Ognuno di noi
sa che il servizio di ristorazione scolastica rappresenta un vero e proprio
momento educativo, un veicolo di partecipazione e di acquisizione di modelli
culturali e comportamentali che influenzeranno le successive scelte del bambino
e del ragazzo ; sappiamo
che il suo
valore comprende l’educazione alimentare (acquisizione di corrette abitudini
alimentari) , l’educazione civica (acquisizione di comportamenti corretti a
tavola), l’educazione alla socialità (il pasto consumato a scuola assume valenze
relazionali importanti, non solo si condivide il cibo ma si socializza e ci si
confronta).
Va da sé come
la mensa scolastica garantisca il pieno godimento del diritto allo studio e del
diritto alla salute.
Ognuno di noi
sa che le leggi vigenti prevedono che il servizio della mensa scolastica
rientri fra i "servizi pubblici a domanda individuale", in presenza
dei quali l'ente erogatore è tenuto a richiedere la contribuzione dell'utenza e
che spetta all'ente locale, nell'ambito delle sue scelte discrezionali e nel
rispetto dei vincoli economico-finanziari vigenti, determinare l'entità dei
costi del servizio da coprire mediante il contributo dei fruitori , contributo
che, per rendere effettivo il diritto allo studio, può essere anche a carattere
non generalizzato adottando tariffe differenziate.
Ognuno di noi
sa che le modalità di gestione del servizio di ristorazione scolastica,
previste dalla legge, si riconducono a tre categorie principali ( lasciamo da
parte la modalità “ Affidamento in finanza di progetto):
• gestione diretta: il comune gestisce
l’erogazione del servizio
• gestione indiretta o esternalizzata: tutte
le fasi del servizio vengono affidate ad una ditta esterna;
• gestione mista: nella quale il soggetto
titolare realizza alcune fasi e ne affida altre all’esterno .
Ognuno di noi
sa che il servizio di ristorazione scolastica è costoso per tutti i comuni e
che il bilancio a questa voce registra passività, ma occorre anche
chiedersi: «Quanto costa in termini di salute e di impatto ambientale la mensa
che ‘costa poco’?».
Ma non si può ragionare unicamente in termini
di costi da rispettare per rientrare nel bilancio comunale.
La mensa
scolastica è un investimento: i costi maggiori per una mensa di qualità vanno
visti in una nuova prospettiva e non limitarsi alla considerazione abbastanza
superficiale : ”alle mense esternalizzate si mangia benissimo e si paga la
metà”. Certamente è un servizio a domanda individuale, non obbligatorio ma
socialmente fondamentale. il 'chi non paga non ne usufruisce' certamente non
ci porta da nessuna parte…
Da queste
considerazioni di premessa nasce la perplessità generata dal fatto che, per la
prima volta , dopo oltre 45 anni, il Comune di Tolentino, rinuncerà alla
gestione diretta di alcuni servizi strategici per le famiglie e, tramite una
procedura ad evidenza pubblica, individuerà soggetti esterni ai quali affidare
la gestione degli stessi. Decisione che priverà le giovani generazioni di un
servizio qualitativamente eccellente con un approccio corretto fra nutrimento e
tutela della salute.
Proprio per
questo si chiede all’Amministrazione comunale di evitare l’errore di
esternalizzare e di superare l’idea che la mensa sia solo un costo e promuovere
quella per cui è un investimento, per la salute dei bambini, per l’ambiente,
per il futuro delle nuove generazioni.
Paolo Dignani
(coordinatore Civico22)

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