A poco più di
un anno dalla tornata elettorale, è giunto il momento per noi di ‘Tolentino
Rinasce’ di tirare le somme. Un periodo nel quale abbiamo sperato di vedere da
parte della coalizione ‘Tolentino città aperta’ un’opposizione degna di questo
nome, degna di rappresentare anche quelle forze politiche non presenti nel
consiglio comunale e i cittadini che le avevano votate; un’opposizione che non
si lasciasse abbindolare da una stretta di mano per poi essere sostanzialmente
evanescente sui banchi del consiglio (ma attivissima sui social con battute e
frecciate). E di certo non basta il recente, flebile cambio di rotta con
qualche comunicato un po’ più borbottante.
Eppure di cose
da dire ce ne sarebbero quanto all’operato dell’amministrazione, e da tempo abbiamo
cercato di stimolare un atteggiamento più incalzante, meno condiscendente, e
più condiviso tra le parti della coalizione. L’assenza di condivisione è il
grande vuoto che ci siamo visti costretti a fronteggiare perché, mai una volta
dopo le elezioni, all’interno della coalizione di cui facciamo parte siamo
stati messi nella condizione di partecipare concretamente, di sviscerare
argomenti da più punti di vista, di essere ascoltati e veder sfruttata la
decennale esperienza in consiglio comunale.
Eppure condivisione,
partecipazione, trasparenza, confronto… erano
capisaldi del nostro programma. Non avere eletti in consiglio comunale non vuol
dire essere relegati a mere comparse perché, in caso contrario, saremmo di
fronte a puro bullismo politico.
E qual è il
risultato a oggi? Un consiglio comunale monopolizzato da due facce della stessa
destra, e il restante briciolo di opposizione – che per comodità si è dato due
nomi diversi – costruito nel vecchio modo di concepire la politica.
Avevamo
sperato in qualcosa di più? Sì, perché l’opposizione avrebbe molte domande
serie da porre e paletti da mettere, sia nella sostanza – a partire dal cosa
c’è realmente dietro il ritornello del ‘non ci sono soldi ma solo buchi di
bilancio’ e mai nessuna informazione sul dove, perché, chi e quanto –, che
nella forma, perché non ci piace un’amministrazione che si ponga come
risolutrice di problemi avendo in seno un buon numero di politici che ha
contribuito a crearli in passato.
Il compito di
una ‘sana’ opposizione è anche sbugiardare di fronte ai cittadini i
comportamenti ambigui tra un’amministrazione che si insulta ferocemente con
l’opposizione di destra, per poi abbracciarsi amorevolmente alla fine dei
consigli comunali, segno che c’è ancora armonia in famiglia.
Questa è l’opposizione
che avremmo voluto: determinata, decisa sui temi importanti e non autorelegata
a stampella, nella peggiore delle ipotesi, o a utile comparsa, nella migliore.
Il resto sono solo chiacchiere da post sui social che, va da sé, lasciano il
tempo che trovano.
Per questi
motivi ‘Tolentino Rinasce’, con amarezza e delusione, ha deciso di uscire dalla
coalizione ‘Tolentino città aperta’, perché prende atto di come manchino i
presupposti basilari per una collaborazione proficua la quale, è evidente, deve
essere voluta da tutte le parti.
Dobbiamo tutto
ciò agli elettori che ci hanno votato chiedendoci di essere parte attiva, cosa
che abbiamo tentato di fare fino all’ultimo, ignorati. Ebbene, noi scegliamo
loro. A questo punto ci permettiamo di esprimere un dubbio, e cioè se Massimo
D’Este abbia ancora titolo per definirsi rappresentante di una coalizione. Non
siamo i primi costretti ad andarsene per motivi simili e ciò, ci sembra
evidente, dovrebbe far riflettere chi rimane.
Ovviamente
proseguiremo nella nostra opera di sensibilizzazione della cittadinanza, e
sempre nel modo che ci contraddistingue: informando con trasparenza e
schiettezza, senza lasciare indietro nessuno o cercare le luci della ribalta,
comportamento che cediamo volentieri ad altri, maggioranza od opposizione che
sia.
Il gruppo ‘Tolentino
Rinasce’

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