Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...
Parla anche un po’ marchigiano l’ultimo film del regista Saverio Costanzo “Finalmente l’Alba”, un vertiginoso viaggio nel cuore della Hollywood sul Tevere, tra citazioni e omaggi ai grandi del cinema, dove un’aspirante giovanissima attrice, negli studi di Cinecittà degli anni '50, vive ore memorabili che segneranno il suo passaggio all’età adulta.
La pellicola è stata presentata in concorso alla 80esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e uscirà nelle sale italiane da mercoledì prossimo (14 febbraio).
Nel cast anche Giovanni Moschella, attore cinematografico, televisivo e teatrale che vive nella Città di San Severino Marche. Dal debutto a teatro nel 1984 con “La corda a tre capi”, scritto, diretto e interpretato dal grandissimo Arnoldo Foà, Moschella ha lavorato con altri attori e registi famosi tra cui Sandro Sequi, Guido De Monticelli, Saverio Marconi, Gino Landi, Walter Manfrè, Gabriela Eleonori, Alberto Sironi, Roberto Andò, Giuseppe Pambieri, Lia Tanzi, Annamaria Guarnieri, Laura Marinoni, Isabella Ragonese.
Al cinema è stato diretto da Francesco Calogero in diverse produzioni tra cui “Metronotte” con Diego Abatantuono. Ha preso parte a diverse pellicole: “Il consiglio d’Egitto” con Silvio Orlando, “Io che amo solo te” con Cesare Bocci, “Viola di mare” con Valeria Solarino, Ennio Fantastichini, Maria Grazia Cucinotta, Lucrezia Lante Della Rovere, "Il giovane favoloso" di Mario Martone con Elio Germano. In tv ha lavorato, tra le altre, alle serie “La voce del sangue” con Giorgio Pasotti, “Salvo D’Acquisto” con Beppe Fiorello, “L’ultima trincea” con Flavio Insinna, Neri Marcorè, Ambra Angiolini, ne “Il commissario Montalbano” con Luca Zingaretti.
Alla fine dell'anno festeggerà 40 anni di carriera. Nel nuovissimo film “Finalmente l’Alba” sarà al fianco di Willem Dafoe, Lily James, Rebecca Antonaci, Joe Keery, Sofia Panizzi, Rachel Sennott e Alba Rohrwacher.
Nato a Messina, ma ormai trapiantato nelle Marche da 30 anni, vive con la moglie Gabriela Eleonori, anche lei attrice e regista. Giovanni, con “Finalmente l’Alba” ha calcato per la prima volta nella sua lunga carriera artistica il red carpet di Venezia: “E’ stata una grande emozione anche perché fino alla fine non avevo ben compreso che sarebbe successo”.
Scelto dal grande regista Saverio Costanzo dopo tre provini, Moschella ha un ruolo molto importante nel film. L’amicizia e la stima reciproca che li vede insieme sul lavoro non finirà con questa esperienza cinematografica: “Saverio mi ha chiamato per un ruolo nella prossima serie tv “Amica geniale”.
In “Finalmente l’Alba” sarà Ugo, proprietario della villa in cui si svolge una festa. Il personaggio è ispirato a uno dei protagonisti reali del caso Montesi, che fece tremare la Roma bene del tempo.
Redzione - laScasnsionenet
La pellicola è stata presentata in concorso alla 80esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e uscirà nelle sale italiane da mercoledì prossimo (14 febbraio).
Nel cast anche Giovanni Moschella, attore cinematografico, televisivo e teatrale che vive nella Città di San Severino Marche. Dal debutto a teatro nel 1984 con “La corda a tre capi”, scritto, diretto e interpretato dal grandissimo Arnoldo Foà, Moschella ha lavorato con altri attori e registi famosi tra cui Sandro Sequi, Guido De Monticelli, Saverio Marconi, Gino Landi, Walter Manfrè, Gabriela Eleonori, Alberto Sironi, Roberto Andò, Giuseppe Pambieri, Lia Tanzi, Annamaria Guarnieri, Laura Marinoni, Isabella Ragonese.
Al cinema è stato diretto da Francesco Calogero in diverse produzioni tra cui “Metronotte” con Diego Abatantuono. Ha preso parte a diverse pellicole: “Il consiglio d’Egitto” con Silvio Orlando, “Io che amo solo te” con Cesare Bocci, “Viola di mare” con Valeria Solarino, Ennio Fantastichini, Maria Grazia Cucinotta, Lucrezia Lante Della Rovere, "Il giovane favoloso" di Mario Martone con Elio Germano. In tv ha lavorato, tra le altre, alle serie “La voce del sangue” con Giorgio Pasotti, “Salvo D’Acquisto” con Beppe Fiorello, “L’ultima trincea” con Flavio Insinna, Neri Marcorè, Ambra Angiolini, ne “Il commissario Montalbano” con Luca Zingaretti.
Alla fine dell'anno festeggerà 40 anni di carriera. Nel nuovissimo film “Finalmente l’Alba” sarà al fianco di Willem Dafoe, Lily James, Rebecca Antonaci, Joe Keery, Sofia Panizzi, Rachel Sennott e Alba Rohrwacher.
Nato a Messina, ma ormai trapiantato nelle Marche da 30 anni, vive con la moglie Gabriela Eleonori, anche lei attrice e regista. Giovanni, con “Finalmente l’Alba” ha calcato per la prima volta nella sua lunga carriera artistica il red carpet di Venezia: “E’ stata una grande emozione anche perché fino alla fine non avevo ben compreso che sarebbe successo”.
Scelto dal grande regista Saverio Costanzo dopo tre provini, Moschella ha un ruolo molto importante nel film. L’amicizia e la stima reciproca che li vede insieme sul lavoro non finirà con questa esperienza cinematografica: “Saverio mi ha chiamato per un ruolo nella prossima serie tv “Amica geniale”.
In “Finalmente l’Alba” sarà Ugo, proprietario della villa in cui si svolge una festa. Il personaggio è ispirato a uno dei protagonisti reali del caso Montesi, che fece tremare la Roma bene del tempo.
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