Coinvolgente,
suggestiva, emozionante. Queste alcune delle parole pronunciate dal pubblico
sabato 1 aprile dopo aver preso parte alla Sacra Rappresentazione Popolare
della Passione di Cristo, organizzata dall'Associazione Don Primo Minnoni in
contrada Bura. Probabilmente questa edizione della ripresa, dopo tre anni di
fermo per la pandemia, è stata una delle più belle della Passione.
L’attesa era
molta da parte degli organizzatori così come la tensione: capire se i figuranti
sarebbero tornati a vestire i panni dei narratori della storia di Gesù,
sperare, nonostante il freddo di questi giorni, nella presenza delle persone,
sono stati timori ricorrenti ma più forte è stato il desiderio di ripartire.
Desiderio
esaudito nel migliore dei modi perché i numeri parlano di ben 206 figuranti.
Registrato anche un record di presenze di pubblico: le navette a disposizione
hanno continuamente portato persone dal centro città e dalle Terme di Santa
Lucia, in direzione della Bura.
Il pubblico in
questa edizione ha potuto assistere per la prima volta anche alla nuova scena
dell’ultima cena, che nelle precedenti manifestazioni invece veniva proiettata.
La scena, molto apprezzata, è stata realizzata nello stile dell’intera
manifestazione: immersa nella colonna sonora e nello splendore della natura
della contrada, basi fondamentali per la regista Ada Borgiani.
Il racconto
della Passione ha visto l’importante contributo registrato di Saverio Marconi
come narratore, quello di Luigi Moretti nella toccante voce di Gesù e di
Barbara Salcocci in quella di Maria. L’attenta e particolare scelta musicale
che fece Aldo Passarini, ha accompagnato e guidato il cammino del pubblico in
una contemporaneità senza tempo, favorendo una intima e personale
partecipazione.
Splendidi i
costumi di Carla Accoramboni ispirati alla tradizione. Tonico Service, coadiuvato
dagli instancabili volontari e componenti dell’associazione Don Primo Minnoni,
ha realizzato tecnicamente l’impresa della manifestazione, immortalata negli
scatti di alcuni componenti del FotoClub Diaframmazero e nelle riprese di Fabio
Palmieri. A raccontare l’evento, coordinandone la comunicazione, Babara Olmai.
Ben 15
iscritti al CAI, Club Alpino di San Severino Marche, hanno partecipato alla
Passione come pubblico, percorrendo a piedi fino alla Bura, sette chilometri,
quelli che collegano le campagne tra i due comuni.
Sono rimasti
colpiti dalla rappresentazione anche i componenti del Coro misto Haliaetum
della Comunità degli italiani ‘Pasquale Besenghi degli Ughi’ di Isola d’Istria,
città gemellata con Tolentino, ospiti in città in questi giorni anche per
prendere parte al concerto svolto domenica 2 aprile presso il cine teatro dello
Spirito Santo, aperto dal Coro di Santa Maria Del Monte di Macerata insieme a
quello della Bura.
Dopo le
impegnative prove dei figuranti, dopo l’enorme impegno tecnico, registico e dei
volontari, finalmente le colline della Bura sono tornate ad accogliere la
tradizionale Passione di Cristo, un evento giunto alla XIX edizione, molto
atteso dagli organizzatori e dagli abitanti della contrada che, nel giorno che precede
la domenica delle Palme, si mostra in tutto il suo splendore anche notturno,
grazie ad una illuminazione concepita per valorizzare al meglio la parte
artistica, immersa in una natura che sa donare suggestioni.
L’evento è
stato patrocinato dal Comune di Tolentino, dall’Unione Montana Monti Azzurri,
da Europassione per l’Italia. L’Associazione Don Primo Minnoni ringrazia gli
sponsor, le realtà che hanno messo a disposizione le navette e tutte le persone
che hanno contribuito a realizzare questa particolare rappresentazione, che in
questi periodi riesce a scaldare i cuori e a far vivere dei momenti di grande
emozione.
Un
ringraziamento speciale a Riccardo Tartuferi che ha vestito i panni di Gesù,
per il grande impegno mostrato e per il coinvolgimento manifestato. Con lui gli
organizzatori ringraziano tutti i figuranti, dai bambini di 5 anni agli adulti
di più di ottanta. Senza di loro la Passione non ci sarebbe. Questo aspetto
porta anche a ricordare che eventi di questo tipo, oltre al loro valore religioso,
spirituale, culturale e turistico, hanno un impatto sociale notevole: creano
socializzazione, colmando il bisogno di tornare ad essere comunità e a vivere
di rapporti umani semplici e veri.

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