L’incontro
promosso da alcuni organismi ed associazioni (Anolf, Associazione Piombini
Sensini ETS, Azione Cattolica-Diocesi di Macerata, Caritas-Diocesi di Macerata,
Centro di Ascolto e di Prima Accoglienza-OdV, La Goccia-OdV, Refugees Welcome
Italia-Macerata) il 25 novembre 2023 a Macerata, con anche la presenza del
Vescovo Nazzareno Marconi, si è proposto di aprire un confronto sulle
esperienze e le prospettive dell’accoglienza degli stranieri nella nostra
città.
Una premessa di fondo, da cui è importante partire, è che l’accoglienza di persone straniere nel territorio rappresenta una pluralità di valori per la comunità. Prima di tutto sul piano umano e culturale: una comunità che accoglie è una comunità attenta alle persone, rispettosa dei loro diritti e delle loro peculiarità, è una comunità solidale, aperta alle innovazioni, in grado di crescere ed affrontare con coesione le sfide di questo tempo. Secondariamente, l’accoglienza rappresenta un valore pure su un piano economico-sociale. Come ci ricorda Stefano Allevi nel suo libro “Governare le migrazioni.
Si deve, si può; stiamo vivendo in Italia una doppia emergenza demografica: da un lato il saldo negativo tra persone che nascono e persone che muoiono, dall’altro il saldo negativo tra persone che lasciano il nostro paese e persone che vi immigrano. L’Istituto Cattaneo - ricorda Allevi - stima che da qui al 2030 anche per effetto del pensionamento dei baby boomers, verranno persi 200.000 lavoratori l’anno, in particolare nei settori meno qualificati. Occorrono, quindi, da un lato politiche per promuovere la natalità e, dall’altro, per favorire l’immigrazione regolare nel nostro paese.
Dal confronto sulle esperienze presentate all’incontro da ACSIM, Anolf, Associazione Piombini Sensini ETS, Centro di Ascolto e di Prima Accoglienza-Odv, Caritas-Diocesi di Macerata, La Goccia-OdV, Refugees Welcome Italia-Macerata e Salesiani, è emerso un quadro caratterizzato da una pluralità di modelli di accoglienza (Corridoi umanitari, Accoglienza in famiglia, Mentoring, Centri di Accoglienza…) tradotti in interventi e servizi offerti nel territorio, che hanno cercato in questi anni di proporre risposte articolate e flessibili a situazioni di immigrazione estremamente diversificate.
Ci
sembra un patrimonio importante da valorizzare e su cui impostare proposte,
dentro ad una interlocuzione con le istituzioni cittadine, per delineare
prospettive per il futuro.
Accogliere
persone che provengono da un altro paese, da un’altra cultura significa creare
le condizioni per una efficace interazione e inclusione nella comunità
cittadina. Occorre innanzitutto offrire la possibilità di favorire una rapida
acquisizione della lingua italiana, ove non già disponibile, attraverso corsi
mirati; occorre consentire percorsi di integrazione attraverso interventi di
mediazione culturale e l’accesso ai servizi che rispondono ai bisogni
fondamentali di ogni persona e famiglia: il lavoro, la casa, la salute, la
cultura, la scuola; occorre favorire occasioni di incontro e reciproca
conoscenza tra chi abita da tempo in questo territorio e chi vi arriva.

Commenti
Posta un commento