Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...
Quasi ottant’anni di storia tra trionfi olimpici, passione e momenti difficili
JESI — Una serata dedicata allo sport, alla memoria e all’identità di un territorio. Il Lions Club Jesi ha celebrato il Club Scherma Jesi, la società con il maggior numero di medaglie olimpiche al mondo, con un palmarès straordinario che conta 14 ori, 6 argenti e 6 bronzi.
Nel corso dell’incontro, soci e ospiti hanno ripercorso la lunga e affascinante storia del sodalizio schermistico attraverso gli interventi del presidente onorario Alberto Proietti Mosca, dell’attuale presidente Maurizio Dellabella e dell’ex schermidore Massimo Albonetti, entrambi soci Lions.
Dalle origini nel dopoguerra alla leggenda olimpica
A tracciare le tappe iniziali è stato Albonetti, partendo dalla figura di Ezio Triccoli, fondatore carismatico che si avvicinò alla scherma durante la prigionia in Sud Africa e la portò a Jesi nel 1947. Triccoli guidò la società per quasi quarant’anni, fino alla sua scomparsa nel 1986, trasformandola da piccola realtà locale a potenza internazionale.
Dalle prime sedi improvvisate nel centro storico — in Vicolo della Pace — ai successivi trasferimenti al Teatrino ACLI di via Pergolesi e poi al Palazzetto di via Solazzi, la crescita del club è stata accompagnata da risultati sempre più prestigiosi. La personalità forte e innovativa di Triccoli, capace di introdurre nuove tecniche di stoccata, lo rese una figura tanto ammirata quanto controversa nel panorama schermistico.
Le figure chiave e il “momento magico”
Proietti Mosca, presidente dal 1978 al 2017, ha ricordato anche il ruolo fondamentale del maestro Lamberto Magini, protagonista della fase emergente della società e abile tessitore di rapporti con la Federazione nazionale. Grazie a queste relazioni e ai successi sportivi, fu possibile realizzare il Palazzetto di via Solazzi, simbolo della crescita della scherma jesina.
Negli anni, il club ha prodotto campioni di livello mondiale, conquistando titoli nazionali fin dagli anni Sessanta e numerosi allori olimpici a partire dagli anni Ottanta. Tra i riconoscimenti più prestigiosi figurano il Collare d’Oro del CONI — assegnato nonostante la società non avesse ancora un secolo di vita — due finali olimpiche tra atlete jesine e due portabandiera alle cerimonie di apertura dei Giochi.
Non sono mancati momenti difficili, soprattutto sul piano economico, affrontati mantenendo una gestione trasparente e spesso superati grazie al sostegno di realtà locali.
Il presente e il futuro: una scuola di sport e di vita
L’attuale presidente Maurizio Dellabella ha delineato il nuovo corso del Club Scherma Jesi, rafforzato dalla recente inaugurazione della nuova struttura, pensata come spazio aperto alla comunità. Pur mantenendo saldi i valori tradizionali, la società punta oggi sulla valorizzazione dei giovani, non solo come atleti ma come persone, promuovendo rispetto, formazione e capacità decisionale — qualità fondamentali nella scherma come nella vita.
In questa prospettiva si inserisce anche l’istituzione della sezione paralimpica nel 2024 e l’ospitalità, nello scorso dicembre, della delegazione nazionale, segno di una visione sempre più inclusiva e orientata al futuro.
L.D. Redazione - laScansionenet
Un altro modo di raccontare il territorio
JESI — Una serata dedicata allo sport, alla memoria e all’identità di un territorio. Il Lions Club Jesi ha celebrato il Club Scherma Jesi, la società con il maggior numero di medaglie olimpiche al mondo, con un palmarès straordinario che conta 14 ori, 6 argenti e 6 bronzi.
Nel corso dell’incontro, soci e ospiti hanno ripercorso la lunga e affascinante storia del sodalizio schermistico attraverso gli interventi del presidente onorario Alberto Proietti Mosca, dell’attuale presidente Maurizio Dellabella e dell’ex schermidore Massimo Albonetti, entrambi soci Lions.
Dalle origini nel dopoguerra alla leggenda olimpica
A tracciare le tappe iniziali è stato Albonetti, partendo dalla figura di Ezio Triccoli, fondatore carismatico che si avvicinò alla scherma durante la prigionia in Sud Africa e la portò a Jesi nel 1947. Triccoli guidò la società per quasi quarant’anni, fino alla sua scomparsa nel 1986, trasformandola da piccola realtà locale a potenza internazionale.
Dalle prime sedi improvvisate nel centro storico — in Vicolo della Pace — ai successivi trasferimenti al Teatrino ACLI di via Pergolesi e poi al Palazzetto di via Solazzi, la crescita del club è stata accompagnata da risultati sempre più prestigiosi. La personalità forte e innovativa di Triccoli, capace di introdurre nuove tecniche di stoccata, lo rese una figura tanto ammirata quanto controversa nel panorama schermistico.
Le figure chiave e il “momento magico”
Proietti Mosca, presidente dal 1978 al 2017, ha ricordato anche il ruolo fondamentale del maestro Lamberto Magini, protagonista della fase emergente della società e abile tessitore di rapporti con la Federazione nazionale. Grazie a queste relazioni e ai successi sportivi, fu possibile realizzare il Palazzetto di via Solazzi, simbolo della crescita della scherma jesina.
Negli anni, il club ha prodotto campioni di livello mondiale, conquistando titoli nazionali fin dagli anni Sessanta e numerosi allori olimpici a partire dagli anni Ottanta. Tra i riconoscimenti più prestigiosi figurano il Collare d’Oro del CONI — assegnato nonostante la società non avesse ancora un secolo di vita — due finali olimpiche tra atlete jesine e due portabandiera alle cerimonie di apertura dei Giochi.
Non sono mancati momenti difficili, soprattutto sul piano economico, affrontati mantenendo una gestione trasparente e spesso superati grazie al sostegno di realtà locali.
Il presente e il futuro: una scuola di sport e di vita
L’attuale presidente Maurizio Dellabella ha delineato il nuovo corso del Club Scherma Jesi, rafforzato dalla recente inaugurazione della nuova struttura, pensata come spazio aperto alla comunità. Pur mantenendo saldi i valori tradizionali, la società punta oggi sulla valorizzazione dei giovani, non solo come atleti ma come persone, promuovendo rispetto, formazione e capacità decisionale — qualità fondamentali nella scherma come nella vita.
In questa prospettiva si inserisce anche l’istituzione della sezione paralimpica nel 2024 e l’ospitalità, nello scorso dicembre, della delegazione nazionale, segno di una visione sempre più inclusiva e orientata al futuro.
L.D. Redazione - laScansionenet
Un altro modo di raccontare il territorio

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