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San Severino, all’alba torna il tradizionale pellegrinaggio a Santa Sperandia: percorso e raccomandazioni

Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...

Dal Salario Minimo alla ricostruzione del campo progressista marchigiano


 

La proposta di legge unitaria, sull’istituzione di un Salario Minimo legale di 9 euro lordi l’ora

e la relativa raccolta di firme per sostenerla nel Paese, è un primo importante passo verso

la costruzione di un’alternativa al governo più a destra nella storia della Repubblica. Non a

caso, di fronte a tale proposta, la destra scappa e si nasconde; sostituendo il loro, già

odioso: "prima gli italiani", con un evidente "prima i ricchi e gli sfruttatori".

 

Tale campagna, infatti, riveste un'importanza decisiva, non solo per la sua valenza

unitaria, ma, in particolare per il contenuto, finalmente capace di parlare alle persone in

carne ed ossa, a quel pezzo di società (spesso anche giovane) che viene sfruttato, lavora

ed è povero; che non arriva, ormai - nel vortice dell'inflazione - neanche alla terza

settimana del mese; parla, con concretezza, a tutte le persone che hanno un presente e

un futuro fatto di precarietà e di lavoro povero.

 

Una campagna, dunque, importante proprio

per questo: per cominciare a ricostruire un rapporto con una parte consistente di popolo:

povero, precario, sfruttato; che in questi anni, è stata lasciata sola (ed è scappata nel

bosco, direbbe qualcuno, nel non voto o, persino, nelle illusioni già ampiamente tradite

della destra).

 

Le recenti elezioni amministrative – in particolare, per quel che ci riguarda, ad Ancona –

hanno dimostrato ulteriormente (se ce ne fosse bisogno) che questa destra, fortemente

regressiva, non si sconfigge con politiche che la inseguano sul suo terreno; o con

l’improbabile autosufficienza di qualunque singola forza progressista; né con tentativi di

alleanza elettorale costruiti all’ultima ora, e senza un programma di profondo cambiamento

rispetto agli ultimi decenni. Così è stato alle elezioni regionali del 2020, così alle ultime

comunali.

 

Serve, invece, ricostruire una credibilità delle forze democratiche e di sinistra,

capace di parlare alla società marchigiana – come a quella dell’intero Paese - e mobilitare

cittadine e cittadini su battaglie concrete, anche col coraggio di una severa autocritica

rispetto a politiche di consumo di suolo, di privatizzazione dei servizi e dei beni comuni.

Bisogna provare a costruire una nuova egemonia culturale e politica, opposta ai valori

della destra, la cui ispirazione è, allo stesso tempo, neofascista e neoliberista.

 

Siamo convinti che non vi sia alternativa al “campo largo”, all’unità delle forze di

opposizione; ma essa va costruita da subito e sui contenuti, non con chiamate a raccolta

dell’ultimo momento. Bisogna tenerne conto anche per le prossime elezioni regionali: per

essere credibili serve muoversi subito, definendo un progetto alternativo per le Marche e

parlando alle persone, prima ancora che fra le forze politiche.

 

Altrimenti, cosa pensano di fare le maggiori forze oggi all’opposizione? Marciare divise,

coltivando una presunzione autoreferenziale? Arrivare all’ultimo momento, con programmi

e candidati già definiti nel chiuso delle rispettive stanze, per poi chiedere sostegni e

adesioni? Sarebbe l’ennesimo grave errore, il segno di una incapacità a rigenerare un

dialogo con la società marchigiana e con i suoi problemi. E, naturalmente, produrrebbe

nuove frammentazioni e sconfitte.

 

Consideriamo la campagna sul Salario Minimo un metodo, non solo una proposta:

lavorare per meno di 9€ l'ora è indecente, condannare alla precarietà milioni di giovani è

indecente, privatizzare beni comuni, a cominciare dalla Sanità, e continuare a distruggere

l'ambiente è indecente. Impariamo dall' esperienza, facciamo un patto vero: se e quando

la sinistra tornerà al governo della Regione e del Paese, farà quello che dice oggi,

dall'opposizione.

 

Chiediamo se non sia opportuno e urgente promuovere un tavolo di confronto, aperto a

tutte le forze democratiche e di sinistra, ai comitati spontanei di cittadini e cittadine, alle

forze sociali che vorranno aderire; per definire, da adesso, contenuti e proposte di un

programma nettamente alternativo alla destra, campagne e battaglie di mobilitazione

come quella per il Salario Minimo, una nuova stagione di partecipazione democratica.

 

Solo con questo metodo partecipativo e di cambiamento possono scaturire candidature e

coalizioni credibili, capaci di sfidare la destra e provare a batterla. A questo noi siamo

disponibili a contribuire.

 

Alleanza Verdi Sinistra - Marche

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