Viene da
sorridere a leggere la scomposta reazione del presidente del consiglio comunale
Massi e della vice-sindaco Pupo al comunicato stampa di martedì del nostro
Massimo D’Este, che nel tornare a denunciare l’operato della passata
amministrazione nella nota vicenda che vede convolta la Società Agricola Penta,
nonché lamentare la reticenza al riguardo del Sindaco Sclavi, coglie
l’occasione per ricordare che a volere a tutti i costi lo scempio del villaggio
container non furono solo Pezzanesi e la sua vice Luconi, visto che a favore
votò tutta la maggioranza consiliare di allora, dunque anche Alessandro Massi.
Si offendono a
sentir dire che giocano allo scaricabarile. Ma è quello che imperterriti
continuano a fare. Ora però non se la prendono più solo con Pezzanesi, le cui
scelte al riguardo (e non solo) però all’epoca condivisero. Ora – vistisi
scoperti – è il turno del governo regionale a guida PD del 2016, reo di aver
imposto, lui, la scellerata scelta dei container al posto delle SAE.
Questo è però
sconcertante. Massi e la Pupo sanno benissimo infatti che, quale ‘soggetto
attuatore’, era unicamente il Comune di Tolentino, nessun altro, a poter
decidere come gestire l’emergenza e spendere i soldi per essa ricevuti dalla
Regione.
Responsabile
di quella vergognosa decisione è la maggioranza consiliare che al tempo la
impose, dunque anche Alessandro Massi, che oggi però si nasconde dietro un dito
dicendo che allora era un “semplice consigliere”. Quasi che quello di
consigliere fosse un ruolo secondario e senza alcuna responsabilità, invece che
il perno delle istituzioni democratiche di un comune. Ma i consiglieri comunali
(i semplici consiglieri, direbbe Massi) ‘rappresentano l’intera comunità’ (art.
10 Statuto) e, siccome agiscono senza vincolo di mandato, hanno la piena
responsabilità morale e politica di ognuno degli atti amministrativi approvati
con il loro voto.
Ma v’è di più.
Neanche una volta divenuto assessore, e questo a distanza di soli pochi mesi,
Alessandro Massi ha mai speso una sola parola per mettere in discussione la
scelta dei container pur di fronte a tutte le storture che riguardo alla loro
gestione erano nel frattempo emerse con ingravescente drammaticità. Davvero
nessuna scusa, dunque.
Men che mai
scusabile è la mancanza di rispetto che lui, e con lui la Pupo, dimostrano in
questa occasione non solo nei riguardi di D’Este e dunque di questa forza
politica e del resto della coalizione che lo sostiene, ma anche e soprattutto
dei tanti nostri elettori che turandosi il naso hanno sostenuto Sclavi al
ballottaggio. Ché senza il loro voto Massi e la vice-sindaco non sarebbero dove
sono.
Diversamente
da quanto questi mostrano di aver capito, Massimo D’Este non ha mosso alcun
addebito a Massi e Pupo in merito alla questione all’uso senza titolo dei
container da parte della Penta per dei suoi dipendenti. Egli si è limitato a
denunciare come anche questa ben poco edificante vicenda sia in definitiva solo
l’ultimo frutto avvelenato della scelta di realizzare il villaggio container,
le cui enormi criticità gestionali sono emerse fin dal primo giorno.
Massimo D’Este, che è persona in nessun modo
condizionabile, svolge il suo ruolo con senso di equilibrio e pacatezza. Non lo
si può dunque accusare di nulla. E’ solo grazie alla presenza sua e di Luca
Cesini, del resto, che il consiglio comunale non è un vero e proprio Vietnam a
causa dei continui violenti alterchi fra ex compagni di coalizione di
centro-destra.
Con lui
abbiamo appoggiato alcune importanti scelte della maggioranza, come la
dismissione dell’area container attuata grazie al buon operato delle assessore
Giombetti e Lucaroni, che hanno fatto veramente del tutto perché ciò avvenisse
tutelando la dignità delle persone coinvolte. Non abbiamo esitato a votare a
favore della delibera per il recupero dell’ex orfanotrofio per ospitarvi alcune
classi del Filelfo (come da noi peraltro chiesto prima del ballottaggio).
Ma checché
Massi e Pupo possano pensarne, e anche se questo può scatenare in loro reazioni
tanto violente, noi siamo con Massimo D’Este all’opposizione, e dai quei banchi
abbiamo intenzione di denunciare attraverso di lui, senza sconti per nessuno,
tutto ciò che riteniamo contrario agli interessi dei nostri concittadini.
In
conclusione, ci sia comunque consentito notare come la risposta alle
osservazioni di Massimo D’Este sia per l'appunto dei soli Massi e Pupo, ciò che
non ci pare certo senza significato. Quantomeno per solidarietà, ci saremmo
infatti aspettati di leggere un comunicato a firma dell’intera coalizione che
in consiglio sostiene la giunta Sclavi. Come mai questo non è avvenuto? E’
forse il segno d’una qualche incrinatura nei rapporti interni?
Paolo Dignani,
coordinatore di Civico22 Tolentino

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