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Il Castello della Rancia è parte della Rete delle Dimore e dei Parchi Storici delle Marche

  L’Amministrazione Comunale, Assessorati al Turismo e alla Cultura del Comune di Tolentino esprimono grande soddisfazione per l’inserimento del Castello della Rancia nella nuova Rete delle Dimore e dei Parchi Storici delle Marche, il sistema promosso dalla Regione Marche e coordinato da Fondazione Marche Cultura per valorizzare e mettere in connessione alcuni dei più importanti beni storico-culturali del territorio regionale. “L’accreditamento del Castello della Rancia all’interno di questa prestigiosa rete rappresenta un importante riconoscimento del valore storico, culturale e identitario di uno dei luoghi simbolo della nostra città - dichiara l’Assessore al Turismo Diego Aloisi. - Si tratta di un risultato che va esattamente nella direzione che come Amministrazione stiamo perseguendo da tempo: fare rete, creare sinergie e costruire percorsi condivisi di promozione capaci di mettere in relazione le eccellenze del territorio. L’ingresso del Castello della Rancia in un sistema...

Pamela Mastropietro: mamma Alessandra si rivolge al Santo Padre con una lettera: “Ogni storia di violenza è un grido che ci chiede di non restare indifferenti “

 Una lettera che non grida vendetta, ma giustizia per la giovane Pamela Mastropietro, la 18enne romana, barbaramente violentata e uccisa, il 30 gennaio 2018 a Macerata dal nigeriano Innocent Oseghale, e per tante altre vittime, che non devono essere dimenticate.


“Papa Francesco.

Le scrivo da un letto di ospedale per essere operata di carcinoma alla mammella e La prego di non rimanere, ancora, indifferente davanti a tanto dolore, causato dalla perdita di mia figlia".

È con queste parole, che Alessandra Verni, mamma di Pamela, si rivolge al Santo Padre, che continua,

“Mi Perdonerà se Le scrivo pubblicamente, ma penso sia l’unico modo perché queste mie parole Le arrivino, dati anche i Suoi tanti Impegni Importanti per la Pace e le varie Ingiustizie nel mondo.

Le chiedo, però, di non dimenticare, anche, l’Ingiustizia perpetrata su mia figlia Pamela. Spero, con questa lettera, Lei possa Ascoltare il mio grido di Aiuto, perché non so più a chi rivolgermi su questa terra.

Mi presento, sono Alessandra Verni mamma di Pamela Mastropietro. Conoscerà, immagino, la tragedia di mia figlia, raccontata dal gennaio 2018, da tante trasmissioni televisive e su tante testate giornalistiche italiane e mondiali.












Pamela era una ragazza di 18 anni, quando fu strappata alla vita da una Violenza e una Disumanita’ inaudita, a dir poco Demoniaca, che nessun essere umano può immaginare.

E’ stato definito un Unicum nella storia degli ultimi 50 anni della criminologia mondiale. Era una ragazza piena di Vita, mia figlia, giovane, bella, socievole, simpatica, altruista, solare, dolce, sensibile…tanto che Aiutava sempre chi era in difficoltà e non si tirava mai indietro davanti alle ingiustizie. Aveva delle fragilità, come possiamo averle tutti quanti noi, ma era sempre determinata, tanto che si stava riprendendo la vita in mano. Pamela è stata violentata, picchiata, drogata, uccisa con 2 coltellate, fatta a pezzi, disarticolata chirurgicamente , scuoiata, tolti degli organi, decapitata, tagliati I seni, lavata con la candeggina e messa in 2 trolley lasciati sul ciglio di una strada, a Macerata (città di Maria). Non ci furono manifestazioni di femministe o di certi partiti politici che, come vediamo spesso in televisione, si avvicinano, alle tragedie, solo per un loro resoconto politico, quando, invece, la violenza riguarda tutti, e non dovrebbe dividere, ma unire le persone perché non avvenga più. Servono certezze di pena, senza sconti, serve che le vittime vengano tutelate, rispettate, ascoltate ed aiutate. Le chiedo di non dimenticare, perché mentre, alcuni Potenti cercano giustizia per i detenuti, c’è anche una giustizia che dobbiamo alle vittime e alle loro famiglie.

Dopo 5 gradi di giudizio è stato condannato solo Oseghale, mentre gli altri complici sono liberi di continuare a delinquere, violentare ed uccidere. Nonostante le tante archiviazioni, ho sempre cercato Aiuto dalle varie Istituzioni ,anche da quelle del luogo dove vi fu il Martirio di mia figlia, per far aprire delle indagini verso i complici di Oseghale o per fare una commissione d’inchiesta, ma senza avere nessun riscontro positivo , dando così, a mio avviso, più potere a chi compie queste violenze inaudite ed confermando, ancora di più, la convinzione che dietro l’efferato omicidio di Pamela, ci sia qualcosa di più grande che molte persone, anche potenti, non vogliono far uscire fuori.

Voglio essere Sincera con Lei e Le confesso che, all’epoca dei fatti, da cristiana, da essere umano e da mamma, speravo in una Sua parola di conforto, in un Suo abbraccio fraterno, in un incontro con Lei che, purtroppo ad oggi, non sono ancora mai arrivati. Rimasi così male dell’assenza di quelle Sue parole in un momento, per me, di Grande Sofferenza.

Il 10 maggio 2023, venne a mancare anche il papà di Pamela per il forte dolore ed ora, nonostante io debba combattere, anche, contro il figlio di quel dolore che ha trafitto con le lame il mio cuore, io non mi fermo. Nonostante mi abbiano diagnosticato il tumore al seno, continuerò sempre a cercare e gridare Giustizia per Pamela…perché non avvenga più una violenza così Orribile, perché già una vittima è troppo, perché ogni Loro ferita è anche nostra.

Il 23 agosto 2024, giorno in cui la mia bambina avrebbe compiuto 25 anni, ho scritto una lettera al carnefice di mia figlia per chiedergli un incontro in carcere.

Credo che guardare negli occhi chi ha causato tanto male, possa essere d’aiuto per trasformare questo dolore in qualcosa di costruttivo e di non distruttivo.

Vorrei cercare di fargli capire le conseguenze delle sue scelte sbagliate, della distruzione che provoca la mancanza di Rispetto, del Dolore che mi ha condannata a portare per tutta la vita. Spero che da questo incontro possa emergere un barlume di Umanità e di Verità che possa portare ad una Profonda Riflessione. Non cerco vendetta ma Verità, Giustizia e Pace. Non voglio essere schiava della rabbia e del suo male.

Le chiedo, con la Sua Autorità e per ciò che rappresenta sulla terra, di non restare indifferente e di intercedere, con le Istituzioni e con la Magistratura, affinché venga fatta piena Giustizia per Pamela.

Le chiedo di intercedere perché i suoi complici e chiunque li protegga, vengano portati davanti alla Legge.

La società civile è in pericolo, e il silenzio di chi dovrebbe agire non fa altro che aggravare la situazione, alimentando violenza su violenza, paura su paura.

Ci sono persone potenti, uomini privilegiati, che proteggono chi non dovrebbe neppure essere qui in Italia, forse lo fanno per scopi di potere , ferendo pero” ‘così un Paese che per la sua storia, e la sua stupenda cultura, rischia di cadere in un baratro senza fine. Non parlo solo come madre, ma anche come donna che chiede giustizia non solo per mia figlia, ma per tutte le vittime coinvolte in violenze inaudite da parte di chi non avrebbe dovuto avere la possibilità di far loro del male.

Ogni storia di violenza è un grido che ci chiede di non restare indifferenti e un motivo per lottare affinché tragedie simili non si ripetino più.

Le nostre istituzioni e la magistratura hanno il dovere morale di garantire sicurezza, tutela e giustizia a tutti noi cittadini. Hanno il compito di punire, in modo esemplare e senza sconti di pena chi compie questi crimini atroci. La Giustizia non può essere lenta o indulgente.

Le decisioni che prendono, non riguardano solo la legge, ma anche la vita reale delle persone.

È troppo facile additare, discriminare, dimenticare e trascurare le vittime e le loro famiglie, è molto più difficile pensare e immedesimarsi: ” ..e se fosse successo a me??” Per questo è essenziale ricordare queste storie, non solo per onorare la memoria delle nostre vittime, come anche la storia ci insegna, ma anche per sensibilizzare la nostra società, affinché si possa fare tutto il possibile per prevenire che altre famiglie vivano lo stesso dolore. Non posso più piangere in silenzio. Voglio che la mia voce, e la voce di Pamela, vengano ascoltate.

La Verità deve emergere, e la Giustizia deve essere fatta, anche sulla Terra.

Sono consapevole del Suo appello costante all’accoglienza, ma ciò che vedo ogni giorno è un’accoglienza fuori controllo, non equilibrata.

Molti di coloro che arrivano nel nostro Paese con i barconi, come i carnefici di mia figlia, non desiderano integrarsi, non vogliono rispettare la nostra cultura, la nostra gente, il nostro vivere civile, la nostra religione.

Lo dichiarano loro stessi, lo vediamo con i nostri occhi nelle strade e nei resoconti delle trasmissioni televisive e testate giornalistiche.

È giusto accogliere chi, veramente, ha bisogno, ma, è anche giusto che chi viene accolto porti rispetto e senso di dovere civico a chi li sta ospitando, altrimenti, come stiamo vivendo tutti, non c’è equilibrio più in nulla con il rischio, anche, di una guerra civile.

Questo porta a un senso di smarrimento e di insicurezza tra coloro che, come me, desiderano vedere un futuro in cui tutte le comunità possano convivere in armonia.

Le chiedo di Ascoltare le parole di una madre che, nonostante tutto, continua a lottare per il Rispetto, l’Amore e la Giustizia di sua figlia Pamela.

Con Fede

Alessandra Verni".


E.C. Redazione -laScansionenet

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