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San Severino, all’alba torna il tradizionale pellegrinaggio a Santa Sperandia: percorso e raccomandazioni

Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...

Esposto al Prefetto: a Tolentino il centro destra contro il presidente del Consiglio comunale

 


Abbiamo deciso di fare un esposto formale all’ Illustrissimo Sig. Prefetto di Macerata segnalando formalmente l’atteggiamento del Presidente del Consiglio Comunale Alessandro Massi Gentiloni Silverj. Ci teniamo a precisare che questo è il terzo che lo stesso Presidente riceve per via del suo atteggiamento in Consiglio Comunale.

A nostra memoria, mai è accaduta una cosa simile, almeno negli ultimi dieci anni dove anche noi siamo state forza di governo e dove si sono avvicendati ben 5 Presidenti del Consiglio (Mauro Sclavi, Francesco Colosi, Fausto Pezzanesi, Carmelo Ceselli, Luca Scorcella). Errare è umano, siamo le prime a dirlo.

Infatti chi in passato ha sbagliato ha addirittura fatto un passo indietro, dimettendosi, pur scusandosi. Certamente non è più tollerabile un voler tentare continuamente di passare da vittima anche quando lo sbaglio è macroscopico e sinceramente ci aspetteremmo un atteggiamento più maturo e consapevole da chi si erge a punto di riferimento della maggioranza.

Abbiamo fatto l’esposto a tutela della nostra figura di donne prima, ma anche e soprattutto di Consiglieri  Comunali e quindi Istituzioni, seppur in ruoli di minoranza; lo abbiamo fatto anche a tutela di tutte le altre donne affinché non passi il messaggio che “tanto non succede niente”. Alessandro Massi afferma: “Troiani a Civitanova c’ha 20 esposti e mi pare che sta ancora lì” affermazione che riteniamo gravissima sia per il contenuto sia anche per il fatto che sia stata pronunciata proprio da un’istituzione, la seconda carica della città come lui stesso ama definirsi e come di fatto è.

Lo abbiamo fatto nonostante lo stesso Presidente abbia tentato di scusarsi pubblicamente dopo che probabilmente gli hanno fatto notare di aver esagerato.

Ci si consenta di dire che non vale la regola della scusa postuma in ogni occasione: bisogna pensare prima di agire perché non tutti i fatti possono essere giustificati con un “ero nervoso perché ero stato interrotto”tra l’altro la classica scusa che viene addotta anche in altri ambiti della vita sociale che riguardano uomini e donne.

Certo, era stato interrotto perché le consigliere si erano stancate di essere insultate; definite addirittura ‘indegne di aver ricoperto determinati ruoli’. Ci chiediamo se per ricoprire ruoli politico-amministrativi in città e altrove, dal 2022 ci sia bisogno di possedere il marchio di fabbrica.

Giovedì 27 giugno ci sarà un’altra seduta consiliare e siamo sinceramente preoccupate, ma anche onestamente demotivate alla partecipazione, vista l’arroganza costante e il silenzio tra gli altri, proprio del primo cittadino e dei consiglieri comunali (salvo qualche eccezione che abbiamo già ringraziato).

Ci sentiamo di denunciare l’episodio per essere di esempio a tutte le donne per dimostrare che denunciare si può e si deve. Come potremmo spingere le donne a combattere ogni tipo di violenza in ogni ambito della vita civile se non siamo noi per prime l’esempio?

Riportiamo a questo proposito le parole del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni espresse nella puntata di ‘Diritto e rovescio’ del 30 maggio scorso in risposta alle parole rivoltele dal Governatore della Campania: ‘’… Quindi qual è il messaggio che stiamo dando? Che le donne si possono insultare liberamente anche perché sono deboli? Le donne non sono deboli, io non sono debole, sono deboli i bulli, quelli che fanno i gradassi alle spalle ma quando li affronti come ho fatto io, i gradassi non li fanno più. E allora quella cosa la farei cento volte non solo per me ma per tutte le donne che si pensa di poter insultare liberamente’.

E’ esattamente questo il senso del nostro intervento: noi non ci sentiamo deboli ma sentiamo il dovere, in quanto donne, cittadine e in quanto soggetti con ruoli istituzionali, di tutelare le figure femminili e non permettere a nessuno di usare nei loro confronti atteggiamenti e termini prevaricanti e aggressivi. Anche questo serve a promuovere rispetto e uguaglianza. Inutile organizzare i cortei con tanto di locandine che recitano ‘mai più sta zitta’ se proprio il primo della fila è colui che con il dito al naso urla alla consigliera scomoda di stare zitta.

Silvia Tatò, Silvia Luconi, Monia Prioretti

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