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San Severino, all’alba torna il tradizionale pellegrinaggio a Santa Sperandia: percorso e raccomandazioni

Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...

Mons. Marconi: Epifania è manifestazione di Dio al mondo

 


“In un bel brano di commento a questo Vangelo di Matteo, che narra la visita dei Magi, uno dei Papi di nome Leone, il primo è il più noto: San Leone Magno, dice: ‘Colui che è nato per tutti, oggi si fa conoscere a tutti’.  Il nostro Dio, ci insegna l’Epifania, non è il Dio di un gruppo ristretto, di una lobby di amici, tutti intenti a gestire i loro privilegi. Il nostro Dio si è fatto uomo per tutti e si fa conoscere a tutti.

In questo Vangelo i Magi rappresentano infatti, tutti i popoli, chiamati all’incontro con Gesù, il figlio dell’unico Padre celeste, che ci rende tutti fratelli tra noi. Basterebbe già questo messaggio a farci meditare su quanto il mondo di oggi si stia allontanando dal Vangelo e dalla sua Sapienza”: nell’omelia della celebrazione eucaristica per l’Epifania mons. Nazzareno Marconi, vescovo della diocesi di Macerata, ha sottolineato la sapienza di Dio.

Il vangelo odierno getta uno ‘sguardo’ sul valore della conoscenza: “Con una certa ironia questo Vangelo mette a contrasto due tipi di sapienti e due tipi di potenti. Da una parte, in negativo, abbiamo Erode: un potente contornato di consiglieri, che studiano da secoli la parola di Dio. Questo potente sa tutto sul messia, anche sul luogo dove nascerà: il piccolo villaggio di Betlemme, che dista solo 9 km dalla sua Reggia di Gerusalemme.

Eppure, tutta questa conoscenza per Erode non diventa Sapienza, perché non diventa vita: Erode con i suoi saggi resta seduto sul trono, non va ad adorare il Bambino che è nato per tutti e così si mette fuori dalla salvezza. Sarebbe tanto vicino a Dio, ma è così concentrato su di sé, sul suo potere, che è incapace di incontrarlo. Si riempie la bocca delle parole della Scrittura, ma queste parole non scendono nel suo cuore. Recita la parte di un potente devoto, ma tutta questa devozione non lo spinge a mettersi in cammino verso il bene, è devozione senza conversione”.

A questa sapienza mondana si contrappone quella dei magi: “All’opposto si situano i Magi, potenti ma umili, saggi ma ancora desiderosi di conoscere, esperti delle cose del cielo ma capaci di chinarsi sulla terra, di raggiungere quella periferia esistenziale che era il piccolo villaggio di Betlemme, di entrare nella casa di un umile lavoratore, di contemplare la presenza di Dio in un Bambino.

A loro, poveri di conoscenza religiosa e ignari del contenuto della Parola di Dio, quel Dio che è venuto per tutti si fa conoscere. Perché i loro cuori erano in ricerca di ciò che è vero giusto e buono. Fortunatamente anche i personaggi dei Magi sono profezia di tanti che esistono nel mondo di oggi, uomini di buona volontà, che non ci aspetteremmo di incontrare tra i personaggi del presepe, eppure sono lì, a testimoniare che davvero il Signore è venuto per tutti e quindi anche per ciascuno di noi”.

Ecco la novità che scoprono i Magi: “I Magi dicono che c’è speranza per il mondo… All’opposto i Magi sono una piccola comunità. Il Vangelo non dice quanti, ma la tradizione cristiana meditando su questo mistero li hai immaginati almeno tre, provenienti da popoli diversi e da luoghi diversi. Che prima hanno imparato ad essere amici tra loro e poi con la forza di questa amicizia hanno incontrato Dio”.

La storia dei Magi indica la possibilità di un cammino: “La storia dei Magi ci spiega che quando l’umanità mette in campo le sue virtù migliori: il desiderio non solo di conoscenza ma di Sapienza, l’umiltà, la disponibilità a mettersi in cammino alla ricerca di ciò che è vero buono e bello, il superamento delle frontiere e l’apertura ad ogni uomo nell’amicizia sincera, certo il Signore si rivelerà a loro”.

Quindi l’epifania è la manifestazione di Dio al mondo nella sua ‘piccolezza’: “Ed ecco che in un mondo di supponenti, di potenti e di prepotenti, Dio si rivela nella fragilità di un bambino che non sa ancora parlare, sa solo aprire le braccia ad un incontro che accoglie senza riserve e senza giudizi. E soprattutto Dio si rivela in una promessa di futuro, in un annuncio di speranza, perché proprio questo è una vita che nasce.

Questo messaggio semplice ed umile, eppure fortemente critico verso tanti errori che abitano il nostro mondo di oggi, è il messaggio dell’Epifania. Quel mite re di pace che è nato per tutti oggi vuol farsi conoscere a tutti. E ci consegna questa missione: come Chiesa siamo chiamati ad annunciarlo a tutti, ma dovremo farlo rispettando il suo stile: di mitezza, di serenità e di pace”.

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