Se dicessimo che ne siamo sorpresi,
mentiremmo. Vista la loro pressoché totale scomparsa dal dibattito politico
interno sin da dopo le elezioni, che ‘Tolentino Rinasce’ abbandonasse la
coalizione era nell’aria. Quello che stupisce è il modo in cui Mercorelli e
Cicconetti hanno scelto per farlo. C’è nelle loro parole un astio che davvero
si fa fatica a comprendere.
Dicono che l’opposizione fatta da
Tolentino Città Aperta non sarebbe abbastanza efficace sui banchi del
consiglio, dove non attaccherebbe con la dovuta risolutezza l’operato
dell’Amministrazione.
E questo, aggiungono, tutto per colpa di
quella stretta di mano tra Sclavi e Massimo D’Este alla vigilia del
ballottaggio finita su tutti i giornali. Una stretta di mano dalla quale
quest’ultimo (e con lui l’intera coalizione) si sarebbe lasciato abbindolare
(testuali parole).
Eppure Mercorelli e Cicconetti sanno
bene il senso di quel sofferto gesto emblematico. Sanno bene che quella stretta
di mano era per D’Este tutt’altro che una subita lusinga, bensì il massimo che
egli sia stato infine disposto a concedere a quello che tra Sclavi e Luconi,
due facce della stessa medaglia, considerava il male minore.
Ché se c’era qualcuno che invece avrebbe
voluto sin dal giorno dopo del primo turno un appoggio pieno e dichiarato
all’attuale Sindaco questi erano proprio i 5s (non da soli, peraltro…).
Né del resto Mercorelli e Cicconetti
avrebbero voluto solo questo, bensì pretendevano che Tolentino Città Aperta si
alleasse con Sclavi per averne un assessorato. Cosa cui, manco a dirlo, D’Este
si è opposto, viste le incolmabili differenze tra noi e loro.
Ecco perché fa male sentirli parlare
così. Come possono accusare Massimo D’Este - è evidentemente lui il loro
obiettivo quando attaccano la coalizione - di non essere abbastanza duro con
l’amministrazione Sclavi quando di quella amministrazione loro stessi avrebbero
voluto a tutti i costi far parte?
Né del resto si può fare a meno di
pensare che proprio questo rifiuto di D’Este di prendere in considerazione un
ingresso in maggioranza, stia alla base dell’allontanamento di Tolentino
Rinasce resosi palese già all’indomani delle elezioni.
Una perdita che a noi è sinceramente
dispiaciuta e che per questo abbiamo da parte nostra in tutti modi tentato di
recuperare. Ma inutile è stato purtroppo ogni ripetuto tentativo di loro
coinvolgimento in qualsivoglia iniziativa.
Mai una risposta è venuta da loro agli
stimoli di Massimo D’Este; mai si sono espressi sui documenti che per aprire la
discussione di volta in volta si sono fatti girare tra tutti; mai hanno accettato
l’invito a far uso degli spazi su Press News per trattare di qualsiasi tema
avessero ritenuto.
Ecco perché ferisce sentir parlare di
“assenza di condivisione” ecco perché non si può non trattare per quella che è
la gratuita falsità che nella coalizione Tolentino Rinasce non abbia avuto lo
spazio meritato.
Nessuno ha del resto mai dubitato
dell’utilità del contributo che con la loro pluriennale esperienza consiliare,
Mercorelli e Cicconetti avrebbero potuto dare alla discussione interna. Sono
loro che se ne sono sottratti. Forse non riuscendo ad accettare che il loro
ruolo, pur altrettanto importante, non fosse più illuminato dalle luci
dell’aula consiliare .
Come promesso, l’opposizione di
Tolentino Città Aperta è sempre stata e sempre sarà, nella sua fermezza, seria
e costruttiva. Mai urlata, mai demagogica, mai giustizialista (certo modo di
far politica almeno a noi non appartiene). Altro che “utile comparsa” o
“stampella della maggioranza” (la stessa - sia concesso ricordarlo ancora una
volta - in cui Mercorelli e Cicconetti ambivano entrare, senza se e senza ma).
Poteva farsi di più? Certamente sì, ma
non senza il contributo di tutti. Chi non ha voluto darlo sarebbe forse più
giusto evitasse di esprimere giudizi.
Quanto poi alla domanda che (in cauda
venenum) Mercorelli e Cicconetti si pongono se Massimo D’Este sia dopo la loro
fuoriuscita ancora legittimato a sedere in consiglio comunale, come Civico22
rispondiamo senza alcuna esitazione sì. Assolutamente sì. Necessariamente sì.
D’Este è l’unico che può occupare quel
posto. Lui è lì per le stesse ragioni per cui ci s’è seduto il primo giorno.
Sono altri che debbono fare i conti con le loro contraddizioni (forse
conseguenza della troppa ambizione personale).
Paolo Dignani (coordinatore Civico22)

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