Al multiplex Giometti di Tolentino continua
la rassegna cinematografica ‘La Decima Musa’ a cura del prof. Alberto
Pellegrino, con la partecipazione di Unitre e Cine Club con l’ultima tranche di
visioni cinematografiche dell’anno, che venerdì 6 dicembre ore 21.15 presenta ‘La
misura del dubbio’ del regista Daniel Auteuil: Jean Monier è un avvocato di
lungo corso, ma scottato dall'esperienza con l'ultimo cliente che ha difeso.
Dopo qualche anno di assenza dai tribunali, per fare un favore alla
moglie-collega, si trova a rappresentare un padre di famiglia in stato di fermo
e accusato di aver ucciso la consorte. Sarà l'inizio di un caso che durerà
anni, arrivando fino al processo, e che vedrà Jean approfondire il legame con
Nicolas, uomo mite che giura di essere innocente e di non aver mai voluto fare
del male a sua moglie.
Il film è un legal drama che racconta la
storia dell’avvocato d’ufficio Jean Monier, che ha smesso da tempo di occuparsi
di giustizia penale. Il motivo sta tutto in un trauma: il caso di un uomo
accusato di omicidio che lui aveva fatto assolvere e che poi, una volta libero,
ha ucciso alcune persone. Quindi: dubbi sull'etica del suo lavoro, vocazione
apparentemente svanita. Ma tutto cambia quando Jean incontra Nicolas Milik
(Grégory Gadebois), un padre di famiglia che viene accusato dell’omicidio di
sua moglie. Una storia che lo coinvolge così tanto che Jean è disposto a tutto
pur di provare l'innocenza del suo cliente. Rinasce in lui la passione per il
suo lavoro e tornano però anche gli stessi errori del passato.
Chiude la rassegna dell’anno il film del
regista Eran Riklis, ‘Leggere Lolita a Teheran’ in programma venerdì 13 dicembre
alle ore 21.15: nel 1979 Azar Nafisi torna nel nativo Iran insieme al marito
ingegnere Bijan dopo molti anni passati all'estero, piena di aspettative per il
futuro del suo Paese a seguito della rivoluzione. La donna insegna letteratura
inglese all’università ed i suoi studenti, e soprattutto le sue studentesse, la
considerano un modello di autonomia e indipendenza.
Ma il 3 agosto 1979 l’ayatollah Khomeini
instaura in Iran il Governo provvisorio islamico, imponendo la sharia come
legge dello Stato: il che, per Azar, significa essere costretta a indossare l’hijab
e vedere la lista di letture del suo corso censurata dalle autorità. I suoi
studenti maschi la contestano, mentre le ragazze continuano ad appoggiarla. Un
giorno, durante una protesta studentesca, due alunne vengono arrestate e
sottoposte a torture, scomparendo dalla circolazione. Azar abbandona l’insegnamento
universitario e decide di creare un circolo di lettura per donne, al quale si
iscrivono sette delle sue ex alunne. Leggeranno insieme i testi anglosassoni
proibiti dall’ayatollah, e la loro storia sarà divisa in parti intitolate a
quei libri condannati.
‘Leggere Lolita a Teheran’ ha certamente
un valore educativo perché illustra nel dettaglio la perdita graduale della
libertà, soprattutto delle donne, sotto un regime totalitario di matrice
ideologica, ma non compie le necessarie scelte drammaturgiche per risultare
veramente coinvolgente, mettendo troppa carne al fuoco e attenendosi troppo
strettamente a un impegno didattico programmatico.
Il messaggio è molto importante,
soprattutto oggi che a combattere per ‘Donna, Vita e Libertà’ sono le
studentesse, per fortuna accompagnate anche da molti studenti maschi: dunque
tutto ciò che si può fare per trasmetterlo è benvenuto e apprezzabile. Ma dal
punto di vista cinematografico il film di Riklis lascia il sapore di
un'occasione mancata

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