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San Severino, all’alba torna il tradizionale pellegrinaggio a Santa Sperandia: percorso e raccomandazioni

Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...

Volano i numeri dell’Appennino Foto Festival: oltre 1.500 presenze in due settimane

 


Oltre 1.500 presenze in due settimane con più di trenta eventi e otto mostre (visitabili fino al 27 luglio). Fotografi e appassionati arrivati da tutte le Marche, dalle altre regioni d’Italia e anche dall’estero. La conclusione della sesta edizione dell’Appennino Foto Festival è caratterizzata da un bilancio che guarda al futuro con l’obiettivo di proseguire la rassegna di fotografia naturalistica nei cinque Comuni di Belforte del Chienti, Caldarola, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo e Serrapetrona, continuando a parlare di fragilità - tema dell’edizione 2025 -, di territorio, di paesi e di comunità fino a fine anno.

Un risultato - quello ottenuto in termini di numeri - che testimonia come la crescita della manifestazione sia costante e che questo anno, spogliandosi del sottotitolo Luce della rinascita” che l’aveva accompagnata dal 2019, ha rappresentato davvero il punto di svolta per un festival destinato a diventare punto di riferimento oltre i confini regionali e non solo. Il bilancio è ancora più significativo se si considera che tutta la promozione sui social è avvenuta in maniera organica, con un interesse che è cresciuto costantemente.

Anche nella seconda settimana del festival, piazze gremite hanno assistito alle conferenze con il climatologo Luca Mercalli, il commissario alla ricostruzione Guido Castelli, lo scienziato Marco Granata e agli incontri con associazioni ed esperti del territorio. Fotografi arrivati da tutta Italia hanno partecipato alle premiazioni dei due concorsi : quello di fotografia naturalistica Ibc Photo Awards, e quello di videotrappolaggio intitolato a Lorenzo Lambertucci. 

Ma è già tempo di guardare avanti, perché l’Appennino Foto Festival non si chiude qui, ma sarà diffuso nel tempo, con eventi e attività che proseguiranno fino a dicembre, a partire da una mostra a firma dell’associazione Photonica 3, passando per presentazioni di libri, contenuti digitali e nuove riflessioni condivise online.

La fragilità, tema centrale della rassegna, continuerà a essere esplorata come chiave di lettura del paesaggio, dell’umano e della rinascita: una visione - quella degli organizzatori di PH3 - che cammina su due binari distinti ma che vanno verso un’unica direzione: uno guarda al valore che il festival rappresenta per il territorio in termini turistici e di rilancio, l’altro punta a far sì che gli stessi abitanti dei Comuni che ospitano la rassegna ne apprezzino sempre di più le potenzialità, la sentano propria, e vi contribuiscano alla crescita e alla buona riuscita. 

Il successo del festival, infatti, non è stato solo quantitativo, ma anche qualitativo: tra le oltre 1.500 presenze si sono contati visitatori da tutta Italia e anche dall’estero, alcuni dei quali hanno già annunciato il desiderio di tornare in questi luoghi per un viaggio, una vacanza, un legame che va oltre la fotografia e la natura. È questa una delle sfide più profonde di Aff: non solo raccontare il territorio, ma contribuire a trasformarlo, attivando consapevolezza, orgoglio e visioni nuove:

“Per farlo - commentano Marco Gratani e Stefano Ciocchetti, rispettivamente presidente di PH3 e direttore artistico del festival - vorremo partire dalle nuove generazioni. Tra le sfide che ci aspettano nei prossimi mesi c’è quella di coinvolgere le scuole dei Comuni che ospitano la rassegna. Siamo convinti che bambini e ragazzi, con la loro freschezza e curiosità, possano aiutarci ad accendere negli adulti un rinnovato amore per la bellezza, la natura e i nostri paesi”.

L’obiettivo, poi, di rafforzare la cultura visiva e fotografica trova un punto di riferimento nella futura scuola di fotografia che avrà sede a Belforte del Chienti e che coinvolgerà anche gli altri quattro Comuni, sostenuta da un importante finanziamento del Pnrr. L’Appennino Foto Festival si conferma così un vero e proprio processo culturale che vuole crescere nel tempo, far crescere chi lo vive e generare valore per il territorio e per le persone.

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