“Ci sono luoghi che non si limitano ad
esistere sulla carta geografica. Sono radici, vibrazioni, respiri profondi che
si intrecciano con il nostro essere più intimo, un’eredità che continua a
parlarci nel tempo”: con queste parole si apre Intimi Orizzonti – La
forma dei Sibillini, la mostra fotografica di Benedetta
Micheli, giovane fotografa marchigiana (classe 2000), che
attraverso la pellicola racconta il legame profondo e viscerale con le montagne
della sua infanzia.
L’esposizione, promossa da Hub 62029, con il patrocinio del Comune di Tolentino, è allestita a Palazzo Benadduci, a Tolentino e sarà inaugurata sabato 13 dicembre, alle ore 16.00 e sarà visitabile dal martedì alla domenica, dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e nel pomeriggio dalle ore 15:00 alle ore 20:00.
Il progetto nasce da un percorso personale iniziato a soli quattordici anni, quando Benedetta comincia a fotografare i Monti Sibillini con una piccola GoPro, per conservare le sue avventure tra i sentieri di casa. Negli anni questa curiosità si trasforma in linguaggio, ricerca e professione.
Nel 2024 acquista la sua prima macchina analogica, un’ Olympus OM-1, e scatta
la prima pellicola della sua vita ai Piani di Ragnolo: un momento che segna
l'inizio di un rapporto nuovo con il territorio, fatto di attesa, precisione e
ascolto.
La mostra raccoglie immagini realizzate esclusivamente su pellicola, in cui luce, tempo e materia diventano strumenti per restituire l’intimità di un paesaggio che non è solo luogo fisico, ma geografia emotiva. Per l’artista, i Sibillini non sono un soggetto da catturare, ma una presenza da sviluppare, come in camera oscura: rivelati lentamente, nel loro silenzio e nella loro essenza.
L’esposizione include inoltre uno spazio interattivo dedicato alla pellicola, pensato per far conoscere da vicino il processo analogico attraverso provini, negativi, contatti e materiali reali utilizzati nel progetto. Un ambiente che invita il pubblico a entrare nel ritmo lento e consapevole della fotografia analogica, comprendendone la fisicità e la delicatezza.
Intimi Orizzonti è un invito a riscoprire i Monti Sibillini come luogo di appartenenza, memoria e respiro: un attraversamento emotivo prima ancora che visivo, che restituisce alla fotografia il suo potere originario di ascolto e rivelazione.

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