Condanna da parte della Sinistra Italiana marchigiana a quello che è avvenuto a San Severino Marche nei giorni scorsi: "Appare evidente che questa
destra esultante per la vittoria di un antidemocratico che aveva cercato di
assaltare il palazzo del potere una volta perse le elezioni o che questa destra
irrispettosa delle normative europee (e della nostra partecipazione all’Unione
Europea) scarichi il barile sulla magistratura ‘rossa’ avesse un problema con
la democrazia.
L’attacco al potere giudiziario andrebbe indagato per quello che è: un martellante screditamento di uno dei tre poteri dello Stato (principio cardine di ogni ordinamento democratico e che lo differenzia da una dittatura totalitaria) che dovrebbe essere neutrale ed indipendente, come di fatto è sempre stato e sempre sarà nonostante i suoi acciacchi e la sua perfettibilità.
Diventa sempre più chiaro quando il vittimismo esasperante che dai dirigenti nazionali a quelli locali viene utilizzato per mascherare la gravità di atti, manifestazioni e iniziative antidemocratiche e, in aggiunta, fasciste. Perché ricordare con il saluto romano e urlare al cielo, a pieni polmoni, ‘Presente!’ commemorando sotto il Monumento dei Caduti una persona che aveva compiuto la Marcia su Roma, l’atto iniziale che diede il via ad un ventennio di violenze, soprusi, omicidi, leggi fasciste e una guerra mondiale e civile di cui portiamo il peso ancora oggi, sia non solo un atto da condannare, ma anche da penalizzare legalmente. Questo non è folklore, non è l’attività di qualche nostalgico, questa è apologia e ci siamo stancati di chi la continua a minimizzare o mascherare per delle rievocazioni storiche.
A tutta l’amministrazione di San Severino Marche e, nello specifico, alla sindaca Piermattei, prendete e prenda le distanze. Condanni il gesto. Si faccia portavoce di una manifestazione di risposta che porti avanti i valori della pace (oggi più che mai), della Costituzione, dell’antifascismo e della democrazia. Piermattei si faccia avanti e rappresenti una destra democratica ed antifascista e che smette di rimpiangere un passato di rose e di fiori che non c’è mai stato. Smettetela con questo silenzio assordante".
Sulla vicenda è intervenuto anche l'Anpi: "Dal punto di vista giudiziario, spetta alla magistratura valutare i reati connessi all’accaduto. Tuttavia, sul piano politico, non possiamo che esprimere la più ferma condanna. Ricordare i Caduti riproponendo il saluto del regime che ha fatto della violenza, del razzismo, del sessismo, dell'omicidio e della guerra la propria identità, è un atto offensivo nei confronti di tutti i Caduti. Il loro sacrificio andrebbe invece onorato attraverso la promozione di una cultura della pace".

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