Secondo
gli inquirenti, dal 2017 al 2022, avrebbe permesso a diverse persone che non
avevano titolo di alloggiare nei moduli per gli sfollati, ospitati nei
container, ma non erano terremotati: indagato l’ex sindaco di Tolentino
Giuseppe Pezzanesi.
Conclusa un’indagine dei carabinieri, partita il 12 gennaio dello scorso anno, quando militari sono intervenuti presso il villaggio container di via Colombo a Tolentino, ove erano state segnalate possibili tensioni tra il personale addetto alla vigilanza dell’area e alcuni cittadini stranieri ospiti della struttura, che erano stati invitati dall’Amministrazione Comunale a lasciare senza ritardo i moduli abitativi occupati .
Le iniziative di carattere informativo, condotte da militari del dipendente Norm, hanno consentito in prima battuta di accertare che i giovani stranieri erano tutti dipendenti di un’azienda del posto e che gli stessi erano stati autorizzati ad alloggiare presso la struttura di proprietà del Comune e attrezzata a seguito del sisma del 2016, in forza di un non meglio definito accordo di natura economica tra comune e azienda.
E’ stato accertato dai militari che, ai fini delle assegnazioni ai soggetti ‘non terremotati’, non erano state stilate graduatorie di merito né seguite procedure formali. Al termine di una approfondita analisi della documentazione acquisita e posta al vaglio dell’autorità giudiziaria, la Procura della Repubblica di Macerata ha emesso l’avviso di conclusione delle indagini preliminari e informazione di garanzia nei confronti del sindaco in carica all’epoca dei fatti, Giuseppe Pezzanesi appunto, per il reato di abuso di ufficio, in violazione delle norme sisma e delle varie ordinanze di Protezione Civile nel tempo intervenute.
Nell’esercizio delle proprie funzioni, senza
alcun atto dispositivo approvato, aveva consentito, dal 2017 al 2022, l’accesso
e la permanenza nell’area container di via Colombo destinata ai soli cittadini
terremotati a persone diverse e quindi non aventi titolo, cagionando un danno
economico di rilevante entità alla pubblica amministrazione per un importo
quantificato in 902.840 euro, dei quali 134.000 circa per le spese del vitto (imputate
senza delibera di Giunta e/o atto di indirizzo, al capitolo di bilancio
riservato alle politiche di agevolazione della casa ed emergenza sociale).

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