Il sistema dei
teatri condominiali all’italiana nell’Italia centrale fra XVIII e XIX secolo è
ufficialmente candidato per l’iscrizione nella Lista del Patrimonio mondiale
UNESCO. La decisione è stata assunta nell’ambito di una riunione
interministeriale, nell’attesa del rinnovo degli organi della Commissione Nazionale
Italiana per l’Unesco.
Inizia così la
corsa per Parigi, dove la candidatura sarà sottoposta all’esame degli organismi
consultivi del Comitato del Patrimonio Mondiale e poi, nel 2026, alla
valutazione finale. I teatri all’italiana, di cui il centro Italia, con le
Marche capofila, possono vantare una densità unica ed esempi di eccezionale
valore architettonico e culturale, rappresentano una testimonianza del genio
italiano racchiusa in luoghi meravigliosi che sono il cuore pulsante delle
nostre comunità.
La candidatura
si compone di diciotto teatri che interessano tre Regioni (Marche,
Emilia-Romagna e Umbria) e 18 Comuni, è stata promossa dalla Regione Marche,
coordinata dal Servizio UNESCO con l’assistenza degli uffici territoriali
competenti del Ministero della Cultura e il supporto del Ministero degli Affari
e della Cooperazione internazionale e della Rappresentanza permanente d’Italia
presso l’UNESCO:
“Abbiamo
appreso questa notizia - hanno sottolineato il Sindaco Mauro Sclavi e il
Vicesindaco Alessia Pupo - con molta soddisfazione. e' il raggiungimento
importante di un primo step che interessa anche il nostro Teatro Nicola Vaccaj
che ha superato tutte le prime verifiche entrando nella candidatura ufficiale
sottoposta all Commissione dell'UNESCO.
Tutto ciò è il
frutto anche del lavoro attento e certosino dell'Ufficio Cultura e dell'Ufficio
Lavori Pubblici con il supporto di Amat e Compagnia della Rancia a cui va tutta
la nostra ricoscenza perchè anche grazie a tutti loro siamo riusciti ad
evidenziare la rilevanza del nostro teatro che insieme a quelli selezionati
rappresentano una rete che potrà essere utilizzata per promozionare il
territorio e tutte le sue peculiarità. Non a caso il Vaccaj ha superato il
vaglio di ammissibilità grazie a tutti i requisiti storici, architettonici e culturali
che sono propri dello storico edificio.
Con l’occasione
- proseguono il Sindaco e il Vicesindaco - vogliamo ringraziare il Presidente
Acquaroli l'Onorevole Latini e l'Assessore Biondi, oltre a tutta la Regione
Marche e a tutti gli altri Enti, anche nazionali, coinvolti che hanno
fortemente voluto questa candidatura e lavorato per questo primo e
importantissimo risultato. Come è stato ricordato, le Marche possono vantare
una densità unica ed esempi di eccezionale valore architettonico e culturale,
che rappresentano una testimonianza unica del genio italiano racchiusa in
luoghi meravigliosi che sono il cuore pulsante e il salotto buono delle nostre
comunità. Con unità di intenti continueremo a lavorare per il raggiungimento
dell'obiettivo finale e per il riconoscimento del nostro patrimonio”.
La proposta di
sito seriale si compone di diciotto teatri dislocati in tre Regioni (14 nelle
Marche, 2 in Emilia Romagna e 2 in Umbria), è stata promossa dalla Regione
Marche, coordinata dal Servizio Unesco del Ministero della Cultura, con il
supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
e della Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unesco.
La candidatura
è una rappresentazione eccezionale del fermento sperimentale che si sviluppò
intorno all’architettura teatrale in Italia centrale nei secoli XVIII e XIX. In
questo periodo si assiste infatti alla definizione del modello teatrale ‘all’italiana’,
in questa zona declinata secondo la formula ‘condominiale’, ossia una forma di
comproprietà tra enti pubblici e gruppi di privati. La proprietà proposta
illustra il passaggio dei teatri da luoghi di intrattenimento, riservati
esclusivamente ai vertici della società, a istituzioni pubbliche di cultura al
servizio dell’intera comunità.

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