Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...
Anche quest’anno San Severino Marche ha rinnovato la tradizione del Focaraccio della Venuta accendendo i tradizionali falò nelle campagne per indicare la strada agli angeli trasportatori in direzione della città mariana di Loreto e della Santa Casa.
L’appuntamento si è rinnovato soprattutto nelle frazioni di campagna, ma non solo. I fuochi della Venuta hanno arso da Serralta, dove c’è un’edicola votiva dedicata proprio alla Madonna di Loreto, al Santuario di San Pacifico, dove il padre guardiano, fra Luciana Genga, ha animato una funzione religiosa e fino al piazzale degli Smeducci, a Castello al Monte, dove le Clarisse del monastero di Santa Chiara hanno organizzato un momento di fede molto sentito.
Nella storia del Cristianesimo si narra che gli abitanti di Loreto, per un’enorme gratitudine verso Dio, cominciarono ad accendere i fuochi d’allegrezza per illuminare la notte tra il 9 e il 10 dicembre perché proprio in questa notte, nel 1294, la casa dove la Madonna nacque, visse e ricevette l’annuncio dell’Arcangelo Gabriele, fu trasportata da Nazareth nelle Marche.
Redazione - laScansionenet
L’appuntamento si è rinnovato soprattutto nelle frazioni di campagna, ma non solo. I fuochi della Venuta hanno arso da Serralta, dove c’è un’edicola votiva dedicata proprio alla Madonna di Loreto, al Santuario di San Pacifico, dove il padre guardiano, fra Luciana Genga, ha animato una funzione religiosa e fino al piazzale degli Smeducci, a Castello al Monte, dove le Clarisse del monastero di Santa Chiara hanno organizzato un momento di fede molto sentito.
Nella storia del Cristianesimo si narra che gli abitanti di Loreto, per un’enorme gratitudine verso Dio, cominciarono ad accendere i fuochi d’allegrezza per illuminare la notte tra il 9 e il 10 dicembre perché proprio in questa notte, nel 1294, la casa dove la Madonna nacque, visse e ricevette l’annuncio dell’Arcangelo Gabriele, fu trasportata da Nazareth nelle Marche.
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