‘La città non è più sicura, è tempo di riflettere’, con una lettera aperta al sindaco di Tolentino Giovanni Gabrielli, ex assessore alla sicurezza nelle giunte guidate da Giuseppe Pezzanesi, in quota Lega. ha affidato alle parole una riflessione dura ma sentita sullo stato attuale della città:
“Caro Sindaco, caro amico, ti scrivo queste parole con sincerità e con il cuore in mano, nella speranza che vengano ascoltate non solo da te, ma anche da chi oggi ha a cuore il futuro della nostra città. Sono passati ormai tre anni dal tuo insediamento. In tutto questo tempo ho scelto di rimanere in silenzio, lasciando che fosse l'opposizione in Consiglio Comunale a esprimere le proprie valutazioni e critiche. Ma dopo quanto accaduto la scorsa notte, non posso più tacere. E forse, ammetto, avrei dovuto parlare prima.
Non ho figli, come ben sai, ma ho due nipoti. E come loro, tanti giovani oggi vivono una città che non è più sicura. Un’estate torrida e affollata, notti sempre più difficili, episodi sempre più gravi. Oggi, come cittadino, mi sento in dovere di alzare la voce.
Una delle prime azioni compiute dalla tua amministrazione è stata quella di smantellare l’assessorato alla sicurezza, che nelle precedenti giunte Pezzanesi aveva portato a risultati concreti: un sistema di videosorveglianza con oltre 200 telecamere attive e un progetto per l’installazione di altre 150, poi annullato. Oggi ci chiediamo: quante telecamere funzionano davvero? Con quale regolarità viene garantita la manutenzione e l’assistenza al sistema?
Avevamo attivato il progetto del Controllo del Vicinato, oggi di fatto inesistente. D’estate si facevano i cosiddetti controlli di 'sicurezza integrata', insieme agli altri corpi di polizia; mai più visti. Avevamo creato un’unità cinofila per la Polizia Locale, la seconda nelle Marche dopo Ascoli. Avevamo promosso nelle scuole campagne di sensibilizzazione grazie alla professionalità del Comandante Rocchetti (senza nulla togliere all’attuale) e degli agenti, formati e motivati. Avevamo stretto convenzioni con altri comuni, anche fuori provincia, per condividere strumenti e buone pratiche. Tutto questo è stato abbandonato.
Mi è rimasto impresso quando definisti pubblicamente l’assessorato alla sicurezza come “inutile”. Da te, caro sindaco e caro amico, non me lo aspettavo. E oggi, purtroppo, i fatti parlano chiaro: la città vi sta sfuggendo di mano.
Ci chiediamo: quanti controlli vengono fatti nei
cantieri? Sulla sicurezza, sulla legalità, sulla regolarità della manodopera?
Quanti interventi concreti per prevenire il degrado urbano? In città si parla
anche, con crescente preoccupazione, di pressioni sulla libertà di espressione.
Di atteggiamenti poco rispettosi verso chi critica o si espone pubblicamente.
Voglio credere che siano solo voci, ma il dubbio resta. Caro Sindaco, caro
amico. Conosciamo la tua dedizione, la tua umanità, il tuo passato da
infermiere sempre vicino ai bisogni delle persone.
Ma oggi ti chiedo: ne è valsa la pena abbandonare quel ruolo, tanto utile e tanto rispettato, per un progetto che oggi sembra più grande di te? Solo per una rivalsa che i cittadini ormai definiscono 'familiare'? Chi ti conosce sa che alzare bandiera bianca non è debolezza, ma coraggio. A volte ritirarsi è un atto di amore verso la propria comunità. È protezione verso i cittadini, è rispetto verso gli amici che, nonostante tutto, ancora ti stimano. Con affetto sincero, e con il dolore di chi ama profondamente questa città, ti chiedo di riflettere.
Con rispetto, Giovanni Gabrielli".

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