Ha
inaugurato ieri ufficialmente, Interno Marche. La cerimonia tenutasi ieri al
Politeama - madrina Natasha Stefanenko, attrice e conduttrice di adozione
marchigiana - alla presenza del Presidente Franco Moschini, Matteo Cordero di
Montezemolo, CEO di Charme Capital Partners, l'AD di Moschini S.p.A, Mario
Moisio, l’AD di Poltrona Frau, Nicola Coropulis, il sindaco di Tolentino Mauro Scalvi,
il Vicepresidente della Regione Marche, Filippo Saltamartini, Mons. Nazzareno
Marconi, Vescovo di Macerata.
La cerimonia, iniziata alle ore 17 di giovedì 20 giugno, ha visto salire sul palco Matteo Cordero di Montezemolo, Mario Moiso, Nicola Coropulis, Carlo De Mattia, CDO della Moschini SpA, Sindaco e Vicepresidente di Regione Marche. A chiusura della cerimonia, i partecipanti hanno poi visitato in anteprima la mostra immersiva, allestita al piano terra del Politeama ‘Disegnare il moderno"’
Una marching band ha accompagnato il percorso da Politeama ad hotel e la cerimonia di taglio del nastro da parte del Presidente Moschini, benedetta da Monsignor Marconi. Circa 150 persone hanno poi festeggiato negli ambienti e nel giardino della proprietà al suono di musica swing anni '20 e '30.
Voluto e promosso da Franco Moschini, l’imprenditore che con il Gruppo Poltrona Frau ha contribuito nell'ultimo mezzo secolo alla promozione del Made in Italy, Interno Marche arriva grazie alla Holding Moschini SpA che ha coordinato il recupero e la trasformazione degli spazi di Villa Gabrielli nel periodo di cantiere durato oltre 3 anni.
3.600
mq di edifici - un corpo principale e
una dependance - 1.500 mq di giardino, un lounge bar, un bistrot restaurant,
una SPA e 30 stanze (25 camere e 5 suite long stay): tutte diverse una
dall'altra e ciascuna in grado di proiettare gli ospiti nel mondo e nelle
atmosfere dei progettisti a cui sono dedicate come Michele De Lucchi, Marc
Newson, Gae Aulenti, Vico Magistretti, Giò Ponti, Roberto Lazzeroni, Nendo etc
etc e in quelle dei 5 movimenti stilistici che hanno attraversato l’ultimo
secolo: Secessione Viennese, Arts&Crafts, Radical, Pop e Movimento Moderno.
Il racconto del lavoro, del segno e delle icone di questi progettisti - sono oltre 400 tra arredi, installazioni e artworks - fanno di Interno Marche un vero e proprio hotel-museo: non solo narrazione visiva e tattile ma un lavoro filologico e di archivio raccolto, e reso disponibile, all’interno di un ‘caveau digitale’ (vi si accede scansionando i codici QR posizionati in vari punti dell’hotel) per valorizzare oltre al manufatto storico anche competenze realizzative e culturali.
La
costruzione di questo percorso ‘mette in scena’ una struttura che consente agli
ospiti di passare, in pochi metri, dalle forme essenziali di Giò Ponti al mondo
onirico e giocoso di Front; di venire avvolti dalla matericità di Michele De
Lucchi per passare ai colori accesi degli ambienti di Gae Aulenti.
Di dormire sul letto rotondo di Massoni, sotto un soffitto affrescato, o sull’ottocentesco talamo di Thonet; di farsi abbracciare dalle pareti stondate di cuoio della camera dedicata a Lazzeroni o in quelle di legno di quella intitolata a Neri&Hu: in una continua e caleidoscopica alternanza di epoche e atmosfere.
Lobby, sala colazione e lounge bar trovano spazio nella grande sala a 3 campate che fu il cuore pulsante della produzione dell’opificio mentre il bistrot restaurant – materie e ricette che spaziano dalla tradizione locale alla cucina internazionale – la SPA e la palestra si trovano al piano terra con ingresso dal giardino.
Pensato
come destination hotel per appassionati di design e di percorsi alternativi,
Interno Marche ha scelto un posizionamento centrato su un'offerta accessibile
ad una platea ampia, interessata e curiosa.
Interno Marche nasce dalla volontà di Franco Moschini, già Compasso D'Oro alla carriera, come operazione di ‘restituzione’ e promozione del territorio. Interamente locale la squadra che ha realizzato il progetto a partire dal team di giovani ingegneri e architetti, ORA Studio, affiancati da consulenti strategici, restauratori, geologi, agronomi, progettisti 3D, light ed interior designer, fotografi per un totale di circa 2.000 professionisti e tecnici impegnati 4 anni in un progetto rispettoso non solo di architettura ma anche di ambiente e territorio. A guidare e coordinare il percorso, la Fondazione Design Terrae, anch’essa promossa dal mecenate Moschini, ed attiva nella promozione del ‘bello, buono e ben fatto’, da sempre motto dell'imprenditore, tantoché Franco Moschini ha dichiarato:
“Amo profondamente questa terra che da sempre mi ospita e da cui ho attinto risorse per le mie attività imprenditoriali. Ho deciso di restituire al territorio ciò che negli anni mi ha generosamente dato e ho deciso di farlo sotto forma di cultura, conoscenza e indicazioni per le nuove generazioni: una sorta di ‘lievito’ per chi vuole aprirsi al futuro. Sono convinto della necessità di restituire ciò che si è ricevuto ed ho scelto di farlo attraverso contaminazioni positive. Il mio intento è trasmettere che esiste ancora la possibilità di immaginare grandi progetti e, in senso ampio, un futuro florido”.

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