Colpiscono le dichiarazioni dell’assessore Renna
(FdI) riprese dalla stampa locale secondo cui Macerata sarebbe invasa ‘da gente
che non deve stare in Italia’. Inadeguatezza e superficialità rispetto ai temi
di riferimento. Sovrapporre il tema dell’immigrazione a quello dell'ordine
pubblico è una correlazione del tutto arbitraria per non dire strumentale.
I freddi numeri dicono che, a Macerata come nel
resto d’Italia, non esiste un'invasione e la sostituzione etnica è
fantasociologia. Lo spiega bene Don Ciotti nel libello del 2019 ‘Lettera a un
razzista del terzo millennio’ che la retorica dell’invasione è supportata dalla
sola malagestione del fenomeno migratorio per cui esistono semplicemente zone
ad alta densità che supportano questa percezione non documentata dai numeri. Può
piacere o meno, ma le migrazioni non sono un'emergenza, sono un fenomeno
strutturale dei sistemi sociali, pretendere di fermarlo è impossibile oltre che
ingiusto.
Una politica seria non ricorre agli slogan che
solleticano la pancia di un popolo impaurito, ma governa e gestisce il fenomeno
affinché nessuna e nessuno rimanga indietro: casa e lavoro di cui parla Renna
non vengono dal niente, sono prodotto di buona politica, non solo per le
persone che arrivano da lontano, ma anche per tutti gli italiani e le italiane
a cui è stato appena tolto il reddito di cittadinanza e gli inquilini morosi
incolpevoli nei confronti dei quali proprio Macerata ha registrato un flop
clamoroso.
Gli approcci securitari rimangono sterili ed inutili
se non sono corredati dall'adozione di politiche serie: l'ordine pubblico non è
conseguenza solo della vigilanza, ma anche di cultura, di politiche sociali e
perché no di progettazione urbanistica. Migrare è un diritto, organizzare un
sistema di accoglienza degno di un paese civile è un dovere.
La cancellazione del Sistema di Accoglienza ed
Integrazione (SAI) è stato un duro colpo inferto al modello di accoglienza
italiano. I Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS), che hanno sostituito il
SAI, non si stanno rivelando all’altezza della situazione. Siamo al fianco di
quelle sindache e di quei sindaci che, in tutto il paese, stanno denunciando il
cattivo stato di salute in cui si trova la gestione del fenomeno migratorio in
Italia mentre, in seguito alle leggi volute dall’attuale maggioranza di destra
guidata da Giorgia Meloni, Open Arms è stata multata per quello che le
opposizioni hanno giustamente definito, e noi da sempre, ‘reato di solidarietà’.
Noi sì, a differenza di Renna e probabilmente anche
dell'allora PD, siamo stati e siamo tuttora al fianco della Rackete che non è
una parte incompatibile con quella della Guardia di Finanza che così come la
Marina Militare, in accordo alle leggi ha sempre salvato in mare. La nostra
parte è incompatibile con gli allora decreti sicurezza, grande bluff
disumanitario di questa destra che allora come ora rivela tutta la sua
inadeguatezza.
I vantaggi che avremmo dovuto avere dal monocolore
istituzionale che parte da Macerata, passa per Ancona ed arriva a Roma non si
vedono e non si vedranno finché gli esponenti continuano a ripetere di aver
fatto la loro parte senza chiedersi se hanno fatto le scelte appropriate e
questa è una lezione che dalla Rackete avrebbero dovuto imparare: ‘Le risposte
non saranno mai esaustive se le domande saranno sbagliate’.
Per il coordinamento provinciale di Sinistra
Italiana Macerata, la segretaria Serena Cavalletti

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