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San Severino, all’alba torna il tradizionale pellegrinaggio a Santa Sperandia: percorso e raccomandazioni

Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...

Festa della Repubblica: celebrazione o palco di propaganda?

 


La città è stata devastata da lutti profondi ed è difficile tornare a parlare di politica. Questo lo vogliamo premettere, ma con i giusti toni e il giusto approccio non possiamo esimerci dal sottolineare alcune questioni che meritano riflessione.

Abbiamo partecipato con convinzione alla Manifestazione del 2 Giugno, certi dell’importanza di rendere omaggio alla nostra Repubblica, alla Costituzione e ai valori democratici che fondano la nostra convivenza civile. Tuttavia, riteniamo doveroso segnalare pubblicamente un episodio che, per le sue modalità e il contesto in cui si è verificato, appare in netto contrasto con lo spirito della giornata e con il rispetto dovuto alle istituzioni.

Durante la celebrazione religiosa al Parco Isola d’Istria e successivamente davanti al Monumento alla Resistenza, dove è stata consegnata la Costituzione ai diciottenni, è stata rilevata la presenza di una rappresentanza della CGIL con indosso magliette recanti indicazioni esplicite di voto in vista del referendum dell’8 giugno. Una simile esposizione, in un momento di raccoglimento civico e religioso e in un contesto ufficiale con la partecipazione delle istituzioni, configura un’evidente forma di propaganda politica, in contrasto con le più elementari regole della par condicio e con la neutralità richiesta in occasioni di questo tipo.

Ciò che riteniamo ancor più preoccupante è l’assenza di una presa di posizione da parte dell’Amministrazione Comunale, che ha preferito non intervenire né pubblicamente né nel merito, pur avendo la responsabilità del coordinamento istituzionale dell’evento. Eppure, solo nel 2022, gli stessi soggetti politici oggi al governo della città denunciarono al Prefetto presunte violazioni di imparzialità istituzionale per interventi ben più neutrali, compiuti da chi stava semplicemente svolgendo il proprio ruolo istituzionale. Silenzio anche da parte dei sostenitori di Sclavi di allora che sui social parlavano di “uso politico di una ricorrenza”. Ed a dirlo era anche una rappresentante della scuola, oltre che della sinistra locale, che invitava gli amministratori a “non strumentalizzare i nostri giovani e relative famiglie”.

L’atteggiamento odierno, a fronte della solerzia del passato, solleva una questione seria di coerenza istituzionale. Le istituzioni perdono credibilità quando sembrano rispondere a logiche di convenienza piuttosto che a principi condivisi. Il Sindaco, allora candidato, il Presidente del Consiglio e la Vicesindaca, insieme a una certa sinistra, dimostrano oggi ancora una volta di utilizzare due pesi e due misure. Una doppia morale, applicata a seconda della convenienza e del momento storico, che offende il buon senso dei cittadini e mina la credibilità delle istituzioni. La doppia morale di chi oggi governa è evidente: fino a quando non aveva cariche di alcun tipo, pur di fare rumore e guadagnare spazio sui giornali come altrove, parlava di presunte violazioni di par condicio ed irregolarità, tra l’altro mai riscontrate, mentre oggi accetta tutto e con il proprio silenzio avalla determinati atteggiamenti.

Ci siamo volutamente astenuti dal commentare quanto accaduto prima della consultazione referendaria, proprio per rispetto degli elettori e del corretto svolgimento del voto. Non abbiamo voluto influenzare in alcun modo il giudizio dei cittadini: è una questione di stile, di rispetto delle regole e del ruolo che rivestiamo. Che noi siamo diversi lo dimostriamo con i fatti e scrivendo queste righe addirittura dopo la consultazione referendaria. Questo non perché non abbiamo notato quanto accaduto, ma perché, a differenza di chi indossa la maglietta con l’indicazione di voto posizionandosi addirittura su quello che era l’altare della messa o il palco della manifestazione, intendiamo rispettare le sensibilità di tutti, senza tuttavia tacere sulla scorrettezza di chi ha fatto certe azioni e di chi, rappresentando tutta la comunità, non ha fatto niente per evitarle o comunque per limitarle nel rispetto di tutti.

A posteriori possiamo dire che i risultati parlano da soli, ma non è questo il punto: ciò che conta è come le istituzioni si comportano e mantengono la propria credibilità. Noi continuiamo a partecipare alle manifestazioni civiche con rispetto e spirito di servizio. Non possiamo però tacere di fronte a chi si sente autorizzato a fare propaganda politica “in totale sfregio delle leggi dello Stato”, per usare le stesse parole dei comunicati di tre anni fa. Che questo sia lo stile della sinistra, non ci stupisce. 

Ma ciò che dovrebbe far riflettere è il fatto che simili atteggiamenti vengano oggi non solo tollerati, ma evidentemente anche condivisi, da chi amministra questa città. Per questo stiamo valutando di chiedere chiarimenti in Consiglio Comunale: i cittadini meritano rispetto, coerenza e trasparenza, non propaganda mascherata da partecipazione civica.

Gruppi consiliari di Fratelli d'Italia (Francesco Pio Colosi, Silvia Luconi e Silvia Tatò) e Tolentino nel Cuore (Monia Prioretti)

 

 

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