Il salone Happy Family Style di Anne Slivnitsona aderisce all’iniziativa solidale per i feriti di Crans-Montana
‘Senza più
pelle, né capelli, quei ragazzi erano ancora vivi ma sembravano scheletri’: una
frase durissima, una delle testimonianze più impressionanti emerse dopo il
devastante incendio del locale Constellation di Crans-Montana, che restituisce
la misura delle condizioni in cui versano molti dei giovani feriti
sopravvissuti al rogo. Accanto alle cure salvavita e ricostruttive, resta
infatti una necessità altrettanto profonda: restituire dignità, riconoscibilità
e identità a chi ha visto il proprio corpo e il proprio volto stravolti.
E’ in questo
contesto che si inserisce l’iniziativa solidale partita dalla Francia e
diffusasi rapidamente in tutta Europa, alla quale ha deciso di aderire anche
Anne Slivnitsona, titolare della parrucchieria Happy Family Style, in piazza
dell’Unità a Tolentino. L’iniziativa prevede taglio e piega gratuiti per chi
dona i propri capelli, destinati a un’associazione svizzera, la Rolph Ag,
impegnata nella realizzazione di parrucche per le persone coinvolte
nell’incendio.
“Ho visto sui
social il post di una collega e mi ha colpita profondamente, racconta
Slivnitsona. Quelle immagini, quelle storie, mi hanno fatto pensare che poteva
capitare a chiunque, anche a ragazzi della nostra età, ai nostri figli o
nipoti. Così ho deciso di aderire senza esitazioni”.
Nel salone di
Tolentino chiunque lo desideri può donare una treccia di almeno 25-30
centimetri di capelli non trattati e in buone condizioni. In cambio, Anne
Slivnitsona offre gratuitamente il servizio di taglio e piega, mettendo a disposizione
professionalità e tempo per una causa che va ben oltre l’estetica:
“E’ un gesto
semplice per chi dona, ma enorme per chi lo riceve. I capelli, se il cuoio
capelluto non è stato danneggiato, possono ricrescere; per molti dei feriti di Crans-Montana,
invece, la perdita potrebbe essere definitiva. Una parrucca non è solo un
accessorio, ma uno strumento per tornare a guardarsi allo specchio”.
I capelli
raccolti vengono inviati all’associazione svizzera che, una volta ricevute le
trecce, le controlla, le pulisce e le seleziona in base a struttura e colore.
La lavorazione è lunga e complessa: per realizzare una singola protesi
capillare servono in media cinque o sei donazioni e diversi mesi di lavoro
artigianale:
“Sto ricevendo
tante richieste da persone che non venivano in salone da tempo o che arrivano
anche da fuori città. Questo dimostra che la solidarietà non ha confini. Non
importa da dove si parte, ma dove arriva il gesto”.
Un’iniziativa
che, partita da lontano, ha trovato spazio anche a Tolentino, trasformando un
salone di parrucchiera in un piccolo presidio di umanità. Perché, come
sottolinea Slivnitsona, “ridare un’immagine significa spesso ridare anche un
sorriso e una speranza”.

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