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San Severino, all’alba torna il tradizionale pellegrinaggio a Santa Sperandia: percorso e raccomandazioni

Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...

Al Giometti di Tolentino la Decima Musa con racconti dal mondo

 


Anche in questo mese al multiplex Giometti di Tolentino continua la rassegna cinematografica ‘La Decima Musa’ a cura del prof. Alberto Pellegrino, con la partecipazione di Unitre e Cine Club che venerdì 14 febbraio alle ore 21.00 presenta il film ‘Liliana’ di Ruggero Gabbai, che racconta la storia di Liliana Segre: Rimasta orfana di madre nei primi mesi di vita, dopo aver affrontato da sola le prigioni di Varese e Como, è arrestata col padre nel 1943 e con lui entra in quella di San Vittore a Milano. Il 30 gennaio del 1944 da lì, passando per la Stazione Centrale, sono condotti al famigerato binario 21 e caricati sul vagone merci che li porta ad Auschwitz-Birkenau. Lì, il padre e i nonni paterni vengono bruciati nei forni, mentre lei riesce a sopravvivere al freddo e alla fame e a fuggire dal campo a piedi, come in un esodo.

Presentato alla Festa del Cinema di Roma nello scorso anno (Special Screening), il film è un ritratto completo e ampiamente autorizzato, in cui si alternano tre piani temporali di racconto: gli anni delle leggi razziali, la Seconda guerra ed i campi di concentramento; il momento in cui per la prima volta Segre decide di parlare di quell'esperienza, negli anni Novanta; e infine il presente, in cui la senatrice a vita si racconta ritornando a Pesaro, luogo dove nel 1948 conobbe suo marito Alfredo Belli Paci, ed a Milano. Ma per scelta non ad Auschwitz, di cui scorrono immagini recenti.

Oltre a ripercorrere, a beneficio di tutti, la sua parabola eccezionale e la trasformazione, tardiva eppure naturale, in testimone della Shoah e simbolo dell'antifascismo, il film indaga un tema essenziale e poco trattato, per lo meno nel nostro cinema: il rapporto tra la generazione dei sopravvissuti ai campi e quella dei loro figli. Per la prima volta accanto a Segre appaiono e testimoniano anche i suoi: Alberto, Luciano e Federica (e i nipoti Davide e Filippo). Una delle tante famiglie spezzate da un non detto abnorme, un vissuto indicibile e disumanizzante che trova modo di trasmettersi come un DNA, di continuare a pesare e influenzare le esistenze anche quando diventa esplicito, noto, mediatizzato. "Non ero pronta ma avevo bisogno di farlo", dice Segre, con quel misto di dolcezza e durezza ben sottolineato da Ferruccio De Bortoli, tra gli intervistati che parlano di lei, quella precisione e pertinenza di linguaggio che le fa scandire ricordi e affermazioni senza un errore, un'esitazione.

Venerdì 21 febbraio alle ore 21.00 la rassegna cinematografica presenta il film delle registe Maryam Moghaddam e Behtash Sanaeeha, ‘Il mio giardino persiano’, presentato alla scorsa ‘Berlinale’: Vedova da una trentina d'anni, la settantenne Mahin non ha mai voluto risposarsi e da quando la figlia è partita per l’estero vive sola a Teheran nella sua grande casa con giardino. Stanca della solitudine, dopo un pranzo con le amiche che l'ha spinta a cercare la compagnia di un uomo, Mahin avvicina l'anziano tassista Faramarz, ex soldato anche lui destinato a restare solo, e con gentilezza lo invita da lei per passare una serata insieme. L'incontro inaspettato si trasformerà per entrambi in qualcosa d'indimenticabile.

La rassegna ‘febbraiola’ si chiude venerdì 28 febbraio alle ore 21.00 con il film ‘L’uomo nel bosco’ del regista francese Alain Guiraudie: Jérémie torna da Tolosa alla cittadina della provincia francese in cui è cresciuto per partecipare al funerale del panettiere locale, che è stato suo datore di lavoro negli anni della giovinezza. Martine, la vedova ancora piacente, lo accoglie a braccia aperte ma Vincent, il figlio del defunto, è meno entusiasta, e ingaggia quasi subito un corpo a corpo, reminiscente delle zuffe che i due condividevano da bambini, con quel giovane uomo che ora gli appare come un pericolo per la sua quotidianità domestica.

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