Al multiplex Giometti di Tolentino riprendono
le proiezioni della rassegna cinematografica ‘La Decima Musa’ a cura del prof.
Alberto Cingolani, con la partecipazione di Unitre e Cine Club: venerdì 7
novembre ore 21.15 con il film ‘Spiaggia di vetro’ del regista Will Geiger che
racconta la vita sullo stretto di Messina: Salvo è un pescatore siciliano che
ha trovato lavoro in Calabria nella produzione di carbone di qualità. In
seguito ad un ictus che ha colpito il padre fa ritorno al paese. Trova la casa
del genitore abitata dall'immigrata africana Binta con il figlio Moussa. La
donna ha curato il padre ed è stata da lui autorizzata a vivere nell'edificio.
Salvo vorrebbe poterli mandare via ma progressivamente Moussa gli si avvicina
mentre invece a lui non è consentito di vedere la famiglia, di cui vorrebbe
ottenere l'affidamento condiviso, se non sotto sorveglianza.
Will Geiger ha trascorso quattro anni
nella zona tra la Calabria e la Sicilia per conoscere il territorio e,
soprattutto, per entrare nello spirito delle persone che lo abitano. Ne è nata
una sceneggiatura che ha dato origine a un film che non ha nulla della
possibile visione stereotipa di qualcuno venuto da fuori. Tutto quanto vi
accade è plausibile e si inserisce nel quadro di un percorso di un possibile ma
non scontato ritrovamento di se stesso segnato da tappe precise che si
avvertono come scritte e poi portate sullo schermo da una persona che conosce
le tematiche che sta trattando e le sa calare correttamente nel contesto
sociale. A partire dalla sequenza quasi onirica della produzione del carbone
(che serve per l’affumicatura di prodotti alimentari pregiati) per poi passare
alla luminosa (dal punto di vista ambientale) ma per altri versi oscura terra
natia.
La rassegna prosegue venerdì 14 novembre
con il film ‘Bolero’ della regista Anne
Fontaine: Maurice Ravel è un ragazzo con un orecchio speciale, che percepisce
la musica ovunque, anche nei rumori meccanici di una fabbrica. La vita sulle
prime non sembra sorridergli, viene escluso dal Prix de Rome per l'ennesima
volta, si infortuna per via di una distrazione, tuttavia fa incontri che
segneranno la sua vita e la sua carriera, come quello con Ida Rubinstein,
Marguerite Long, Misia Sert e anche con l'America, dove conosce il jazz. Da una
parte c'è il lavoro forsennato per la composizione definitiva del Boléro,
dall'altra l'incombere della malattia neurologica, nel mezzo un processo creativo
geniale, eppure profondamente distruttivo.
Mentre venerdì 21 novembre è in
proiezione il film ‘La voce di Hind Rajab’ di Kaouther Ben Hania, premiato a
Venezia ed a San Sebastiano, che racconta la vita a Gaza: un’auto con a bordo
una famiglia viene colpita dalle forze dell'Idf. Sopravvive solo una bambina di
6 anni che la Mezzaluna Rossa palestinese riesce a contattare telefonicamente.
Seguiamo quindi i colloqui con Hindi di cui ci viene restituita la voce
registrata dal centralino del pronto soccorso. Il suo destino sarà analogo a quello
degli altri occupanti dell’auto anche a causa delle molteplici barriere che
ostacolano l’intervento dell’ambulanza che si troverebbe a poca distanza da lei.
Venerdì 28 novembre Monica Guerritore
chiude la rassegna con il film ‘Anna’: il primo film sulla più grande
interprete italiana amata in tutto il mondo, Anna Magnani, si concentra nella
notte del 21 marzo 1956 quando vince il Premio Oscar come miglior attrice per
La rosa tatuata. La notte dell'attesa la passerà tra i vicoli e le piazze di
Roma, tra la gente del popolo che la ama e le memorie che abitano il suo cuore.

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