La persistente situazione di criticità idrica ha
spinto il Comune di Tolentino ad agire con urgenza. Il sindaco ha firmato
un’ordinanza che impone immediate e rigorose restrizioni sull’uso dell’acqua
potabile distribuita dall’acquedotto pubblico, con validità fino al 31 gennaio
2026.
Il provvedimento ha l’obiettivo di disciplinare rigorosamente l’uso dell’acqua potabile, limitandola all’effettivo fabbisogno idropotabile, per evitare usi impropri e sprechi che potrebbero portare a conseguenze più severe. L’Amministrazione avverte infatti che, senza il contenimento dei consumi, si potrà arrivare all’interruzione della continuità del servizio, al razionamento e alla turnazione delle forniture.
L'ordinanza dispone immediatamente a tutti gli utenti del servizio idrico integrato "un uso estremamente accorto della risorsa. Gli utenti domestici sono invitati a limitare l’impiego dell’acqua potabile ai soli usi alimentare e igienico-sanitario, escludendo ogni altro uso non strettamente necessario, in particolare negli orari diurni e di maggior consumo".
L’ordinanza vieta "l’impiego di acqua potabile per attività come il lavaggio di cortili e piazzali, il lavaggio domestico di veicoli a motore, il riempimento di piscine private e vasche da giardino. È inoltre vietato l'innaffiamento di giardini e orti, sebbene per questi ultimi sia prevista l'unica eccezione delle ore notturne, tra le 22:00 e le 06:00".
Pertanto "si invitano tutti i cittadini a collaborare attivamente adottando ogni utile accorgimento finalizzato al risparmio idrico: dalla riparazione immediata delle perdite, anche minime, all'installazione di dispositivi frangigetto sui rubinetti, fino all'impiego di lavastoviglie e lavatrici solo a pieno carico. È fondamentale, inoltre, preferire la doccia al bagno e non lasciare scorrere l'acqua durante il lavaggio dei denti o la rasatura".
"Il corpo di Polizia locale è incaricato della vigilanza sull'esecuzione dell'ordinanza, coadiuvato dal personale del gestore Assm. Si avverte che i contravventori saranno puniti con una sanzione pecuniaria amministrativa che varia da 25 a 500 euro".

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