Vertenza Beko Europe, Capitanio (SI Marche): ‘Necessaria la presenza dello Stato nel futuro dell’elettrodomestico’
Un tavolo di concertazione per
scongiurare il licenziamento di quasi duemila dipendenti di Beko Europe,
applicando lo strumento della Golden power. Sostenere la riorganizzazione produttiva, favorendo
investimenti che aiutino anche a mantenere l’occupazione durante la crisi. E,
nella peggiore delle ipotesi, garantire l’accesso agli ammortizzatori sociali e
un’adeguata formazione in vista di un’eventuale ricollocazione. Può essere
sintetizzata così la mozione presentata dal senatore di Alleanza Verdi e
Sinistra, Tino Magni, e sottoscritta
dai parlamentari Susanna Camusso, Alessandro Alfieri e Silvio Franceschelli del
Partito democratico, Elena Sironi del Movimento 5 Stelle e Luigi Spagnolli del
gruppo per le Autonomie. Il testo impegna il governo a salvaguardare
l’occupazione e a garantire il proseguimento di tutte le attività dell’azienda.
“Abbiamo lavorato intensamente – fa sapere il referente Lavoro e Politiche economiche di Sinistra Italiana Marche, Antonio Capitanio – affinché le criticità della vertenza Beko Europe arrivassero all’attenzione del governo”. “Come noto – prosegue –, nelle Marche sono a rischio circa 700 posti di lavoro. Chiediamo, perciò, al presidente della Regione di fare pressione sul governo nazionale affinché renda noti e utilizzi tutti gli strumenti previsti dalla Golden power”.
Se ciò non bastasse, l’unica soluzione possibile per mantenere le produzioni e salvare i posti di lavori è l’investimento diretto dello Stato nel settore dell’elettrodomestico, anche entrando nel capitale di Beko Europe. “Come dimostra il caso Fiat, infatti, – conclude Capitanio – la politica degli incentivi all’acquisto non funziona per mantenere il settore competitivo ed evitare delocalizzazioni”.

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