La proposta di legge unitaria, sull’istituzione di
un Salario Minimo legale di 9 euro lordi l’ora
e la relativa raccolta di firme per sostenerla nel
Paese, è un primo importante passo verso
la costruzione di un’alternativa al governo più a
destra nella storia della Repubblica. Non a
caso, di fronte a tale proposta, la destra scappa e
si nasconde; sostituendo il loro, già
odioso: "prima gli italiani", con un
evidente "prima i ricchi e gli sfruttatori".
Tale campagna, infatti, riveste un'importanza
decisiva, non solo per la sua valenza
unitaria, ma, in particolare per il contenuto,
finalmente capace di parlare alle persone in
carne ed ossa, a quel pezzo di società (spesso anche
giovane) che viene sfruttato, lavora
ed è povero; che non arriva, ormai - nel vortice
dell'inflazione - neanche alla terza
settimana del mese; parla, con concretezza, a tutte
le persone che hanno un presente e
un futuro fatto di precarietà e di lavoro povero.
Una campagna, dunque, importante proprio
per questo: per cominciare a ricostruire un rapporto
con una parte consistente di popolo:
povero, precario, sfruttato; che in questi anni, è
stata lasciata sola (ed è scappata nel
bosco, direbbe qualcuno, nel non voto o, persino,
nelle illusioni già ampiamente tradite
della destra).
Le recenti elezioni amministrative – in particolare,
per quel che ci riguarda, ad Ancona –
hanno dimostrato ulteriormente (se ce ne fosse
bisogno) che questa destra, fortemente
regressiva, non si sconfigge con politiche che la
inseguano sul suo terreno; o con
l’improbabile autosufficienza di qualunque singola
forza progressista; né con tentativi di
alleanza elettorale costruiti all’ultima ora, e
senza un programma di profondo cambiamento
rispetto agli ultimi decenni. Così è stato alle
elezioni regionali del 2020, così alle ultime
comunali.
Serve, invece, ricostruire una credibilità delle
forze democratiche e di sinistra,
capace di parlare alla società marchigiana – come a
quella dell’intero Paese - e mobilitare
cittadine e cittadini su battaglie concrete, anche
col coraggio di una severa autocritica
rispetto a politiche di consumo di suolo, di
privatizzazione dei servizi e dei beni comuni.
Bisogna provare a costruire una nuova egemonia culturale
e politica, opposta ai valori
della destra, la cui ispirazione è, allo stesso
tempo, neofascista e neoliberista.
Siamo convinti che non vi sia alternativa al “campo
largo”, all’unità delle forze di
opposizione; ma essa va costruita da subito e sui contenuti,
non con chiamate a raccolta
dell’ultimo momento. Bisogna tenerne conto anche per
le prossime elezioni regionali: per
essere credibili serve muoversi subito, definendo un
progetto alternativo per le Marche e
parlando alle persone, prima ancora che fra le forze
politiche.
Altrimenti, cosa pensano di fare le maggiori forze
oggi all’opposizione? Marciare divise,
coltivando una presunzione autoreferenziale?
Arrivare all’ultimo momento, con programmi
e candidati già definiti nel chiuso delle rispettive
stanze, per poi chiedere sostegni e
adesioni? Sarebbe l’ennesimo grave errore, il segno
di una incapacità a rigenerare un
dialogo con la società marchigiana e con i suoi
problemi. E, naturalmente, produrrebbe
nuove frammentazioni e sconfitte.
Consideriamo la campagna sul Salario Minimo un
metodo, non solo una proposta:
lavorare per meno di 9€ l'ora è indecente,
condannare alla precarietà milioni di giovani è
indecente, privatizzare beni comuni, a cominciare
dalla Sanità, e continuare a distruggere
l'ambiente è indecente. Impariamo dall' esperienza,
facciamo un patto vero: se e quando
la sinistra tornerà al governo della Regione e del
Paese, farà quello che dice oggi,
dall'opposizione.
Chiediamo se non sia opportuno e urgente promuovere
un tavolo di confronto, aperto a
tutte le forze democratiche e di sinistra, ai
comitati spontanei di cittadini e cittadine, alle
forze sociali che vorranno aderire; per definire, da
adesso, contenuti e proposte di un
programma nettamente alternativo alla destra,
campagne e battaglie di mobilitazione
come quella per il Salario Minimo, una nuova
stagione di partecipazione democratica.
Solo con questo metodo partecipativo e di
cambiamento possono scaturire candidature e
coalizioni credibili, capaci di sfidare la destra e
provare a batterla. A questo noi siamo
disponibili a contribuire.
Alleanza Verdi Sinistra - Marche

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