Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...
San Severino Marche. “Indovina chi viene a cena?”: al Teatro Feronia la grande prosa con Cesare Bocci e Vittoria Belvedere
Torna la grande prosa al Teatro Feronia di San Severino Marche. Questa sera, martedì 16 dicembre, il palcoscenico settempedano ospiterà Cesare Bocci e Vittoria Belvedere, protagonisti di “Indovina chi viene a cena?” di William Arthur Rose, nella versione teatrale adattata da Mario Scaletta e diretta da Guglielmo Ferro.
Accanto ai due interpreti principali, sul palco saliranno anche Mario Scaletta, Federico Roque, Elvira Cammarone, Ira Fronten, Thilina Pietro Feminò e Fatima Romina Alì, per riportare in scena una delle commedie più celebri del Novecento, resa immortale dal cinema con le interpretazioni di Katharine Hepburn e Spencer Tracy.
Un classico che parla al presente
Al centro della storia c’è il tema del matrimonio misto, che negli Stati Uniti di fine anni Sessanta fece scalpore e che oggi torna a interrogare una società sempre più multiculturale. Pur partendo da un testo che ha più di mezzo secolo, lo spettacolo si presenta come un’opera sorprendentemente attuale, grazie a un adattamento che ne ha rinnovato linguaggio e contesto.
«Quando mi hanno proposto questo lavoro ne sono stato subito entusiasta – spiega il regista Guglielmo Ferro – È un testo brillante che trasmette un messaggio sociale forte. L’adattamento di Scaletta ha eliminato gli elementi più legati agli anni Sessanta, rendendo il racconto estremamente contemporaneo, anche nel linguaggio, più diretto e incisivo. Parliamo di differenze e di comprensione, un termine che preferiamo a quello, più limitante, di tolleranza».
Ritmo, ironia e critica al conformismo
La versione proposta al Feronia punta su ritmi serrati, ironia e leggerezza, senza rinunciare alla profondità del messaggio. La storia, ormai nota, ruota attorno all’amore improvviso e al matrimonio lampo tra una giovane donna bianca, cresciuta in una famiglia benestante, e un brillante medico afroamericano: un incontro che mette a nudo paure, pregiudizi e ipocrisie sociali.
Scaletta e Ferro scelgono di attualizzare il testo confrontandosi con il politically correct e con i nuovi conformismi linguistici e comportamentali, trasformando la commedia in una riflessione lucida e attuale sulla difficoltà di accettare davvero le differenze, al di là delle formule di facciata.
Uno spettacolo che diverte e coinvolge, ma che invita anche a guardare con maggiore onestà alle dinamiche sociali del presente, confermando ancora una volta il Teatro Feronia come punto di riferimento per la prosa di qualità nel territorio.
L.D. Redazione - laScansionenet
Accanto ai due interpreti principali, sul palco saliranno anche Mario Scaletta, Federico Roque, Elvira Cammarone, Ira Fronten, Thilina Pietro Feminò e Fatima Romina Alì, per riportare in scena una delle commedie più celebri del Novecento, resa immortale dal cinema con le interpretazioni di Katharine Hepburn e Spencer Tracy.
Un classico che parla al presente
Al centro della storia c’è il tema del matrimonio misto, che negli Stati Uniti di fine anni Sessanta fece scalpore e che oggi torna a interrogare una società sempre più multiculturale. Pur partendo da un testo che ha più di mezzo secolo, lo spettacolo si presenta come un’opera sorprendentemente attuale, grazie a un adattamento che ne ha rinnovato linguaggio e contesto.
«Quando mi hanno proposto questo lavoro ne sono stato subito entusiasta – spiega il regista Guglielmo Ferro – È un testo brillante che trasmette un messaggio sociale forte. L’adattamento di Scaletta ha eliminato gli elementi più legati agli anni Sessanta, rendendo il racconto estremamente contemporaneo, anche nel linguaggio, più diretto e incisivo. Parliamo di differenze e di comprensione, un termine che preferiamo a quello, più limitante, di tolleranza».
Ritmo, ironia e critica al conformismo
La versione proposta al Feronia punta su ritmi serrati, ironia e leggerezza, senza rinunciare alla profondità del messaggio. La storia, ormai nota, ruota attorno all’amore improvviso e al matrimonio lampo tra una giovane donna bianca, cresciuta in una famiglia benestante, e un brillante medico afroamericano: un incontro che mette a nudo paure, pregiudizi e ipocrisie sociali.
Scaletta e Ferro scelgono di attualizzare il testo confrontandosi con il politically correct e con i nuovi conformismi linguistici e comportamentali, trasformando la commedia in una riflessione lucida e attuale sulla difficoltà di accettare davvero le differenze, al di là delle formule di facciata.
Uno spettacolo che diverte e coinvolge, ma che invita anche a guardare con maggiore onestà alle dinamiche sociali del presente, confermando ancora una volta il Teatro Feronia come punto di riferimento per la prosa di qualità nel territorio.
L.D. Redazione - laScansionenet

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