Al multiplex Giometti di Tolentino ultima
tranche della rassegna cinematografica ‘La Decima Musa’ a cura del prof.
Alberto Cingolani, con la partecipazione di Unitre e Cine Club che ha aperto venerdì
2 maggio ore 21.00 con il film ‘Il seme del fico secco’ del regista iraniano Mohammad
Rasoulof e continua venerdì 9 maggio ore 21.00 con il film ‘Il caso Belle Steiner’
diretto dal regista francese Benoît Jacquot: Pierre e Cléa sono una coppia che
non ha figli. Ospitano in casa loro Belle, la figlia di un'amica di lei che
frequenta il liceo dove lui insegna matematica. Un mattino la ragazza viene
trovata strangolata. L'omicidio è avvenuto mentre in casa c'era solo Pierre e i
sospetti iniziano ad addensarsi su di lui che però riesce ad autodifendersi
riuscendo anche a mantenere un buon autocontrollo.
Jacquot vi ha trovato materia per
spostare l’azione in una città di provincia dove tutti si conoscono, ha
conservato al protagonista il ruolo di insegnante (al Liceo Georges Simenon) ma
soprattutto ha innervato l’operazione di trasferimento nella contemporaneità
facendo ampio riferimento ai media e ai social.
Il ciclo prosegue venerdì 16 maggio alle
ore 21.00 con la proiezione del film ‘La tazza ladra’ del regista francese Robert
Guédiguian: Maria ama le ostriche, la musica classica e il suo nipotino, che
dimostra un talento precoce per il pianoforte. Decisa a farne un pianista ad
ogni costo, ha noleggiato un piano verticale e assoldato il maestro migliore di
Marsiglia per dargli lezioni private. Ma Maria non ha i mezzi per sostenere
queste spese e come la "gazza" di Rossini ruba la vita che luccica e
fa la cresta sulla spesa dei suoi clienti, persone anziane di cui si occupa
amorevolmente. La devozione la spinge però un pò troppo lontana, firmando
assegni che non potrà restituire. Un accidente scopre il suo gioco ma sotto il
sole di L’Estaque qualcuno la ama e la solleva dai guai. All’estremo nord di
Marsiglia, in riva al mare, sorge come un sole il villaggio di L'Estaque, oggi
16° arrondissement della città.
Mentre venerdì 23 maggio alle ore 21.00
si proietta il film ‘Generazione romantica’ del regista cinese Jia Zhangke, che
racconta la vita di una comunità cinese: una comunità locale di lavoratori
frequenta un locale per divertirsi, cantare e ballare techno. Intanto il
progetto della diga delle Tre Gole incombe e Guo Bin, speculatore edile, vuole
approfittarne per fare affari. Si separa quindi dalla sua ragazza, la modella
Qiaoqiao, promettendole di fare ritorno presto. Ma non sarà così e Qiaoqiao
riuscirà a incontrarlo solo dopo una lunga ricerca, per poi lasciarlo
definitivamente. Venti anni dopo, nel 2022, la Cina vive ancora i postumi della
pandemia da Covid-19: i due si incontrano nuovamente a Datong.
Venerdì 30 maggio alle ore 21.00 si
proietta ‘Sotto le foglie’ del regista francese François Ozon: Michelle ha tre
passioni: suo nipote Lucas, la sua migliore amica Marie-Claude e i funghi che
raccoglie nei boschi di un piccolo villaggio della Borgogna. La sua unica
afflizione è Valérie, figlia ingrata che le rinfaccia il passato - Michelle è
un'ex prostituta - e troppo amore per suo figlio. Un incidente a tavola e una
quiche di funghi tossici dopo, un equilibrio già fragile si rompe. Valérie
accusa Michelle di averla deliberatamente avvelenata e le impedisce d'ora in
avanti di rivedere Lucas. A rimettere le cose a posto ci pensa Vincent, figlio
di Marie-Claude appena uscito di prigione. Le sue intenzioni sono buone ma
scatenano una tragica spirale.
La rassegna si chiude venerdì 6 giugno
alle ore 21.00 con il film ‘Nonostante’ di Valerio Mastandrea: Un uomo vaga
dentro e fuori un ospedale, divertendosi ad interagire con i suoi occupanti -
medici, infermieri, pazienti - senza esserne visto. Quell'uomo è in coma, e
mentre il suo corpo giace in un letto ospedaliero la sua essenza va in giro e
parla con altri pazienti al momento separati dai loro corpi mortali. Ma quando
la vittima di un incidente automobilistico entra in stato comatoso e viene
ricoverata in quella che era stata la sua stanza tutto cambia per quell'uomo
che prendeva la propria solitudine come un gioco. E che ora dovrà cominciare a
porsi qualche domanda in più su quanto, e come, ognuno di noi desidera stare al
mondo.

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