Dopo
le feste pasquali al multiplex ‘Giometti’ di Tolentino, in collaborazione con
Unitre, è ripresa femminile, la rassegna di cinema ‘La Decima Musa’, che si
avvale del commento filmico del prof. Alberto Cingolani ed il contributo di
Cellulopoli, con il patrocinio del Ministero della Cultura, che giovedì 20 aprile
alle ore 21.15 presenta il film ‘Benedetta’ del regista Paul Verhoeven, che
racconta la storia di Benedetta Carlini, che ha 9 anni ed una Madonna per
bambola. Un intervento divino l’ha salvata alla nascita e promessa alla Vergine
Maria. Entrata bambina nel convento di Pescia, che diventa il suo grande
terreno di gioco, cresce in bellezza e ‘santità’. Le sue visioni, i suoi sogni
e le stigmate le valgono il biasimo della badessa e il sostegno popolare. Tra
miracoli e comete, Benedetta ‘fa la volontà’ di una figlia che salva dalle
grinfie del padre predatore. ‘Sorella’ intraprendente, Bartolomea alza la posta
e la introduce al piacere.
In confessione suor Benedetta (Virginie Efira) chiede al sacerdote come si fa a distinguere ciò che è vero da ciò che è falso; al che il padre risponde che l’unica via è la sofferenza. Nella scena successiva Benedetta decide di procurare questa sofferenza ad una novizia da poco entrata in convento, facendole infilare il braccio in un pentolone d’acqua bollente. La badessa spiega alla più giovane suora che sì, la sofferenza serve eccome, la propria però, non quella inflitta agli altri. Andiamo un altro po’ più avanti: Benedetta comincia ad avere delle visioni, fino a che non spuntano addirittura le stigmate; il suggerimento della madre superiora, d’altro canto, era stato accolto con un certo compiacimento.
Il film è basato sulla vita della suora e poi badessa Benedetta Carlina, raccontata attraverso gli studi della storica Judith C. Brown. Una storia nota agli esperti dell’epoca rinascimentale che il cineasta olandese usa per portare sullo schermo una riflessione sul potere caustica, satirica e grottesca, compiacendosi nel raccontarla in una divertita forma boccaccesca.
La rassegna è chiusa, giovedì 27 aprile, alle ore 21.15, dal film ‘Women Talking’ della regista Sarah Polley, che ha vinto un Premio Oscar come miglior sceneggiatura non originale, tratto dal romanzo ‘Donne che parlano’ della scrittrice canadese Miriam Toews: una comunità religiosa si spacca in due. Da un lato ci sono gli uomini, alcuni dei quali (forse tutti?) hanno narcotizzato e poi stuprato le ‘femmine’ di ogni età, lasciandole emotivamente e fisicamente danneggiate o addirittura incinte, tanto che una di loro ha scelto il suicidio; dall’altro ci sono le donne e le ragazze più grandi, riunite in un fienile per decidere come reagire all’accaduto.

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