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San Severino, all’alba torna il tradizionale pellegrinaggio a Santa Sperandia: percorso e raccomandazioni

Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...

A Tolentino uno spettacolo su padre Matteo Ricci

 


Matteo Ricci, nato a Macerata nel 1552, ha concluso la sua vita a Pechino nel 1610, esperto nelle scienze, come nelle lettere, sinologo, cartografo e matematico, dopo essere stato ordinato sacerdote nella Compagnia di Gesù in India, nel 1582 parte per una missione verso Macao. Uomo onnisciente e profondo conoscitore del Rinascimento europeo, favorisce la relazione tra le due civiltà più importanti della storia del tempo: l’Europa cristiana, impregnata di Umanesimo e di Rinascimento, e la Cina, sotto la dinastia dei Ming. Porta avanti con tenacia questo incontro di culture, che si estende, in particolare, a temi di astronomia, costumi, governo, principi etici e verità rivelata.

Questa è l’essenza dello spettacolo ‘La forza del dialogo. Matteo Ricci ponte tra Europa e Cina’ (ingresso libero fino ad esaurimento dei posti), in programma al Politeama di Tolentino domenica 11 maggio alle ore 17.30 con la regia di Andrea Fazzini ed interpretato da Isabella Carloni ed Andrea Pierdicca con la collaborazione del maestro Vincenzo Ruggiero al liuto e del soprano Chiara Marangoni, che ha curato anche le danze eseguite dai ballerini dell’associazione ‘Aps Quam Pulchra Es’ tratto dall’omonimo libro di Luciana Salvucci, con saggi di Andrea Fazzini, Frediano Salvucci, Francesco Solitario, Antonio Spadaro, Antonio De Caro, con la postfazione di Dario Grandoni e la prefazione di Luigi Lacchè, che ha scritto: “Maestro d’Europa, ma anche, secondo un altro titolo onorifico, ‘Studioso confuciano del grande Occidente’, Ricci compì uno sforzo inedito per avvicinarsi all’antropologia culturale cinese mettendo da parte, per quanto possibile, ogni pregiudizio e sentimento di pretesa superiorità”.



Lo spettacolo ricostruisce l’esperienza storica di Matteo Ricci ed il primo significativo incontro tra il sapere occidentale e quello cinese, avvenuto negli anni che vanno dagli ultimi decenni del 1500 ai primi del 1600. L’obiettivo è quello di riproporre l’operato di Ricci e la sua tensione verso una conciliazione, attraverso argomentazioni razionali, tra una società basata su tradizioni millenarie con dottrine etiche non facilmente compatibili e la visione della vita derivante dal Vangelo e dalla teologia cristiana.



Presentando lo spettacolo l’autrice maceratese ha spiegato l’importanza del gesuita maceratese per il dialogo con la Cina: “Padre Matteo Ricci è consapevole che il dialogo con la Cina sia importante per la convivenza pacifica tra i popoli e per la diffusione del cristianesimo nel mondo; per questo non crea dei cortocircuiti né sminuisce la grande cultura di quel popolo, imponendo una visione occidentale. Capisce che in Cina deve confrontarsi con una civiltà grande al pari di quella europea. E’ consapevole della sfida e l’accetta, utilizzando, oltre la Bibbia, la mediazione del pensiero confuciano, del pensiero umanistico ed in particolare del pensiero scientifico”.

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