La
città è stata devastata da lutti profondi ed è difficile tornare a parlare di
politica. Questo lo vogliamo premettere, ma con i giusti toni e il giusto
approccio non possiamo esimerci dal sottolineare alcune questioni che meritano
riflessione.
Abbiamo
partecipato con convinzione alla Manifestazione del 2 Giugno, certi
dell’importanza di rendere omaggio alla nostra Repubblica, alla Costituzione e
ai valori democratici che fondano la nostra convivenza civile. Tuttavia,
riteniamo doveroso segnalare pubblicamente un episodio che, per le sue modalità
e il contesto in cui si è verificato, appare in netto contrasto con lo spirito
della giornata e con il rispetto dovuto alle istituzioni.
Durante
la celebrazione religiosa al Parco Isola d’Istria e successivamente davanti al
Monumento alla Resistenza, dove è stata consegnata la Costituzione ai
diciottenni, è stata rilevata la presenza di una rappresentanza della CGIL con
indosso magliette recanti indicazioni esplicite di voto in vista del referendum
dell’8 giugno. Una simile esposizione, in un momento di raccoglimento civico e
religioso e in un contesto ufficiale con la partecipazione delle istituzioni,
configura un’evidente forma di propaganda politica, in contrasto con le più
elementari regole della par condicio e con la neutralità richiesta in occasioni
di questo tipo.
Ciò
che riteniamo ancor più preoccupante è l’assenza di una presa di posizione da
parte dell’Amministrazione Comunale, che ha preferito non intervenire né
pubblicamente né nel merito, pur avendo la responsabilità del coordinamento
istituzionale dell’evento. Eppure, solo nel 2022, gli stessi soggetti politici
oggi al governo della città denunciarono al Prefetto presunte violazioni di imparzialità
istituzionale per interventi ben più neutrali, compiuti da chi stava
semplicemente svolgendo il proprio ruolo istituzionale. Silenzio anche da parte
dei sostenitori di Sclavi di allora che sui social parlavano di “uso politico
di una ricorrenza”. Ed a dirlo era anche una rappresentante della scuola, oltre
che della sinistra locale, che invitava gli amministratori a “non
strumentalizzare i nostri giovani e relative famiglie”.
L’atteggiamento
odierno, a fronte della solerzia del passato, solleva una questione seria di
coerenza istituzionale. Le istituzioni perdono credibilità quando sembrano
rispondere a logiche di convenienza piuttosto che a principi condivisi. Il
Sindaco, allora candidato, il Presidente del Consiglio e la Vicesindaca,
insieme a una certa sinistra, dimostrano oggi ancora una volta di utilizzare
due pesi e due misure. Una doppia morale, applicata a seconda della convenienza
e del momento storico, che offende il buon senso dei cittadini e mina la
credibilità delle istituzioni. La doppia morale di chi oggi governa è evidente:
fino a quando non aveva cariche di alcun tipo, pur di fare rumore e guadagnare
spazio sui giornali come altrove, parlava di presunte violazioni di par
condicio ed irregolarità, tra l’altro mai riscontrate, mentre oggi accetta
tutto e con il proprio silenzio avalla determinati atteggiamenti.
Ci
siamo volutamente astenuti dal commentare quanto accaduto prima della
consultazione referendaria, proprio per rispetto degli elettori e del corretto
svolgimento del voto. Non abbiamo voluto influenzare in alcun modo il giudizio
dei cittadini: è una questione di stile, di rispetto delle regole e del ruolo
che rivestiamo. Che noi siamo diversi lo dimostriamo con i fatti e scrivendo
queste righe addirittura dopo la consultazione referendaria. Questo non perché
non abbiamo notato quanto accaduto, ma perché, a differenza di chi indossa la
maglietta con l’indicazione di voto posizionandosi addirittura su quello che
era l’altare della messa o il palco della manifestazione, intendiamo rispettare
le sensibilità di tutti, senza tuttavia tacere sulla scorrettezza di chi ha
fatto certe azioni e di chi, rappresentando tutta la comunità, non ha fatto
niente per evitarle o comunque per limitarle nel rispetto di tutti.
A posteriori possiamo dire che i risultati parlano da soli, ma non è questo il punto: ciò che conta è come le istituzioni si comportano e mantengono la propria credibilità. Noi continuiamo a partecipare alle manifestazioni civiche con rispetto e spirito di servizio. Non possiamo però tacere di fronte a chi si sente autorizzato a fare propaganda politica “in totale sfregio delle leggi dello Stato”, per usare le stesse parole dei comunicati di tre anni fa. Che questo sia lo stile della sinistra, non ci stupisce.
Ma ciò che dovrebbe far riflettere è il fatto che simili atteggiamenti vengano oggi non solo tollerati, ma evidentemente anche condivisi, da chi amministra questa città. Per questo stiamo valutando di chiedere chiarimenti in Consiglio Comunale: i cittadini meritano rispetto, coerenza e trasparenza, non propaganda mascherata da partecipazione civica.
Gruppi
consiliari di Fratelli d'Italia (Francesco Pio Colosi, Silvia Luconi e Silvia
Tatò) e Tolentino nel Cuore (Monia Prioretti)

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