV, ha sottolineato che il lavoro di prevenzione delle scuole è importante per abbattere gli stereotipi della violenza di genere, che legittimano la disparità sociale tra uomo e donna, sia a livello sociale che lavorativo, bisogna lavorare nelle scuole ad una maggiore attenzione all’uso del linguaggio e dei gesti. Un ringraziamento va anche all’ATS 15 che ha patrocinato l’evento e all’assessore Elena Lucaroni, assente per motivi familiari, ma si è prodigata insieme all’assessore Giombetti per ospitare lo spettacolo.
da
Associazione Help

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