Con il nuovo anno al multiplex Giometti
di Tolentino è ripresa la rassegna cinematografica ‘La Decima Musa’ a cura del
prof. Alberto Pellegrino, con la partecipazione di Unitre e Cine Club e venerdì
17 gennaio ore 21.15 presenta il film ‘Solo per una notte’ con la regia di
Maxime Rappaz: Claudine è la madre di un giovane uomo disabile, che accudisce a
casa, dove lavora come sarta. Tutti i santi giorni, tranne il martedì, quando
prende il treno e va lontano. Oltre la diga della Grande-Dixence c’è un hotel
dove sceglie un uomo, per piacere, per niente, senza legami. Italiano, inglese,
tedesco, dopo uno scambio educato di battute incentrate sul paese d'origine dei
forestieri, Claudine si invita a salire nella loro camera. Consuma un amplesso,
ringrazia e se ne va. Poi un giorno incontra Michael, un ingegnere idrico
affascinante e affascinato, che fa progressivamente deragliare la sua routine
ascetica.
La rassegna prosegue venerdì 24 gennaio
alle ore 21.15 con il film ‘Una notte a New York’ con la regia di Christy Hall,
che dirige Dakota Johnson, Sean Penn,
Marcos A. Gonzalez: è sera e fa buio all'aeroporto JFK di New York. Una giovane
donna, appena sbarcata, sale su un taxi in direzione di Manhattan. Il tassista
prova a fare conversazione e a lei sembra non disturbare l’idea di scambiare
qualche parola, nonostante Clark (è questo il nome di lui) non abbia peli sulla
lingua. Lungo il tragitto, allungato da un incidente che blocca temporaneamente
il traffico, il dialogo tra i due si fa più personale e l’uomo e la donna
cominciano a rivelarsi cose che non hanno mai detto a nessun altro.
Venerdì 31 gennaio alle ore 21.15 la
rassegna si chiude con il film ‘Le occasioni dell’amore’ della regista
Stéphanie Brizé: Mathieu è un attore che ha abbandonato nella fase delle prove
quella che avrebbe dovuto essere la sua prima esperienza teatrale. E’ andato a
cercare rifugio in un spa in una cittadina della Francia occidentale che si
affaccia sul mare. Lì ritrova, in modo del tutto inatteso, Alice con cui aveva
avuto una relazione quindici anni prima. Brizé afferma di aver pensato a questa
storia nel periodo del Covid avvertendo in modo del tutto particolare un senso
di profonda precarietà. Apparentemente, nel suo film, a trovarsi inizialmente
in una condizione precaria è solo Mathieu che ha lasciato ‘a piedi’ l’intera
compagnia che contava sul suo nome a l’affiche per il nuovo spettacolo.

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