Abbiamo visto
con stupore – e francamente con grande preoccupazione – il video pubblicato dal
presidente del Consiglio comunale Alessandro Massi, in cui replica stizzito
alle recenti critiche sui fatti di cronaca che stanno coinvolgendo la nostra
città. Quello che abbiamo ascoltato non è il messaggio di un’istituzione che
vuole dare risposte, ma il tentativo maldestro di mettere a tacere ogni voce
non allineata. È il segno di una resa istituzionale.
Massi parla a
nome di una carica che dovrebbe garantire l’equilibrio, il rispetto e la
rappresentanza di tutti i cittadini, indipendentemente dalle appartenenze
politiche. Ma lo fa usando il simbolo del suo partito – Tolentino Popolare – e
pubblicando il video sulla pagina ufficiale del movimento. Un evidente cortocircuito
tra ruolo istituzionale e propaganda.
A questo si
aggiunge un altro dettaglio non trascurabile: i commenti sotto il video erano
inizialmente disattivati. Un presidente che parla alla città, ma non la
ascolta. Poi, dopo l’inevitabile ironia emersa sul web, quasi per miracolo, i commenti sono stati riaperti. E l’unico
commento visibile? Quello di un consigliere comunale di maggioranza. Una
discussione pubblica degna di una chat privata, verrebbe da dire.
Nel suo
intervento, Massi accusa chi fa domande e chi propone soluzioni di
“sciacallaggio”. Ma se davvero avessimo voluto fare sciacallaggio, le occasioni
purtroppo non sarebbero mancate: furti, aggressioni, spaccio, insicurezza
diffusa. Invece abbiamo preferito la via della responsabilità, della proposta,
della serietà. È inaccettabile che ogni critica venga bollata come attacco
personale, ogni voce fuori dal coro trattata come un nemico da zittire. Questa
non è democrazia, è insofferenza verso il dissenso.
Nel video si
arriva addirittura a sostenere che le telecamere “non servono come deterrente”,
ma solo per ricostruire i fatti a posteriori. Un’affermazione che lascia
sconcertati. Come se prevenire non fosse compito prioritario di
un’amministrazione. E ancora, si cerca di spostare le responsabilità sugli
organismi sovracomunali. Ma se – come ammette lo stesso Massi – “tutti sapevamo
che certi episodi sarebbero accaduti”, la domanda è semplice: cosa ha fatto
concretamente questa amministrazione per prevenirli?
Quanti sono
oggi i cantieri attivi in città? Chi li gestisce? Quali ditte stanno lavorando,
e con quali modalità? Ci sono subappalti? Che tipo di manodopera è impiegata?
Da dove provengono gli operai, quali esperienze hanno? Abbiamo una mappatura
reale e aggiornata della situazione o si naviga a vista? In caso di problemi,
sappiamo chi contattare, chi ritenere responsabile?
Non si tratta
di fare allarmismo. Si tratta di porre questioni concrete, che stanno a cuore
alla gente. E c’è un altro punto che nel video non viene neppure sfiorato: il
cimitero comunale. Negli ultimi tempi sono arrivate numerose segnalazioni da
parte dei cittadini su intrusioni notturne, su presenze sospette. Massi ha
intenzione di fare qualcosa? Intende rassicurare la città anche su questo,
oppure si preferisce non affrontare l’argomento?
Parla poi di
“populismo” e invita a “non farsi abbindolare”. Ma da chi, esattamente? Da chi
racconta i fatti per come sono? Da chi si limita a riportare quello che accade
in città? Da chi fa domande legittime e chiede che si lavori per la sicurezza
di tutti?
In concreto,
questa amministrazione cosa ha fatto per chiedere rinforzi sul territorio? Ci
sono atti ufficiali che lo dimostrino? Sono stati fatti passi formali per
ottenere supporto, oppure siamo ancora fermi alle dichiarazioni e ai video su
Facebook?
E a proposito
di chi dovrebbe assumersi la responsabilità di parlare alla città: non era
forse compito del sindaco prendere posizione su questi temi? Forse non è in
grado di gestire la situazione? Ma il vicesindaco? Che fine ha fatto? Perché
non prende mai parola, nemmeno nei momenti più delicati? È normale che, in una
fase così delicata, a parlare sia soltanto il presidente del Consiglio
comunale?
Se l’intento
di Massi è quello di martirizzarsi, di raccontare che “ce l’hanno tutti con
me”, allora possiamo dirgli chiaramente che la strada è quella giusta. Ma a noi
non interessano né martiri né vittime: ci interessano risposte, responsabilità
e azioni concrete.
Non possiamo
che rigettare con forza l’ipocrisia del “dobbiamo uscirne tutti insieme”,
quando l’amministrazione stessa ha dimostrato, nel tempo, di non voler
ascoltare nessuno che non le dia ragione. Il video di Massi non è un messaggio
di unità: è un messaggio di chiusura, di ostilità, di resa.
Noi non ci arrendiamo. Chi ha finito le idee e la voglia di governare, si faccia da parte. Noi vogliamo che i cittadini di Tolentino possano vivere in sicurezza, uscire di casa con serenità, camminare per le strade senza paura. La sicurezza non è un favore: è un diritto. E noi siamo pronti a difenderlo.
Fratelli
d’Italia, Tolentino nel Cuore, E’ viva Tolentino, Forza Italia, Udc e Lega

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