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San Severino, all’alba torna il tradizionale pellegrinaggio a Santa Sperandia: percorso e raccomandazioni

Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...

Civico22: la sconfitta del centro sinistra richiede coraggio e cambiamento

 


La sconfitta del centrosinistra alle elezioni regionali è netta. Sarebbe da irresponsabili non riconoscerla con chiarezza. Ancora più grave, però, sarebbe cercare rifugio in giustificazioni di comodo, aggrappandosi ai numeri o alle percentuali come l’ubriaco che, nel cuore della notte, si aggrappa a un lampione non per farsi luce, ma per non cadere.

I fatti parlano da soli: il centrodestra nelle Marche è oggi maggioranza, e lo è perché una parte significativa dei cittadini ha scelto di confermare la fiducia all'amministrazione uscente. Non si tratta solo di una vittoria numerica, ma di un dato politico che va interpretato fino in fondo: I marchigiani hanno premiato la continuità nell’attuazione di quelli che sono stati presentati come sedicenti programmi innovativi, mentre il centrosinistra che abbiamo sostenuto con coerenza e nel rispetto della nostra identità, non è riuscito a proporsi come un’alternativa di governo credibile e autorevole.

È troppo facile e profondamente sterile, prendersela con l’astensionismo o con l’elettorato attratto dalle sirene delle facili semplificazioni. È vero che la partecipazione è stata bassa e che il quadro politico appare disarticolato, ma queste sono solo manifestazioni superficiali di un problema più profondo: la disconnessione tra il centrosinistra e una larga parte del suo elettorato potenziale e una evidente scarsa coesione fra le varie anime che dovrebbero comporlo.

I numeri parlano chiaro, fin troppo. Una parte significativa dei potenziali elettori della coalizione nel segreto dell’urna non ha votato Ricci in quanto candidato del PD, ex Renziano (ancora forte risuona l’epiteto di PDioti e partito di Bibbiano ) e perché anche oggetto di un avviso di garanzia. Troppi sono i soloni che si ergono a detentori della verità e della purezza ideologica.

A nostro avviso Il messaggio degli elettori, anche di quelli che hanno scelto di votare comunque per il centrosinistra, è inequivocabile: c’è una domanda forte di cambiamento, non solo di volti, ma di metodi, di linguaggi, di visione. Pensare di cavarsela, ancora una volta, con un semplice rimpasto delle segreterie o con qualche operazione cosmetica sui nomi è un errore che rischia di essere fatale.

Serve ben altro. Serve avviare un processo vero di rigenerazione politica, che parta dall’ascolto e dalla ricostruzione di un rapporto autentico con i territori, con le comunità, con le persone. È il momento di una fase costituente, non solo formale, ma sostanziale: una discussione aperta, inclusiva, radicale sulle idee, sulle priorità, sulle modalità con cui si vuole tornare a rappresentare credibilmente un’alternativa di governo.

Il tempo degli alibi è finito. Se il centrosinistra vuole tornare a essere protagonista, deve avere il coraggio di mettersi in discussione fino in fondo. Solo così potrà riprendere il cammino, non verso il passato, ma verso un futuro che oggi appare lontano e fosco.

Noi di Civico 22 siamo già al lavoro per fornire alla nostra città un’alternativa sia all’attuale compagine di governo sia alla destra. Il nostro obiettivo è quello di costruire un progetto a partire dal lavoro fatto in questi tre anni di attività politica, intorno al quale coagulare liste civiche, forze politiche che si riconoscono nei nostri valori il cui perimetro è quello del centrosinistra, in un contesto di autentico e reale rinnovamento delle classi dirigenti. Lavoriamo per creare una coalizione e non un cartello elettorale, omogenea dal punto di vista identitario.

Concludiamo augurando a tutti i nuovi eletti in consiglio regionale buon lavoro con l’auspicio che il loro unico faro nello svolgere il ruolo assegnato dagli elettori sia quello di prendersi cura del bene comune.

Paolo Dignani - coordinatore Civico22 Tolentino

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