Nella condizione più critica nella
quale si trova il Cosmari dalla sua nascita la destra decide di assestargli il
colpo di grazia con una operazione predatoria e tracotante.
Anziché
guardare alle sfide oltremodo difficili che la più grande azienda pubblica
della provincia di Macerata deve affrontare, gli accoliti della Meloni si sono
preoccupati di aggiustare le caselle interne con tanti saluti alla competenza,
all’interesse pubblico e ai cittadini che pagheranno il conto salato di questa
scelta dissennata.
Il rinnovo
del Consiglio di amministrazione, che poteva essere l’occasione per far nascere
un progetto innovativo di risanamento e di rilancio, fortemente e unitariamente
concepito e condiviso, ha visto la destra regionale e provinciale protagonista
di una delle pagine peggiori che la politica potesse esprimere. Rifiuto totale
di ogni accordo e di ogni benché minima condivisione che coinvolgesse, a
prescindere dalle appartenenze, amministratori di ogni espressione politica e
civica, esperti e le comunità interessate. Nessun ragionamento aperto sulle
linee programmatiche, nessuna volontà di cercare figure con adeguate competenze
in materia, di comprovate esperienze imprenditoriali ed ecologiche,
organizzative o politiche all’altezza del compito.
A parte il legittimo stupore per la scelta del presidente, sconcerta il fatto
che nessuna delle figure nominate, meritevoli di totale rispetto a livello
personale, possieda oggettivamente i requisiti minimi necessari per affrontare
la fase che il Cosmari dovrà gestire. Addirittura il presidente ha più volte
pubblicamente preso apertamente posizione a sostegno della realizzazione di un
termovalorizzatore. Sarà quella la nuova strategia del Cosmari? Esiste una
strategia degna di questo nome?
Il neo presidente, tra l’altro, risulta anche beneficiario di una serie di
incarichi professionali da parte del Cosmari; l’ultimo, per un importo di
12.000 euro, conferitogli appena lo scorso mese di maggio, in piena campagna
elettorale amministrativa a Potenza Picena dove l’ avvocato Gattafoni era
candidato con i Fratelli d’Italia. Dopo l’incarico come psicologa alla sorella
della direttrice generale, un’altra testimonianza dell’uso privatistico delle
aziende pubbliche da parte della destra, altro che "merito"!
A questo punto è lecito chiedersi se la destra provinciale abbia
consapevolmente deciso di mettere in liquidazione il Cosmari, magari offrendolo
a prezzi di saldo a soggetti privati o se si tratti di totale irresponsabilità
politica e istituzionale. In ogni caso saranno i cittadini della provincia di
Macerata ad accollarsi le dure conseguenze di questo disastro. Già oggi le
tariffe Ta.Ri. continuano ad aumentare ed a togliere soldi a cittadini e
imprese. L’unica, magra consolazione, è che la destra ha deciso di fare tutto
da sola e alla fine sarà fin troppo facile individuare il responsabile di
questa annunciata disfatta.
Mario Morgoni

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