Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...
Il Rotary Tolentino, presieduto da Giorgio Zaganelli, ha organizzato un incontro in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, che cade il 25 novembre, per sensibilizzare l'opinione pubblica a quella violenza che ad oggi viene considerata una vera e propria emergenza.
Per quest'anno si è deciso di affrontare il tema con il maggiore Giulia Maggi, comandante della Compagnia dei carabinieri di Tolentino e Sonia Del Savio di Tolentino, psicologa e psicoterapeutica.
L’incontro si è tenuto, l’altra sera, al ristorante Chiaroscuro di Belforte del Chienti. E si è rivelato alquanto interessante e partecipato. Il maggiore si è soffermato sulla tutela delle vittime di violenza di genere come settore strategico nell’ambito delle politiche di prevenzione e contrasto poste in essere dall’Arma dei Carabinieri: sezione atti persecutori e formazione specialistica a livello centrale e periferico.
Ha parlato delle quattro ‘’p’’ della Convenzione di Istambul, prevenire con la sensibilizzazione nelle scuole e la formazione; perseguire con misure cautelari e precautelari; proteggere con case rifugio centro anti violenza; politiche integrate con rete e i protocolli d’intesa.
Si è soffermata sul Codice rosso, sull’applicazione della normativa, la vittimizzazione secondaria, i fattori di rischio e vulnerabilità. Sonia Del Savio, invece, con la sua relazione ‘’Silenzio assordante’’ ha sottolineato che bisogna fare attenzione a non confondere l’amore con il possesso.
"Questo controllo ossessivo, patologico - dice - spesso si confonde all’inizio come forma di gelosia quando in realtà si tratta di possesso, questo non è amore, questa è una relazione tossica che fa ammalare le donne. Alle vittime va garantito uno spazio di ascolto protetto, fare la valutazione del rischio e sicuramente aiutare la donna ad elaborare il trauma, aiutarla a costruire il percorso di uscita dalla violenza attraverso un lavoro di equipe e di rete insieme con le Forze dell’ordine."
Per quest'anno si è deciso di affrontare il tema con il maggiore Giulia Maggi, comandante della Compagnia dei carabinieri di Tolentino e Sonia Del Savio di Tolentino, psicologa e psicoterapeutica.
L’incontro si è tenuto, l’altra sera, al ristorante Chiaroscuro di Belforte del Chienti. E si è rivelato alquanto interessante e partecipato. Il maggiore si è soffermato sulla tutela delle vittime di violenza di genere come settore strategico nell’ambito delle politiche di prevenzione e contrasto poste in essere dall’Arma dei Carabinieri: sezione atti persecutori e formazione specialistica a livello centrale e periferico.
Ha parlato delle quattro ‘’p’’ della Convenzione di Istambul, prevenire con la sensibilizzazione nelle scuole e la formazione; perseguire con misure cautelari e precautelari; proteggere con case rifugio centro anti violenza; politiche integrate con rete e i protocolli d’intesa.
Si è soffermata sul Codice rosso, sull’applicazione della normativa, la vittimizzazione secondaria, i fattori di rischio e vulnerabilità. Sonia Del Savio, invece, con la sua relazione ‘’Silenzio assordante’’ ha sottolineato che bisogna fare attenzione a non confondere l’amore con il possesso.
"Questo controllo ossessivo, patologico - dice - spesso si confonde all’inizio come forma di gelosia quando in realtà si tratta di possesso, questo non è amore, questa è una relazione tossica che fa ammalare le donne. Alle vittime va garantito uno spazio di ascolto protetto, fare la valutazione del rischio e sicuramente aiutare la donna ad elaborare il trauma, aiutarla a costruire il percorso di uscita dalla violenza attraverso un lavoro di equipe e di rete insieme con le Forze dell’ordine."

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