In mattinata è
stato annunciato che nel 2026 sarà applicata la Zes ossia la zona economica
speciale ai nostri territori. Una misura molto attesa dagli industriali e
artigiani, che sarà di aiuto alle attività produttive. Il Sindaco di Tolentino
Mauro Sclavi esprime tutta la sua soddisfazione in quanto in mattinata è stato
annunciato che nel 2026 sarà applicata la ZES ossia la zona economica speciale
ai nostri territori. Una misura molto attesa dagli industriali e artigiani, che
sarà di aiuto alle attività produttive. Un annuncio della Presidente Meloni che
ha anticipato l’approvazione del provvedimento da parte del Consiglio dei
Ministri e che era atteso nelle Marche e in particolare nei territori
terremotati:
“Nella mia
esperienza amministrativa ho conosciuto e collaborato con due commissari alla ricostruzione:
il Senatore Legnini ed il Senatore Castelli. Differenti per appartenenza
politica e per personalità ma entrambi presenti, imparziali, istituzionali. Il
loro operato è legato alla ricostruzione che è un processo in cui la fase
normativa apre la strada a quella ricostruttiva che a sua volta apre le porte
alla fase abitativa. Negli ultimi tempi la ricostruzione ha cambiato passo ed è
entrata nella terza fase: oltre alla ricostruzione materiale si deve aggiungere
la rigenerazione economica e sociale dei territori con risorse dedicate a far
tornare le persone a abitare questa terra meravigliosa.
Trovo
l’attacco al Commissario Castelli strumentale al periodo elettorale: è un fatto
noto a tutti i sindaci del cratere sismico, di qualsiasi appartenenza politica,
che il suo operato sia sempre stato imparziale, fattivo ed attento fino a
stimolare la comunicazione e la promozione dei territori con guide ed eventi
sui luoghi colpiti. Vorrei evidenziare che tale modo di fare non ha avuto
un’accelerazione perché in campagna elettorale visto che dal 2023 ad oggi
Castelli è stato sempre ugualmente attento e presente, facendo sentire lo Stato
vicino alle nostre esigenze di terremotati.
In un tempo in
cui il senso delle istituzioni rischia di essere messo in discussione dalla
polemica politica, serve meno demagogia e più riconoscimento di ciò che è stato
fatto e di ciò che ancora resta da fare. La ricostruzione non è solo una
questione tecnica, ma anche una scelta di visione e responsabilità: restituire
dignità alle comunità, futuro ai giovani, radici a chi non vuole abbandonare
questa terra”.

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