Ora che gli animi si sono finalmente calmati, ci
pare sia giunto il momento di fare chiarezza sulla vicenda della mozione di
sfiducia al sindaco che Civico 22 ha scritto ma non ha potuto presentare perché
nessun altro a parte il PD l’ha firmata. E di firme ne occorrevano sei. Siamo
stati attaccati ed accusati di leggerezza, di scarso acume politico,
addirittura di aver fatto un uso strumentale dell’iniziativa.
Che a farlo sia stata la minoranza di destra non può certo stupire. Ci sta che questa veda come fumo negli occhi chi, pur sedendole a fianco in consiglio, è lontano anni luce dalle sue idee politiche. Quel che è certo però, è che sono false le affermazioni che da quella parte sono venute secondo cui nessuno la mozione ha chiesto loro di firmare. La mozione è stata consegnata ai maggiori rappresentanti della minoranza di destra (la stessa consigliera Luconi ha del resto ammesso in consiglio che circolava in tutti i loro telefonini). Ma lasciamo stare, per l’appunto.
Non vale la pena perdere tempo dietro quello che altro non è se non l’ennesimo esempio d’un pessimo modo di far politica, il quale, senza alcun rispetto per la realtà delle cose, è tutto tatticismi e vede ogni mossa studiata e decisa nelle nebbiose stanze delle segreterie di partito. Del resto eravamo perfettamente consapevoli della responsabilità che con quella iniziativa ci prendevamo e dei rischi cui ci saremmo esposti.
Non avremmo mai creduto, invece, che qualcuno (in
ossequio alla massima secondo cui la politica si alimenta con lo scontro)
avrebbe approfittato della situazione per innescare ad arte una polemica
interna al centro-sinistra partendo da un comunicato diramato a caldo dal PD
tolentinate per prendere posizione su delle infondate critiche di un
consigliere del gruppo misto.
Vero è infatti che, per come scritto, quel comunicato oggettivamente si prestava ad essere letto come una sconfessione dell’operato di Civico 22, ma altrettanto vero è che, immediatamente chiamata a renderne conto, la dirigenza del PD (tutta la dirigenza del PD) ha fatto ammenda del suo malaccorto operato, attribuendo alla fretta l’aver espresso così male il concetto, e ci ha assicurato che il suo scopo era solo di manifestare solidarietà nei nostri confronti.
Né d’altra parte poteva essere diversamente, visto
che – a dispetto da quello che quei comunicati lasciano intendere – non solo la
mozione è stata da noi scritta a quattro mani coi nostri alleati, ma col PD
abbiamo condiviso ogni passaggio nella ricerca delle necessarie preventive
convergenze degli altri possibili firmatari. Figurarsi dunque se il PD poteva
abbassarsi a compiere un gesto così sleale!
Per questo ci sentiamo di affermare che – nonostante tutto – rimangono le condizioni per l’appello da noi lanciato alcune settimane fa a mezzo stampa per riavviare un percorso di rigenerazione del centro-sinistra tolentinate. Appello che però – si badi – si prefigge sì l’unità di tutte le forze di centro-sinistra, ma di certo non a prescindere dai contenuti, e comunque solo passando attraverso un sincero e reale rinnovamento delle classi dirigenti (anche quelle dietro le quinte) e dei loro metodi, che non possono essere più gli stessi che, da vent’anni e più, alla politica cittadina hanno fatto solo danni.
Il nostro è un progetto politico di totale
alternativa all’attuale maggioranza e alle destre in genere, che, per essere
considerato solido e credibile, deve partire dal basso e necessita di una non
ipocrita condivisione con di tutti coloro vedono nel centro-sinistra il loro
orizzonte ideale. Basta con i finti nuovi che si vedono sgomitare, spesso
mandati avanti da chi agisce dalle retrovie, perché tutto cambi affinché nulla
cambi.
Abbiamo sempre sostenuto e supportato nei fatti e
con coerenza la presenza seria e qualificata del nostro consigliere di
riferimento Massimo D’Este. A lui rinnoviamo tutta la nostra fiducia e stima,
quale persona onesta, equilibrata e di buon senso, riconoscendogli di avere
fattivamente contribuito ad innalzare il livello dei dibattiti consiliari.
Altro che l’uomo dei mille silenzi dipinto da una destra evidentemente in stato
confusionale, come dimostrato dal comportamento a dir poco altalenante (nei
giorni pari diceva di voler firmare salvo sentirsi nei giorni dispari) tenuto
alla nostra richiesta di sottoscrivere la mozione di sfiducia al sindaco.
Paolo Dignani - coordinatore Civico22

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