Un consiglio comunale che avrebbe dovuto affrontare
temi amministrativi si è trasformato in un teatro di tensioni, dichiarazioni
surreali e uscite sopra le righe. L’ultima seduta dell’assise cittadina ha
mostrato, in modo fin troppo evidente, le crepe all’interno della maggioranza e
un livello di confronto politico che fatica a restare all’altezza del ruolo
istituzionale.
A catalizzare l’attenzione è stato l’episodio increscioso che ha visto un consigliere di maggioranza rivolgere volgarità inaccettabili alla consigliera di minoranza Silvia Luconi. Un fatto grave, che impone una presa di posizione netta e non può essere derubricato a uno scherzo o a un momento di nervosismo.
A Silvia Luconi va la piena solidarietà personale e politica. Vale la pena ricordare che non molto tempo fa, per molto meno, il presidente del consiglio Carmelo Ceselli si dimise, dimostrando senso delle istituzioni. Oggi, invece, si tenta di minimizzare tutto, come se in aula si potesse dire qualsiasi cosa senza conseguenze. Così non è.
Come se non bastasse, nel corso del dibattito la maggioranza ha apertamente accusato la minoranza di 'attaccare' l’amministrazione… per gli errori commessi. Un'affermazione paradossale che fotografa il fastidio crescente verso un’opposizione che, semplicemente, fa il proprio lavoro, con interrogazioni, mozioni e proposta politica.
Nel ruolo di Don Abbondio di giornata, il sindaco ha dichiarato di non essere stato informato del nuovo sistema d’ingresso a pagamento al cimitero comunale, attribuendo la responsabilità agli uffici comunali, in una dinamica che solleva seri dubbi sulla gestione amministrativa e sul coordinamento interno alla macchina comunale.
Alla sua prima seduta, la nuova consigliera appena insediata ha scelto di esordire con sermoni e lezioni di stile rivolte a tutti, dentro e fuori l’aula. Un atteggiamento che ha lasciato perplessi molti, soprattutto di fronte a una realtà in cui la concretezza dovrebbe contare più della retorica.
Particolarmente emblematica la vicenda della mozione presentata dal consigliere Federico Pieroni: un atto valido, ben argomentato, che però è stato bocciato non per i contenuti, ma solo perché proveniente dalla minoranza. Ancora più grave il fatto che la mozione non sia stata nemmeno compresa nel suo significato reale, a dimostrazione di una superficialità e di una impreparazione preoccupanti che ormai sembrano contraddistinguere buona parte dell’amministrazione.
In conclusione, anche se numericamente la maggioranza sembra aver trovato una stampella utile a trascinarsi fino al 2027, politicamente e nei fatti è sempre più evidente che sta implodendo. Le idee, le proposte, i contenuti arrivano dalla minoranza. Dalla maggioranza solo chiusure, nervosismo e cadute di stile. Tolentino merita una classe dirigente all’altezza del proprio ruolo. Serve rispetto, competenza e serietà. Chi non è in grado di garantirli, dovrebbe farsi da parte.
Forza Italia Tolentino Lega Tolentino

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