“Con il ritorno di Trump alla Casa Bianca, tra mosse radicali e sfide geopolitiche, l’Europa fragile e divisa deve affrontare un nuovo unilateralismo. Intanto, populismo e nazionalismo avanzano, minacciando libertà e diritti, mentre difendere democrazia e partecipazione diventa una sfida sempre più urgente”: prende spunto dall’inizio dell’articolo apparso sul primo numero dell’anno nella rivista ‘Dialoghi’ l’incontro con il corrispondente da Bruxelles dell’Agenzia Sir, Gianni Borsa, invitato dall’Azione Cattolica Italiana diocesana con il patrocinio del comune di Macerata, mercoledì 21 maggio alle 19.00 nel cortile comunale di Macerata in piazza della Libertà (in caso di maltempo l’evento si svolgerà presso gli ‘Antichi Forni’), sul tema: ‘Europa: a che punto siamo? Cosa abbiamo da dire?’
Il confronto con il giornalista è stato stimolato da
una frase di Vittorio Bachelet, che invitava a costruire un ‘futuro migliore’
attraverso le Istituzioni: “Nonostante tutte le difficoltà c’è la possibilità
di un futuro migliore per la vita del nostro Paese e per la vita delle nostre
Istituzioni”.
L’incontro è aperto alla cittadinanza ed, in maniera
dialogante, è uno stimolo per comprendere lo ‘stato’ dell’Europa stretta nella
morsa tra gli Stati Uniti d’America di Donald Trump e la Russia di Vladimir
Putin, misurandosi con la propria debolezza di azione, come ha sottolineato il
relatore ospite:
“D’altro canto l’Unione Europea si trova in una fase di debolezza. A sua volta segnata dai venti nazionalisti, deve scontare crescenti divisioni tra gli Stati membri. L’economia continentale non è in ottima salute, le forniture energetiche sono a rischio, la spesa per sostenere la difesa ucraina dall’aggressione russa sta lievitando, così come costerà cara la ricostruzione del Paese centro-orientale messo a ferro e fuoco dalle milizie di Putin. Nel frattempo gli altri player mondiali (la Cina, l’India, il Brasile...) si fanno avanti, rosicchiando terreno sotto i piedi dell’Ue”.
Un ‘futuro migliore’ è il confronto a cui tutti sono chiamati a partecipare per proseguire nella strada intrapresa dai ‘padri’ fondatori (De Gasperi, Adenauer, Schumann), che hanno ‘sognato’ l’Europa per dare opportunità di studio e di lavoro ai giovani attraverso il libero scambio, non solo delle merci, ma anche della cultura, come Alcide De Gasperi disse il 4 novembre 1950 al convegno degli europeisti:
“E’ con profondo convincimento che io, come privato cittadino e come italiano, vengo qui tra voi per esternare in forma concreta l’aspirazione che io, noi tutti e tanti italiani sentiamo, sia pure in forme diverse, all’unione o alla federazione dell’Europa; il bisogno che noi sentiamo in modo così perentorio di giungere ad una forma unitaria di questa nostra Europa per consolidarne le conquiste sociali e le forme democratiche per le quali lavoriamo così duramente e per assicurarne così la pace”.
Per questo l’Azione Cattolica Italiana della diocesi di Macerata estende l’invito a tutte le persone per un serio confronto di approfondimento sull’importanza della Comunità Europea nella quotidianità, come ha sottolineato la vicepresidente Francesca Pagnanelli presentando l’iniziativa: “Tra scenari economici e politici sempre più complessi rischiamo di non comprendere più quanto l’Europa sia significativa per le nostre vite. Per questo vogliamo approfondire e lasciarci interrogare dai giovani che guideranno il dibattito. Quindi invito tutti a partecipare all’incontro per comprendere meglio l’incidenza della Comunità Europea nella nostra vita quotidiana”.
Azione
Cattolica Italiana
Diocesi
di Macerata

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