Nei giorni
scorsi Civico 22 ha espresso sulla stampa soddisfazione per la conclusione
avuta dalla vicenda della Scuola Don Bosco, che secondo lo scellerato piano
Pezzanesi-Luconi si sarebbe dovuta delocalizzare e invece, per fortuna, rimarrà
dov’è.
Ciò di cui
abbiamo reso merito all’amministrazione comunale, che per ottenere tale
risultato ha saputo efficacemente confrontarsi con il commissario straordinario
per il terremoto Castelli, da lui ottenendo una sostanziale modifica di quanto
in precedenza previsto. Non senza peraltro ricordare che anche di Civico22, pur
dai banchi dell’opposizione, aveva fatto nella vicenda stessa la sua parte, in
essa incondizionatamente appoggiando il sindaco nel perseguimento di quello che
è stato sin dall’inizio un obiettivo condiviso (salvare la Don Bosco, ma più in
generale il tema delle scuole post-terremoto, era tra i primi punti del nostro
programma elettorale).
Vedasi in
proposito, in primis, il tavolo di cui a novembre dello scorso anno Civico 22
si è fatto promotore presso l’amministrazione ed al quale ha sempre partecipato
condividendo con il sindaco e le altre forze politiche interessate una comune
linea di condotta. Di qui, tra l’altro, l’elaborazione di un ordine del giorno
da approvare in consiglio comunale per l’individuazione di una immediata
soluzione temporanea per i licei in attesa della costruzione del campus.
Di Civico 22 è
del resto la proposta che una volta approvato detto ordine del giorno
trasversale, sul quale fare perno, si prospettasse a Parcaroli un piano
alternativo a quello da lui ripudiato che prevedeva lo spostamento di alcune
classi del Filelfo nell’ex orfanotrofio, proponendogli di utilizzare a tal fine
le aule della scuola Bezzi, che ha un indice di vulnerabilità sismica
certificato tra i più alti di tutti gli edifici scolastici comunali.
Ed è proprio
in questo contesto che il sindaco ci ha messi a parte in via riservata la sua
intenzione di chiedere comunque una modifica dell’ordinanza n. 33 del
commissario straordinario alla ricostruzione, la quale tra l’altro consentisse
proprio il recupero del plesso Don Bosco.
Ma non finisce
qui il contributo di Civico 22, perché è suo anche il suggerimento a Sclavi di
utilizzare le aule dell'ex orfanotrofio per ospitare, in attesa della
ricostruzione, le scuole medie ed elementari da abbattere, sulle quali la
provincia non ha alcuna competenza.
Ora, però, in
un post su Facebook di domenica scorsa l’assessora Giombetti attacca
scompostamente Civico22 accusandolo di millanteria e dicendosi addirittura basita
nel leggere dell’apporto da noi dato alla soluzione del problema della Don
Bosco, visto che – si legge molto chiaramente questo, tra le righe del suo
discorso – a fare tutto è stata lei sola (neanche il sindaco sembrerebbe a suo
dire aver toccato palla) e noi con lei non abbiamo mai avuto alcuna
interlocuzione.
La cara Flavia
Giombetti (adoperiamo anche noi l’affettuoso appellativo da lei usato per
Civico22 su FB) parla però evidentemente di cose che non sa. Né c’è in effetti
alcun dubbio che lei non abbia partecipato (per sua scelta o perché non
invitata dal sindaco, non sappiamo) a nessuno degli incontri del tavolo di cui
sopra.
Quel che certo
è che noi non siamo invece affatto stupiti del tono caustico da lei usato.
Siamo abituati a certe peculiarità del suo carattere. Quel che ci domandiamo è
però se a spingerla ad un tale passo falso sia stato soltanto un ego fuori
standard o invece c’è dell’altro.
Nel primo caso
vogliamo rassicurarla che nessuno (nessuno di noi, almeno) intende rubargli la
scena. Nel secondo le consigliamo invece di lasciar stare Civico 22 ed
indirizzare i suoi strali a quelli che considera i veri nemici, magari non
troppo lontani da lei.
Paolo Dignani -
coordinatore Civico22

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