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San Severino, all’alba torna il tradizionale pellegrinaggio a Santa Sperandia: percorso e raccomandazioni

Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...

A Tolentino Lega e Forza Italia contestano la gestione esterna dei musei

 


A Tolentino nuovo ‘scontro’ politico  sull’affidamento della gestione dei musei civici, in quanto Forza Italia e Lega Tolentino esprimono profonda contrarietà e forte preoccupazione per la decisione dell’Amministrazione comunale di affidare la gestione dei Musei Civici, della Sala di Lettura e dello IAT alla cooperativa “L’Orologio” di Pontassieve (Firenze).

Una scelta che, pur formalmente legittima, appare politicamente miope, socialmente penalizzante e culturalmente discutibile. Tolentino perde così un’importante occasione per valorizzare le proprie risorse, le proprie competenze e le energie locali che da anni operano nel campo della cultura, del turismo e della promozione del territorio. L’Amministrazione ha scelto di consegnare la gestione del nostro patrimonio storico e artistico a un soggetto esterno, lontano, che nulla ha a che fare con la nostra realtà. Una decisione che non tiene conto né della conoscenza del contesto locale, né del radicamento culturale e umano necessario per valorizzare davvero i nostri beni. Il risultato è che Tolentino sarà amministrata 'a distanza' anche nella sua anima culturale, come se fosse una filiale di un progetto nazionale, anziché una città viva con una propria identità da promuovere.

E viene naturale chiedersi: dovremo attenderci lo stesso metodo anche per il Teatro Nicola Vaccaj? Dovremo forse assistere all’ennesimo affidamento a soggetti esterni, perdendo un’altra opportunità di crescita per i nostri artisti, le nostre maestranze, i nostri giovani che amano e vivono il teatro? Sarebbe inaccettabile che anche uno dei simboli più rappresentativi della nostra città, ricostruito con tanto impegno e sacrificio, fosse gestito da chi non appartiene a questa comunità e non ne conosce la storia e l’anima. La cultura, per noi, non è un semplice servizio da appaltare al ribasso. È un investimento strategico per la crescita, la formazione e l’orgoglio di una comunità.

Un’amministrazione lungimirante avrebbe colto questa opportunità per creare posti di lavoro qualificati, offrendo spazio ai tanti giovani tolentinati laureati in beni culturali, storia dell’arte, comunicazione o turismo; avrebbe favorito la nascita di una rete di collaborazioni tra associazioni, cooperative locali e operatori economici, generando un circuito virtuoso di sviluppo e partecipazione. Invece, ancora una volta, si è scelto di guardare fuori dai confini comunali e regionali, perdendo una preziosa occasione di crescita interna. È paradossale parlare di “valorizzazione” quando le risorse economiche e le professionalità vengono sottratte al territorio e affidate a un soggetto esterno che, per forza di cose, dovrà prima 'studiare' ciò che chi vive qui conosce da sempre. Chi gestirà i nostri musei dovrà imparare da zero ciò che i tolentinati sanno per esperienza, passione e tradizione. Forza Italia e Lega non mettono in dubbio la regolarità delle procedure, ma contestano con forza la visione politica che le ha ispirate.

Si poteva e si doveva immaginare un percorso diverso, partecipato, capace di coinvolgere le risorse del territorio, le scuole, le università, le Pro Loco, le imprese turistiche, i professionisti della cultura. Si è invece preferito un modello distante, burocratico e impersonale, che rischia di appiattire la nostra offerta culturale e di ridurre Tolentino a una semplice 'tappa' nel catalogo di una grande cooperativa nazionale. Chiediamo all’Amministrazione comunale di spiegare ai cittadini quale reale beneficio economico e culturale porterà questa scelta, e se esistano garanzie concrete sul coinvolgimento di personale locale nelle attività. 

Perché se anche la cultura diventa un affare per pochi, a pagare saranno ancora una volta i tolentinati, privati di lavoro, protagonismo e identità. Tolentino ha bisogno di una politica che creda nel valore delle proprie persone, non di decisioni che trasferiscono altrove ciò che qui può e deve essere costruito. La nostra opposizione continuerà a vigilare, con senso di responsabilità ma anche con fermezza, perché il patrimonio culturale di Tolentino resti patrimonio dei tolentinati, e non merce di scambio nelle logiche delle grandi esternalizzazioni. 

da Lega e Forza Italia

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