XII Ecoforum nazionale di Legambiente, Nuova Ecologia e Kyoto Club. Anche Cosmari tra gli esempi virtuosi per un Clean Industrial Deal italiano
In questi giorni si è tenuto a Roma l’Ecoforum nazionale promosso da Legambiente. Appuntamento tradizionale, ogni anno, mette a confronto esperti ed esperienze virtuose di aziende private e pubbliche che lavorano ispirandosi ai principi dell’economia circolare e della transizione ecologica. L’Ecoforum è stata anche l’occasione per fare tre proposte al Governo Meloni per un Clean Industrial Deal made in Italy davvero competitivo e che metta al centro l’economia circolare.
In
sintesi, 1) occorre velocizzare gli iter di autorizzazione e realizzazione degli
interventi previsti dal PNRR - Missione 2, Componente 1, Misura 1, dalle
strutture a servizio del miglioramento della raccolta differenziata agli
impianti di riciclo, 2) semplificare l’iter tortuoso di approvazione dei
decreti End Of Waste (EOW), fondamentali per garantire il recupero di materie
prime seconde in un nuovo ciclo produttivo, inserendo sistemi di consultazione
maggiormente accessibili. 3) potenziare i controlli ambientali completando
l’approvazione dei decreti attuativi della legge 132 del 2016 che ha istituito
il Sistema nazionale di protezione ambientale, per prevenire l’illegalità nel
ciclo dei rifiuti e fermare la concorrenza sleale delle aziende furbe nei
confronti di quelle rispettose della legge.
“L’economia circolare italiana – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente - continua a rappresentare un’eccellenza a livello europeo, ed è strategica per lo sviluppo di filiere industriali innovative e competitive. Produzioni circolari, energia da fonti rinnovabili, transizione ecologica sono un motore anche per la nuova occupazione verde e per abbassare la bolletta sempre più pesante per i bilanci di famiglie e imprese.
Riciclo dei materiali tessili: è importante migliorare la tracciabilità dei tessuti e garantire la trasparenza lungo tutta la filiera produttiva; è necessario investire nella formazione per sviluppare competenze specifiche in sostenibilità e innovazione tecnologica; incrementare e diffondere in maniera capillare le pratiche di prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riuso per dare uno sbocco reale all’obbligo di raccolta del tessile da parte dei comuni che ad oggi stenta a decollare. Anche in questo settore, oltre l’implementazione della rete impiantistica occorre quanto prima prevedere un sistema EPR”.
Il Direttore generale di Cosmari srl Ing. Brigitte Pellei è stata chiamata ad intervenire ad una tavola rotonda avente per argomento “La gestione dei rifiuti: prevenzione, quantità, qualità, avvio a riciclo e le filiere strategiche” con un focus dedicato alla raccolta differenziata, recupero e riciclo dei rifiuti tessili. Nel corso dell’incontro è scaturito che è importante migliorare la tracciabilità dei tessuti e garantire la trasparenza lungo tutta la filiera produttiva; è necessario investire nella formazione per sviluppare competenze specifiche in sostenibilità e innovazione tecnologica; incrementare e diffondere in maniera capillare le pratiche di prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riuso per dare uno sbocco reale all’obbligo di raccolta del tessile da parte dei comuni che ad oggi stenta a decollare.
Anche in questo settore, oltre l’implementazione della rete impiantistica occorre quanto prima prevedere un sistema EPR. Linee guida che sono assolutamente condivise anche da Cosmari che auspica un miglioramento – come sottolineato dal Direttore Pellei - della tracciabilità dei tessuti e garantire la trasparenza lungo tutta la filiera produttiva; è necessario investire nella formazione per sviluppare competenze specifiche in sostenibilità e innovazione tecnologica; incrementare e diffondere in maniera capillare le pratiche di prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riuso per dare uno sbocco reale all’obbligo di raccolta del tessile da parte dei comuni che ad oggi stenta a decollare.
Anche in questo settore, oltre l’implementazione della rete impiantistica occorre quanto prima prevedere un sistema EPR che determina l'intera filiera e affronta tutti i concetti del processo. A livello locale – ha ricordato - si sta lavorando per trovare una soluzione che non può prescindere da un tavolo tecnico comune che parta da monte (produzione, fast fashion, materie prime) a valle (recupero, riutilizzo, smaltimento). Come gestore Cosmari si trova nel mezzo e può organizzare soluzioni per le raccolte dedicate, differenziate e deposito temporaneo ma poi deve sostenere tali costi con un recupero o riutilizzo anche per valutare eventuali investimenti in impianti di selezione.

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