Dopo 25 anni dalla morte dell’Avv. Gianfranco Tassoni è stata risolta la questione della sua eredità
Il Sindaco di Tolentino: grande professionalità e
lavoro certosino dei due componenti del mio staff – D’Arienzo e Pela - che mi
hanno consentito di concludere, analizzandolo e modificandolo in modo
oggettivamente migliorativo, il lavoro svolto da chi mi ha preceduto
MAURO SCLAVI – PRESIDENTE FONDAZIONE TASSONI
PORCELLI E SINDACO DI
TOLENTINO
“Il 23 maggio 1998 decedeva l’Avv. Gianfranco
Tassoni il cui testamento disponeva, come noto, che la sua cospicua eredità
sarebbe dovuta confluire in una fondazione avente lo scopo di premiare e
sostenere gli studenti meritevoli delle Università delle Marche e di assistere
gli animali abbandonati, con particolare riguardo per i cani.
Si costituivano la Fondazione Tassoni-Porcelli, promossa dal Comune di Tolentino, la Fondazione per l’assistenza di animali abbandonati, la Fondazione Servanzi–Collio ed interveniva giudizialmente la sig.ra Ilde Manetta, cugina del Tassoni, che lamentava la nullità del testamento.
Per ben 25 anni si sono alternate ed intrecciate
cause civili, penali e amministrative che hanno visto coinvolti numerosi
avvocati, curatori della eredità e che hanno portato all’emissione di
provvedimenti cautelari, sentenze di primo, secondo e terzo grado (queste
ultime divenute definitive prima del mio arrivo).
Per decenni le parti, non riuscite inizialmente a raggiungere un accordo, si sono sfidate in tutti i gradi del Giudizio (fino ad arrivare alla Suprema Corte di Cassazione) e l’insieme dei procedimenti giudiziari ha portato, nel tempo, all’esclusione dal contenzioso delle altre due fondazioni, rendendo la Sig.ra Ilde Manetta l’unico interlocutore della Fondazione Tassoni. Nel frattempo, inevitabilmente, sono state affrontate importanti spese legali, di amministrazione e gestione – seppur temporanea – della Fondazione senza minimamente iniziare a perseguire quello che era lo scopo voluto dall’Avv. Tassoni.
La passata amministrazione aveva poi raggiunto un accordo con la Sig.ra Manetta ed è sull’oggetto di questo accordo che siamo intervenuti durante la fase attuativa. Al momento della mia elezione mi è stato materialmente consegnato un intero armadio di faldoni contenente esiti di cause giudiziarie, documenti bancari, corrispondenza tra legali e non. Migliaia di pagine da sistemare, studiare ed analizzare per cercare di porre fine ad una questione che aveva visto protagonisti tre sindaci, numerosi avvocati, commercialisti, curatori e delegati.
Ho rinvenuto un documento, voluto e concordato dalla vecchia amministrazione, sulla cui opportunità ho fin da subito avuto dubbi e che mi sono riservato di analizzare. Non ho avuto alcuna remora nell’affidare questo arduo compito ai due componenti del mio staff, Francesca D’Arienzo e David Pela, che hanno accettato quella che si presentava come una vera e propria sfida ed in meno di un anno hanno reso definitivamente operativa la Fondazione consentendomi di raggiungere un accordo tombale con la controparte oggettivamente migliorativo rispetto a quello firmato da chi ci aveva preceduto e un risultato che nessuno avrebbe mai sperato.
Non scendo nel dettaglio dell’operazione svolta dallo staff e mi astengo dal commentare l’operato della passata gestione, ma ci tengo a comunicare che la Fondazione, esclusivamente grazie alla D’Arienzo e a Pela (senza l’intervento di nessun altro professionista e quindi a costo zero) ha ottenuto, da parte della sig.ra Manetta, la cessione di un terreno e di alcuni immobili siti in Tolentino, del valore nominale di svariate centinaia di migliaia euro e dall’ubicazione assolutamente strategica.
Contestualmente abbiamo provveduto alla sostituzione del Direttore della Fondazione nominato dalla precedente amministrazione: sembrava quantomeno inopportuno che il Direttore della Fondazione Tassoni-Porcelli fosse, come risulta dagli atti inoltratici dalla Regione Marche, allo stesso tempo Presidente della Fondazione-Servanzi Collio con la quale esistono ancora alcune questioni collaterali in sospeso. L’operazione ha anche permesso un risparmio sul compenso del Direttore, compenso che è passato da 30.000 a 10.000 euro annui.
Ora la Fondazione, a seguito del nuovo accordo e alla riduzione delle spese, potrà iniziare ad operare mediante la realizzazione di opere ad uso della comunità e borse di studio degne della volontà del testatore.
FRANCESCA D’ARIENZO – UFFICIO DI STAFF
“È stato un compito gravoso e molto impegnativo che
ho svolto nell’esclusivo interesse della Fondazione e della città di Tolentino.
Conoscevo solo nominalmente la questione perché raccontatami da mio padre ed
occuparmene è stato per me un onore in sua memoria e nel rispetto della fiducia
ripostami dal Sindaco. Per dovere deontologico non scenderò nei dettagli
relativi a ciò che ho studiato ed analizzato.
Ho dettagliatamente relazionato al Sindaco, quale Presidente della Fondazione, rimettendo al medesimo ed al CdA ogni decisione a riguardo. L’importante, per me, è aver raggiunto il risultato. Un incarico che – ci tengo a sottolinearlo anche in risposta a chi, mesi fa, mise in discussione l’opportunità e la necessità della mia ‘presenza’ in Comune - ho svolto al di là ed oltre le ore previste nel mio contratto. Credo fermamente in ciò che faccio, conosco i miei limiti e sono abituata, dopo 27 anni di professione (in ambito universitario, legale e giudiziario), ad assumere un incarico solo quando ritengo di poterlo portare a termine, nel pieno rispetto dei miei doveri professionali e deontologici.
Ora inizia una nuova pagina per la Fondazione. Resto a disposizione del CdA nell’ipotesi in cui venisse ravvisata la necessità di un mio ulteriore contributo con presupposti e condizioni diverse e continuo ad affrontare e studiare, in conformità dei miei doveri contrattuali che sono e restano intangibili, le altre questioni che mi sono state assegnate dal Sindaco e dalla Giunta”.
DAVID PELA – UFFICIO DI STAFF
“Ho trascorso mesi a sistemare e studiare migliaia
di documenti. Abbiamo trovato una documentazione disordinata e con ampie lacune
al punto da dover reperire atti e documenti vari chiedendo ripetutamente agli
altri soggetti che erano stati coinvolti nella vicenda. Ho avuto l’impressione,
fin dall’inizio, che alla questione Fondazione non fosse stata data la priorità
che meritava. 25 anni sono davvero tanti e studiare ogni singolo fascicolo è
stato impegnativo se si considera l’intreccio tra cause legali, questioni
bancarie, amministrative e contabili.
Sono molto soddisfatto dell’esito finale avendo avuto, oltretutto, come controparte un intero pool di avvocati. Anche io non scenderò nel dettaglio delle operazioni effettuate in questi mesi e mi asterrò dal commentare l’operato di chi ci ha preceduti. I risultati del nostro lavoro sono confluiti in una relazione e nell’ottenimento di alcuni immobili che prima la Fondazione non aveva. Questi sono fatti inconfutabili ed oggettivi.
Il resto sono sterili polemiche che non mi interessano anche se una puntualizzazione voglio concedermela: a chi ha ripetutamente criticato i costi sostenuti per l’ufficio di staff (tra l’altro sempre istituito anche dalla precedente amministrazione) voglio far notare che con questa sola operazione il nostro stipendio si è già ripagato per almeno 20 anni”.

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