Tolentino
continua a essere teatro di episodi di violenza sempre più frequenti e
preoccupanti. L’ultima rissa avvenuta in pieno centro è solo l’ennesima
dimostrazione di una situazione che non è più sotto controllo. Forza Italia e
Lega esprimono profonda preoccupazione per un contesto che appare ormai
completamente degenerato, mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini e
minando il senso stesso di convivenza civile.
Chi continua a
minimizzare quanto sta accadendo lo fa per puro calcolo politico o per
disconnessione dalla realtà quotidiana. Non si tratta di allarmismo, ma di una
cruda analisi dei fatti. E negare i fatti, oggi, è irresponsabile. Siamo
francamente stanchi di chi fa inutile ironia verso chi, come noi, chiede di
affrontare un problema che è sotto gli occhi di tutti. C’è anche chi, peggio
ancora, pretenderebbe il silenzio, quasi fosse scomodo dire le cose come
stanno. Ma di fronte a ciò che sta accadendo, non si può tacere. Il silenzio,
oggi, è complicità.
Il problema
non è solo di ordine pubblico: Tolentino sta affrontando una vera emergenza
sociale, che coinvolge in particolare i giovani e le fasce più fragili della
popolazione. Una città che non sa offrire opportunità, spazi di aggregazione,
percorsi educativi e punti di riferimento rischia di lasciare intere
generazioni allo sbando. A questo si aggiunge il tema, sempre più rilevante,
della presenza massiccia di lavoratori stranieri, giunti in città per
contribuire alla ricostruzione post-sisma. Si tratta di una risorsa preziosa
per l’economia del territorio, ma che non può essere abbandonata
all’autogestione o al degrado sociale.
Tanti di
questi lavoratori vivono in condizioni difficili, senza integrazione, senza controlli,
e senza alcun coordinamento tra enti locali e aziende. Questo non fa altro che
alimentare marginalità, disagio e conflittualità. Alla luce di questa
complessità, ci domandiamo: se l’amministrazione comunale ha scelto di non
istituire un assessorato alla sicurezza, che ruolo effettivo sta svolgendo il
consigliere delegato al tema? Quali azioni concrete sono state messe in campo?
Quali risposte si stanno dando ai cittadini oltre qualche generico richiamo
agli incontri in Prefettura? Non è più il tempo delle giustificazioni né del
vittimismo istituzionale.
I cittadini
vogliono risposte, non alibi. Serve una presa di responsabilità vera, seria e
condivisa. Come Lega e Forza Italia, esprimiamo la massima disponibilità a fare
da tramite con il Governo nazionale per chiedere un potenziamento del presidio
del territorio da parte delle Forze dell’Ordine – qualora l’amministrazione
comunale voglia coinvolgerci in tal senso. Non possiamo permetterci di ripetere
gli errori già commessi altrove.
A Macerata,
nel 2017, ci furono chiare avvisaglie di disagio sociale che vennero
sottovalutate per una precisa scelta politica. I risultati sono ben noti a
tutti. Non vogliamo che Tolentino segua la stessa traiettoria. Abbiamo il
dovere – politico e morale – di intervenire prima che la situazione diventi
irreversibile.
Proponiamo da
subito il potenziamento e la manutenzione della videosorveglianza nei punti
sensibili della città; l’apertura di un tavolo permanente sul disagio sociale,
coinvolgendo scuole, famiglie, parrocchie, associazioni e forze dell’ordine; un
monitoraggio puntuale delle strutture abitative e dei luoghi di accoglienza dei
lavoratori impiegati nella ricostruzione, per garantire condizioni di legalità
e decoro; una campagna di educazione civica e legalità diffusa, anche in
collaborazione con le comunità straniere residenti. La città ha bisogno di
verità, coraggio e concretezza. Il tempo delle parole è finito. Ora servono i
fatti. E servono subito.
da Giovanni Gabrielli
(Lega) e Roberto Scorcella (Forza Italia)

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